Psicologia Clinica e Psicopatologia

La Grandezza della Mania

La fase maniacale viene raccontata come euforia e grandiosità. È una descrizione parziale, e la parte omessa (irritabilità, insonnia, perdita del giudizio critico) è quella che rende l’episodio pericoloso. Articolo divulgativo, non sostituisce una valutazione psichiatrica. Un episodio maniacale è un’emergenza clinica: in caso di rischio per sé o per altri, 112. Telefono Amico 02 […]

La Grandezza della Mania
La fase maniacale viene raccontata come euforia e grandiosità. È una descrizione parziale, e la parte omessa (irritabilità, insonnia, perdita del giudizio critico) è quella che rende l’episodio pericoloso.
Articolo divulgativo, non sostituisce una valutazione psichiatrica. Un episodio maniacale è un’emergenza clinica: in caso di rischio per sé o per altri, 112. Telefono Amico 02 2327 2327.

Cosa definisce un episodio maniacale

I criteri richiedono un periodo distinto di umore anormalmente elevato, espansivo o irritabile, accompagnato da un aumento persistente dell’energia e dell’attività finalizzata, per almeno una settimana, o meno, se è necessario il ricovero.

L’elemento che il linguaggio comune trascura è il secondo: non basta l’umore alterato, serve l’aumento di energia e attività. È stato reso esplicito nei criteri proprio per ridurre le diagnosi improprie.

Le manifestazioni tipiche includono: ridotto bisogno di sonno, non insonnia con stanchezza, ma sensazione di riposo dopo poche ore; eloquio accelerato e difficile da interrompere; sensazione che i pensieri corrano; distraibilità; autostima ipertrofica fino a convinzioni di grandezza; e coinvolgimento in attività con potenziale dannoso.

Quest’ultimo punto è il più rilevante sul piano pratico: spese sproporzionate, decisioni professionali improvvise, guida spericolata, comportamenti sessuali a rischio. Sono conseguenze che restano quando l’episodio finisce.

Le rappresentazioni sbagliate

Vale la pena correggere tre convinzioni diffuse.

La mania non è felicità intensa. Una quota rilevante degli episodi è caratterizzata da irritabilità, insofferenza e conflittualità più che da euforia, e la persona può stare molto male.

La mania non è produttività. L’attività aumenta ma la capacità di portarla a termine si riduce, per distraibilità e disorganizzazione. L’idea del genio creativo in fase maniacale confonde l’ipomania lieve (in cui alcune persone riferiscono maggiore fluidità) con l’episodio conclamato, che disorganizza.

La mania può includere sintomi psicotici: deliri, tipicamente di grandezza, e talvolta allucinazioni. Questo non la trasforma in un’altra diagnosi ed è un elemento frequente negli episodi gravi.

L’ipomania

È la forma attenuata, e comporta un problema specifico.

Dura almeno quattro giorni, comporta un cambiamento osservabile da altri, ma non causa compromissione marcata né richiede ricovero, e non presenta sintomi psicotici.

La difficoltà è che spesso non viene riferita: la persona la ricorda come un periodo particolarmente buono, e sono i familiari a notare il cambiamento. È la ragione principale del ritardo diagnostico.

Una raccomandazione pratica che ne deriva: nella valutazione è utile la presenza o il resoconto di chi conosce la persona, perché ciò che l’interessato riferisce sulla fase di attivazione è tipicamente incompleto.

Il nodo della consapevolezza

Durante un episodio maniacale la capacità di riconoscere il proprio stato è spesso ridotta o assente. Non è ostinazione: è parte del quadro clinico.

Ne segue che discutere, contraddire o cercare di convincere raramente funziona, e tende ad aumentare l’irritabilità.

Ciò che risulta più utile, secondo le indicazioni cliniche: mantenere un tono calmo, ridurre stimolazione e conflitto, tutelare i danni concreti quando possibile (accesso a denaro, chiavi dell’auto) e coinvolgere il curante o i servizi.

Un’indicazione con supporto specifico riguarda la pianificazione anticipata: molte persone concordano con familiari e curanti, in fase di benessere, cosa fare e quali segnali precoci considerare. È uno degli interventi con le evidenze migliori, insieme alla psicoeducazione, nel ridurre le ricadute.

Sul piano dei fattori precipitanti, uno emerge in modo costante: la privazione di sonno. Proteggere la regolarità del sonno e dei ritmi quotidiani è una misura preventiva concreta, non un consiglio generico.

Domande frequenti

La mania e euforia?

Non necessariamente: una quota rilevante degli episodi e dominata da irritabilita e conflittualita, e la persona puo stare molto male.

Rende piu creativi o produttivi?

No: l’attivita aumenta ma la capacita di portarla a termine cala per distraibilita e disorganizzazione. L’episodio conclamato disorganizza.

Perche l’ipomania non viene riferita?

Perche viene ricordata come un periodo particolarmente buono. Sono in genere i familiari a notare il cambiamento, ed e la causa principale del ritardo diagnostico.

Come comportarsi durante un episodio?

Senza discutere o contraddire, riducendo stimolazione e conflitto, limitando i danni concreti e coinvolgendo il curante. In caso di rischio, il 112.

Un episodio maniacale richiede umore alterato e aumento persistente di energia e attivita per almeno una settimana, e non coincide con l’euforia: irritabilita e sintomi psicotici sono frequenti, e la produttivita cala anziche aumentare. L’ipomania sfugge perche viene ricordata come un buon periodo, ed e la causa principale del ritardo diagnostico. Durante l’episodio la consapevolezza e ridotta: contraddire non serve. E la protezione del sonno e una misura preventiva concreta.
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