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La discriminazione tonale

In psicologia della percezione, la discriminazione tonale è la capacità di distinguere differenze molto piccole nelle frequenze sonore, lungo l’intera gamma dei suoni udibili, da 20 a 20.000 Hz. Si misura come differenza di frequenza minima discriminabile tra due toni. Cosa significa discriminazione tonale Prima di ogni spiegazione occorre una distinzione terminologica, che viene spesso […]

Psicolab — La discriminazione tonale
In psicologia della percezione, la discriminazione tonale è la capacità di distinguere differenze molto piccole nelle frequenze sonore, lungo l’intera gamma dei suoni udibili, da 20 a 20.000 Hz. Si misura come differenza di frequenza minima discriminabile tra due toni.

Cosa significa discriminazione tonale

Prima di ogni spiegazione occorre una distinzione terminologica, che viene spesso trascurata. Il tono si riferisce esclusivamente all’esperienza sensoriale, cioè alle risposte dei soggetti ai suoni. La frequenza descrive invece una proprietà fisica dei suoni. Il primo appartiene a chi ascolta, la seconda al mondo.

Come si spiega, allora, l’abilità di discriminare i suoni? Esistono due teorie principali, e nessuna delle due basta da sola.

La teoria del luogo

La teoria del luogo, valida per le alte frequenze, stabilisce che la nostra percezione dei suoni dipende dal punto in cui il suono provoca il massimo sollevamento della membrana basilare. Il “luogo”, in questa prospettiva, include anche i neuroni stimolati lungo le vie uditive centrali: cellule nervose specifiche ricevono eccitazione da una particolare porzione della membrana basilare e rispondono pertanto a una data frequenza dello stimolo.

La teoria della scarica

La teoria della scarica, valida per le basse frequenze, mette in luce le relazioni tra la frequenza degli stimoli acustici e l’organizzazione temporale delle scariche nervose. Secondo questa teoria l’organizzazione dell’attività di scarica di una singola cellula nervosa evidenzia la frequenza dello stimolo, dal momento che a ogni cambiamento della frequenza corrisponde un’alterazione della configurazione della scarica neurale. Non conta dove il neurone si trova, ma il ritmo con cui scarica.

La discriminazione tonale in pratica

Le due teorie non sono necessariamente in contrapposizione. La posizione oggi più sostenuta sulla percezione tonale le incorpora entrambe, e prende il nome di teoria duplice: il luogo spiega le alte frequenze, la scarica le basse, e insieme coprono l’intera gamma udibile.

Un principio analogo, di divisione del lavoro tra segnali diversi, regola la localizzazione uditiva, che dipende dalle differenze tra i suoni che arrivano alle due orecchie. Per i suoni a bassa frequenza è particolarmente importante il tempo di arrivo alle due orecchie; per i suoni ad alta frequenza risultano determinanti le differenze di intensità.

Termini correlati

Membrana basilare, teoria del luogo, teoria della scarica, teoria duplice, localizzazione uditiva, frequenza.

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