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Il Fascino della Divisa

Perché tante persone trovano affascinante chi indossa una divisa? La risposta affonda le radici in meccanismi antichissimi della comunicazione non verbale e della selezione sessuale. Osservando le avance di un uomo verso una donna in un locale, si scopre un intero linguaggio del corpo fatto di posture, abiti e segnali che passano inosservati agli attori, […]

Psicolab — Il Fascino della Divisa
Perché tante persone trovano affascinante chi indossa una divisa? La risposta affonda le radici in meccanismi antichissimi della comunicazione non verbale e della selezione sessuale. Osservando le avance di un uomo verso una donna in un locale, si scopre un intero linguaggio del corpo fatto di posture, abiti e segnali che passano inosservati agli attori, ma raggiungono comunque il destinatario. La divisa non fa che amplificare questo linguaggio, esaltando i tratti che, secondo la teoria dell’evoluzione, segnalano forza e protezione.

Il teatro del corteggiamento

Forse è capitato a tutti, in qualche locale, di assistere alle avance di un uomo nei confronti di una donna. Osservarle da spettatori, e non da protagonisti, offre un privilegio: la possibilità di cogliere dettagli che chi è coinvolto non nota. Dal nostro tavolino vediamo l’uomo avvicinarsi con passo sicuro, dire qualcosa alla donna, che sorride. Si è stabilito un contatto, la possibilità di una transazione.

L’uomo sta in piedi, ben eretto, “petto in fuori e pancia in dentro”, quasi obbedisse all’ordine di un sergente. Le mani sono sui fianchi, le braccia semipiegate con i gomiti all’esterno. Non è un caso: il gatto che, voltato l’angolo, si trova davanti a un cane drizza il pelo, gonfia la coda e si pone di traverso, per influenzare la valutazione della propria immagine da parte dell’altro. In pratica dice: “sono più grosso di quel che sembra, attento a te”.

Il linguaggio segreto della postura

La postura del corteggiatore non nasce dalla paura, ma dalla motivazione alla conquista, e comunica qualcosa di molto simile. Con le braccia allargate dice: “sono grande e grosso”. Con il petto in fuori e la pancia in dentro: “sono sano”. Poi cambia posizione, si appoggia al bancone con il gomito e il fianco: “sono a mio agio, sicuro di me, ho la situazione sotto controllo”. In poche parole: “ho tutte le carte in regola, sono in grado di crescere i tuoi figli”.

Tutti questi messaggi passano generalmente inosservati ai due attori inconsapevoli, eppure le informazioni meta-comunicative raggiungono comunque il destinatario, che le recepisce a un livello per così dire subliminale. La comunicazione non verbale, in altre parole, lavora sotto la soglia della coscienza, ma è tutt’altro che priva di effetti.

Quando l’abito rinforza il messaggio

A sostenere la comunicazione della postura interviene l’abbigliamento, che sottolinea alcuni tratti salienti del corpo maschile. Le giacche hanno le spalle rinforzate, dando l’illusione di un fisico largo e forte; le camicie hanno il colletto alto e rigido, a evidenziare la robustezza del collo. Non è forse un caso che i cani, nello scontro, puntino subito al collo dell’avversario. L’abito, insomma, non copre soltanto: parla, amplificando i segnali del corpo.

Perché la divisa affascina

Per molte persone la divisa esercita un fascino noto, e questo fascino attinge proprio agli aspetti di cui abbiamo parlato. L’aspetto marziale che la divisa conferisce a chi la indossa è legato, in primo luogo, all’appartenenza a un gruppo che il singolo rappresenta: un gruppo con un fine comune, coordinato nelle azioni, “fatto di mille braccia”, una forza immensa che sta dalla parte di quel singolo. Essere dalla parte di chi indossa la divisa è come avere dietro tutto il gruppo.

In secondo luogo, il fascino deriva dall’esaltazione dei tratti maschili. Nella divisa, oltre alla giacca che mette in risalto spalle e pettorali, sono importanti il cappello e, dove previsti, gli stivali. Il cappello calato sugli occhi sostituisce le sopracciglia aggrottate, conferendo un aspetto minaccioso; gli stivali danno l’illusione di caviglie e polpacci forti, mentre gli ampi pantaloni sottolineano la grandezza della coscia, requisiti un tempo essenziali per un buon guerriero.

La selezione sessuale secondo Darwin

Secondo la teoria dell’evoluzione, è proprio questo che la donna cerca, più o meno consapevolmente: un uomo combattivo e forte, capace di proteggere lei e la prole dai pericoli del mondo. Una richiesta ancestrale che ritroviamo ancora oggi, in forma esplicita o metaforica, nella ricerca di un uomo non tanto fisicamente, quanto socialmente forte.

Nonostante questa “culturalizzazione” della richiesta, a un livello più animale l’abbigliamento resta un tratto sessuale secondario, che serve a mettere in risalto gli aspetti appetibili del corpo. Darwin suggerì che a promuovere l’evoluzione di questi tratti fosse la selezione sessuale: tratti vantaggiosi per chi li esibisce, perché lo favoriscono nella competizione per il partner. Una competizione che può essere diretta, tra rivali che si affrontano finché non emerge un vincitore, oppure indiretta, affidata alla scelta attiva della femmina in base ai tratti esibiti. Con buona pace di chi è convinto di scegliere la propria compagna, nella nostra specie è spesso la donna l’agente principale della selezione.

Domande frequenti

Perché la divisa è considerata affascinante?

Per due ragioni intrecciate: segnala l’appartenenza a un gruppo forte e coeso che “sta dalla parte” di chi la indossa, ed esalta i tratti fisici maschili (spalle, collo, gambe) associati alla forza e alla capacità di protezione.

Cos’è la comunicazione non verbale nel corteggiamento?

È l’insieme di posture, gesti e segnali del corpo che trasmettono messaggi senza parole: “sono forte”, “sono sano”, “ho la situazione sotto controllo”. Passano inosservati alla coscienza, ma raggiungono comunque il destinatario a livello subliminale.

Cosa dice la teoria della selezione sessuale?

Formulata da Darwin, sostiene che alcuni tratti si evolvono perché favoriscono chi li esibisce nella conquista del partner. La competizione può essere diretta, tra rivali, o indiretta, tramite la scelta della femmina in base ai tratti mostrati.

Le donne cercano solo la forza fisica?

No. La richiesta ancestrale di un partner “forte” si è culturalizzata: oggi si esprime spesso nella ricerca di un uomo socialmente forte, cioè affidabile e capace di offrire protezione e stabilità, più che nella pura prestanza fisica.

Il fascino della divisa non è un mistero, ma il risultato di segnali antichissimi. La comunicazione non verbale del corteggiamento trasmette messaggi di forza, salute e controllo che raggiungono il destinatario a livello subliminale; l’abbigliamento li amplifica, e la divisa li porta al massimo, unendo l’esaltazione dei tratti maschili all’appartenenza a un gruppo forte. Dietro tutto ciò agisce la selezione sessuale descritta da Darwin, in cui la scelta della partner ha un peso decisivo. Un richiamo ancestrale che, oggi, si esprime spesso nella ricerca di forza sociale più che fisica.
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