Cosa significa suono
Il suono nasce da una grande varietà di eventi che spostano le molecole d’aria: il sussurro della voce, la vibrazione di una corda di violino o l’esplosione di una bomba producono tutti uno spostamento delle molecole, anche se in misura molto diversa. Questo spostamento genera alternanze di compressione, cioè zone in cui le molecole si addensano, e di rarefazione, zone in cui si diradano. La propagazione di queste variazioni di pressione nell’aria costituisce l’onda sonora che raggiunge l’orecchio.
Il suono in pratica: ciclo e frequenza
Molte sorgenti sonore, come le corde di uno strumento musicale, producono variazioni periodiche della compressione dell’aria. Un ciclo del suono è la distanza tra due compressioni o due rarefazioni contigue, mentre la frequenza, misurata in hertz (Hz), è il numero di cicli al secondo, cioè quante compressioni o rarefazioni entrano nell’orecchio in un secondo. Le onde ad alta frequenza, che percepiamo come suoni acuti, presentano molti più cicli al secondo rispetto a quelle a bassa frequenza, che percepiamo come suoni gravi. Il sistema uditivo umano risponde all’incirca alle onde comprese tra 20 Hz e 20 kHz, cioè da 20 a 20.000 cicli al secondo. Per avere un riferimento, la nota più bassa di un organo si aggira intorno ai 20 Hz.
Termini correlati
Concetti strettamente collegati al suono sono la frequenza, la compressione e la rarefazione, la coclea come organo che trasforma il suono in segnale nervoso e la percezione uditiva, cioè il modo in cui il cervello interpreta gli stimoli sonori.
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