Cosa significa inibitore
Un inibitore agisce legandosi a una molecola bersaglio, spesso un enzima o un recettore, e riducendone o bloccandone la funzione. Nel caso degli enzimi, l’inibitore può occupare il sito attivo impedendo alla proteina di svolgere il proprio compito, oppure legarsi in un punto diverso modificandone la forma e quindi l’efficienza. Si distinguono inibitori reversibili, che si staccano dal bersaglio, e inibitori irreversibili, che si legano in modo stabile. In senso più ampio, il termine descrive qualunque agente che frena un processo, dal livello molecolare a quello dell’attività neuronale.
Inibitore in pratica
Il concetto di inibitore è centrale in farmacologia e in neuroscienze. Molti farmaci usati in psichiatria sono inibitori: gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, ad esempio, aumentano la disponibilità di questo neurotrasmettitore bloccando il meccanismo che lo riassorbe. Altri farmaci agiscono come inibitori di enzimi che degradano i neurotrasmettitori, prolungandone l’effetto. A livello cerebrale, il termine inibizione descrive anche il processo con cui alcuni neuroni riducono l’attività di altri, un meccanismo essenziale per l’equilibrio dei circuiti e per il controllo del comportamento.
Termini correlati
Enzima, recettore, neurotrasmettitore, ricaptazione, inibizione neuronale.
Lascia un commento