Cosa significa “il caos ritrovato”
Senza dimenticare che la demenza è una patologia di cui non si conoscono con precisione le cause, questa prospettiva si chiede se essa possa essere anche la manifestazione violenta di un ordine interiore gestito o nascosto per tutta la vita attraverso un pesante sforzo di controllo di sé, degli altri e dell’ambiente. Uno sforzo che si traduce in un continuo sacrificio di sé. Dopo essersi sacrificato per la propria comunità nel nome della tradizione, delle convinzioni religiose e delle convenzioni, il soggetto arriverebbe a rendersi conto di aver speso la propria vita per gli altri, e a una forma esasperata ed estrema di riconquista della sua condizione di individuo assoluto. Questo è il suo caos ritrovato: il caos originario dell’Io.
Il caos come linguaggio
In questa lettura, osservata con l’interesse appassionato del terapeuta e dello studioso, la demenza diventa una sorta di linguaggio del caos. Non solo: essa additerebbe, in modo sofferto e oscuro, la necessità di riappropriarci del nostro caos, concedendogli il posto, sempre più contrastato, che reclama sia nelle nostre esistenze sia nelle nostre società. È l’idea di un ruolo per certi versi “salvifico” del caos, che invita a non rimuovere del tutto la parte disordinata e irriducibile di ciascuno di noi.
Termini correlati
Concetti vicini sono la demenza senile, l’identità, il concetto di Io e il bisogno di controllo, tutti temi che intrecciano psicologia, cura e riflessione esistenziale.
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