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La corteccia somatosensoriale primaria

In psicologia, la corteccia somatosensoriale primaria (detta S1) indica l’area cerebrale che riceve ed elabora le informazioni tattili, di pressione, temperatura e posizione provenienti dal corpo. Cosa significa corteccia somatosensoriale primaria La corteccia somatosensoriale primaria viene chiamata S1 perche’ riceve fitte proiezioni dai nuclei ventro-posteriori (VP) del talamo e perche’ i suoi neuroni rispondono in […]

Psicolab — La corteccia somatosensoriale primaria
In psicologia, la corteccia somatosensoriale primaria (detta S1) indica l’area cerebrale che riceve ed elabora le informazioni tattili, di pressione, temperatura e posizione provenienti dal corpo.

Cosa significa corteccia somatosensoriale primaria

La corteccia somatosensoriale primaria viene chiamata S1 perche’ riceve fitte proiezioni dai nuclei ventro-posteriori (VP) del talamo e perche’ i suoi neuroni rispondono in modo molto selettivo agli stimoli somatosensitivi, restando invece poco reattivi alle altre modalita’ sensoriali. Una lesione della S1 compromette la sensazione somatica, mentre la sua stimolazione elettrica evoca esperienze somestesiche, cioe’ percezioni riferite al corpo. La S1 e’ organizzata in sotto-aree con funzioni distinte: l’area 3b raccoglie informazioni su tessitura, dimensioni e forma degli oggetti, l’area 1 elabora soprattutto la tessitura, mentre l’area 2 descrive dimensioni e forma. Piccole lesioni nelle aree 1 o 2 producono deficit prevedibili nell’apprezzamento di queste qualita’.

La corteccia somatosensoriale primaria in pratica

Registrando l’attivita’ dei singoli neuroni e individuando il loro campo recettivo sulla superficie corporea, i ricercatori hanno potuto disegnare una mappa precisa del corpo sulla corteccia. Questa rappresentazione ordinata delle sensazioni somestetiche prende il nome di somatotopia, spesso illustrata con l’homunculus, il “piccolo uomo” raffigurato sul cervello. Le porzioni di corteccia dedicate a ciascuna parte del corpo sono proporzionali alla densita’ delle afferenze sensoriali e all’importanza degli stimoli ricevuti: l’informazione che arriva dal dito indice, per esempio, occupa molto piu’ spazio di quella proveniente dal gomito. Le mappe non sono fisse: esperienze sensoriali prolungate possono riorganizzarle, una plasticita’ i cui meccanismi restano in parte ignoti ma sembrano legati ai processi chimici dell’apprendimento e della memoria.

Termini correlati

Somatotopia, homunculus, talamo (nuclei VP), campo recettivo, plasticita’ corticale.

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