Psicologia del Lavoro e Organizzazioni

Il Campionamento

Come abbiamo già specificato, l’obiettivo dei focus group non è quello di produrre una distribuzione di determinati parametri da allargare all’intera popolazione. Ne segue che non esiste l’esigenza di un campionamento casuale. Anche nel caso si voglia procedere con un campionamento di questo tipo, i partecipanti devono essere scelti in base agli obiettivi esplorativi della […]

Psicolab — Il Campionamento

Come abbiamo già specificato, l’obiettivo dei focus group non è quello di produrre una distribuzione di determinati parametri da allargare all’intera popolazione. Ne segue che non esiste l’esigenza di un campionamento casuale. Anche nel caso si voglia procedere con un campionamento di questo tipo, i partecipanti devono essere scelti in base agli obiettivi esplorativi della ricerca e quindi devono essere fruitori di un certo servizio e portatori di informazioni utili (Steward & Shamdasani, 1990).
Per fare ciò, in un contesto aziendale è utile interpellare le liste dei dipendenti o un mediatore, ad esempio un leader, che conosca i potenziali partecipanti al punto da poter giudicare se possiedono le caratteristiche adatte alla partecipazione.
Le caratteristiche fondamentali per un andamento efficace dei focus sono:
• disponibilità dei soggetti alla partecipazione (che è volontaria) e all’interazione. Al contrario, una mancata collaborazione o un modo di interagire esageratamente conflittuale potrebbe ripercuotersi sull’interazione dell’intero gruppo ( Stagi, 2000);
• omogeneità psico-socio-territoriale, dove età, grado di istruzione e, in un contesto lavorativo, professione e livello gerarchico sono le variabili più significative (Corrao, 2000);
• estraneità dei membri del gruppo: è un vincolo utile a stimolare una discussione spontanea. Tuttavia, nei casi in cui la conoscenza tra i partecipanti può diventare fonte di informazioni supplementari, il ricercatore decide di non rispettarlo, optando per gruppi precostituiti (ibidem, 2000);
• comunanza di interessi che implichi la possibilità di avere da dire qualcosa sull’argomento proposto.
Il numero dei partecipanti varia da quattro a dodici persone ed è giustificato da due ragioni:
1) deve essere abbastanza piccolo da evitare l’estraneazione dei più timidi e da dare tempo a tutti di esprimersi;
2) deve essere abbastanza grande da permettere di far emergere una gamma ampia di punti di vista sul tema.
In base a vantaggi e svantaggi che ne derivano, alcuni autori ritengono che la numerosità ottimale sia di otto persone (Morgan, 1988; Stagi, 2000).

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