Efficacia e meccanismo sono due domande diverse
È la distinzione che rende chiaro il resto.
La prima domanda è se un trattamento produce miglioramento rispetto a un confronto adeguato. Su questo esistono risposte per molte condizioni: le psicoterapie hanno efficacia dimostrata su ansia, depressione, disturbo post-traumatico e altre condizioni.
La seconda è attraverso cosa. Qui la situazione è molto meno definita, ed è opportuno dirlo apertamente: identificare i mediatori del cambiamento richiede disegni di studio specifici, misurazioni ripetute nel tempo e prove che la variabile candidata cambi prima dell’esito.
Gran parte della letteratura sui meccanismi non soddisfa questi requisiti. È una debolezza riconosciuta all’interno della disciplina, non una critica esterna.
Cosa si sa con maggiore sicurezza
- L’alleanza terapeutica è associata all’esito in modo consistente attraverso approcci diversi, e gli studi sulla sequenza temporale suggeriscono un contributo al miglioramento successivo.
- Le aspettative del paziente predicono l’esito. Non sono un fattore da neutralizzare: sono parte di come funzionano i trattamenti.
- Le differenze fra terapeuti, a parità di approccio, sono dello stesso ordine di grandezza di quelle fra approcci diversi.
- Nei trattamenti per l’ansia, il fattore che meglio predice il beneficio è la violazione dell’aspettativa temuta: scoprire che l’esito previsto non si verifica.
- Il cambiamento avviene spesso presto: una quota rilevante del miglioramento si osserva nelle prime sedute, e questo è difficile da spiegare con processi lenti di rielaborazione.
Sui fattori non consapevoli
L’ipotesi che parte di ciò che agisce non sia consapevole è ragionevole, e va formulata in termini verificabili.
Esistono fenomeni documentati che vanno in quella direzione: il contagio emotivo, la sincronizzazione spontanea fra interlocutori, l’influenza del tono di voce sulla percezione del messaggio.
Sulla sincronia fra terapeuta e paziente (di movimento, di respiro, di parametri fisiologici) esistono studi che riportano associazioni con la qualità dell’alleanza. Va detto però che si tratta di ricerche con campioni ridotti, risultati eterogenei, e con un problema aperto: sincronia elevata e sincronia bassa possono entrambe essere sfavorevoli, e la relazione non è lineare.
Ciò che non è supportato è il passaggio successivo: che esista un canale comunicativo distinto da quelli noti, con parametri propri. Formulata così, l’ipotesi non indica cosa la smentirebbe, e senza quel requisito non è verificabile.
La versione utile della stessa intuizione è più modesta: molti elementi che influenzano l’incontro clinico (postura, ritmo, prosodia, tempi di risposta) non sono oggetto di attenzione consapevole pur essendo percepiti. È un’affermazione ordinaria, e per questo studiabile.
Perché la questione ha valore pratico
Non è una discussione accademica, e conviene dire cosa cambia.
Se non si conosce il meccanismo, non si sa quali componenti di un trattamento siano necessarie e quali superflue. È il motivo per cui esistono studi di smantellamento, che rimuovono un elemento alla volta, e che in più di un caso hanno mostrato che la componente ritenuta essenziale non lo era.
Senza meccanismi identificati, inoltre, è difficile capire per chi un trattamento funziona meglio, e la scelta resta largamente empirica.
Un’ultima indicazione operativa, questa con supporto solido: misurare sistematicamente l’andamento durante il percorso e restituire i dati al terapeuta migliora gli esiti, in particolare individuando i casi che peggiorano. È il correttivo più efficace disponibile all’incertezza sui meccanismi.
Domande frequenti
Sappiamo perche la psicoterapia funziona?
Sappiamo che funziona per molte condizioni. Sui meccanismi la conoscenza e molto piu incerta, perche identificarli richiede disegni specifici e misurazioni ripetute nel tempo.
Cosa e associato in modo piu solido all’esito?
L’alleanza terapeutica, le aspettative del paziente e le caratteristiche del singolo terapeuta. Nei disturbi d’ansia, la violazione dell’aspettativa temuta.
Esiste una comunicazione inconscia fra terapeuta e paziente?
Esistono fenomeni documentati come contagio emotivo e sincronizzazione, con studi pero eterogenei. Non e supportata l’ipotesi di un canale distinto da quelli noti.
Perche conta conoscere i meccanismi?
Perche senza di essi non si sa quali componenti di un trattamento siano necessarie ne per chi funzioni meglio. Nel frattempo, misurare l’andamento e restituirlo migliora gli esiti.
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