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La fototrasduzione dei coni

In psicologia della percezione, la fototrasduzione dei coni indica il processo con cui i coni della retina convertono la luce in un segnale nervoso. È il meccanismo alla base della visione diurna e della percezione del colore. Cosa significa fototrasduzione dei coni La fototrasduzione è la sequenza di reazioni che trasforma un fotone in una […]

Psicolab — La fototrasduzione dei coni
In psicologia della percezione, la fototrasduzione dei coni indica il processo con cui i coni della retina convertono la luce in un segnale nervoso. È il meccanismo alla base della visione diurna e della percezione del colore.

Cosa significa fototrasduzione dei coni

La fototrasduzione è la sequenza di reazioni che trasforma un fotone in una variazione del potenziale elettrico della cellula fotorecettrice. Nei coni questo processo è virtualmente identico a quello dei bastoncelli, ma se ne distingue per un aspetto decisivo: il tipo di opsina contenuta nei dischi membranosi del segmento esterno. L’opsina è la parte proteica del fotopigmento e determina a quale lunghezza d’onda la cellula risponde con maggiore efficacia.

I coni entrano in gioco soprattutto di giorno. Quando i bastoncelli ricevono un’illuminazione prolungata, la loro risposta si satura e un’ulteriore luce non produce più iperpolarizzazione. Per questo, in condizioni di forte luminosità, la visione dipende interamente dai coni, i cui fotopigmenti richiedono una quantità di energia maggiore per attivarsi.

La fototrasduzione dei coni in pratica

La retina umana contiene tre tipi di coni, ciascuno con un’opsina che conferisce una diversa sensibilità spettrale. Si distinguono i coni sensibili alle lunghezze d’onda corte, circa 430 nm, detti coni “blu”; i coni sensibili alle lunghezze d’onda medie, circa 530 nm, detti coni “verdi”; e i coni sensibili alle lunghezze d’onda lunghe, circa 560 nm, detti coni “rossi”.

La combinazione dei segnali provenienti da questi tre canali è ciò che permette al sistema visivo di costruire la percezione del colore. La visione cromatica nasce quindi non da un singolo recettore, ma dal confronto tra le risposte dei tre tipi di coni alla stessa scena luminosa.

Termini correlati

Voci utili per approfondire il tema: fotorecettori, bastoncelli, opsina, retina, fototrasduzione, visione dei colori e sensibilità spettrale.

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