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I Pionieri

Prima che la psicologia del lavoro e delle organizzazioni diventasse una disciplina strutturata, alcuni studiosi a cavallo tra Ottocento e Novecento intuirono che il metodo scientifico potesse applicarsi al mondo del lavoro, della vendita e della pubblicita’. Munsterberg, Cattell, Scott e Taylor sono i pionieri che aprirono questa strada, ciascuno da un versante diverso: la […]

Psicolab — I Pionieri
Prima che la psicologia del lavoro e delle organizzazioni diventasse una disciplina strutturata, alcuni studiosi a cavallo tra Ottocento e Novecento intuirono che il metodo scientifico potesse applicarsi al mondo del lavoro, della vendita e della pubblicita’. Munsterberg, Cattell, Scott e Taylor sono i pionieri che aprirono questa strada, ciascuno da un versante diverso: la selezione del personale, il testing mentale, la psicologia della pubblicita’ e l’organizzazione scientifica del lavoro.

Hugo Munsterberg e la psicologia applicata al lavoro

Munsterberg si forma alla scuola di Wilhelm Wundt a Lipsia, ma si rivela presto un pensatore innovativo. In un articolo del 1903 sostiene l’esigenza di attribuire alla conoscenza derivante dall’esperienza pratica la stessa importanza del sapere teoretico: una posizione tutt’altro che scontata in un’epoca in cui la psicologia sperimentale rivendicava soprattutto la propria dignita’ accademica.

Nel 1915 scrive parole che suonano quasi programmatiche: la comprensione della psicologia e’ una delle strade piu’ importanti perche’ il moderno uomo d’affari possa avere successo. Il lavoro commerciale e industriale, osserva, si intreccia con la vita mentale in molti modi. L’arte di vendere e di pubblicizzare, la formazione a un lavoro tecnico, la scelta della posizione giusta e la selezione del personale adatto, l’aumento dell’efficienza e la riduzione della fatica, la capacita’ di trattare con clienti e soci: tutti problemi, secondo lui, ai quali solo la psicologia puo’ dare risposta.

Munsterberg sviluppa ricerche sulla riuscita professionale e getta le basi per alcuni test usati nella selezione del personale. Studia le cause degli incidenti stradali e ne trae un metodo per selezionare i conducenti migliori. Negli ultimi anni si dedica a promuovere l’utilita’ economica della psicologia, contribuendo a fare del “Journal of Applied Psychology” un riferimento centrale per la disciplina.

James McKeen Cattell e il testing mentale

Cattell guida gran parte dei cambiamenti nell’area del testing mentale. Individua alcune caratteristiche che distinguono le persone e da esse sviluppa uno strumento di misura, il test mentale. Crede fermamente nel valore della psicologia applicata e della misura psicologica per il progresso sociale.

Sul futuro del testing sperimentale formula previsioni ambiziose: immagina programmi su larga scala capaci di evidenziare il livello di stress nelle condizioni di lavoro intenso, e ritiene che un test possa servire a prevedere se una mansione sia adatta a un dato lavoratore, oltre che a orientare la diagnosi e le indicazioni di cura per disturbi fisici, psicologici e sociali.

Promuove l’uso dei test intellettivi e di altre applicazioni della psicologia nell’industria. Fonda una societa’ di consulenza psicologica, la Psychological Corporation, con lo scopo di mettere a disposizione dell’industria, dietro compenso, le competenze di uno staff di psicologi. Tra i venti collaboratori figura anche Titchener, eminente psicologo sperimentale del periodo e, paradossalmente, dichiarato oppositore della psicologia applicata.

Walter Dill Scott e la psicologia della pubblicita’

Scott offre un contributo importante alla psicologia della pubblicita’. Porta molti degli oggetti pubblicitari a identificare il consumatore come soggetto impressionabile e suggerisce che, per persuadere, gli annunci debbano presentare le informazioni sul prodotto in modo da conquistare completamente la consapevolezza. Un buon annuncio, secondo lui, dovrebbe contenere un comando diretto, a cui si obbedisce in modo impulsivo, e un incentivo che offra una via immediata per assecondarlo.

In seguito i suoi interessi si spostano sulle qualita’ che permettono di riconoscere un buon venditore. Scrive un libro di consigli pratici per la selezione del personale di vendita e sviluppa il modulo di impiego come strumento di selezione. Nel 1919 fonda la Compagnia Scott, la prima societa’ di consulenza specificamente dedicata a risolvere i problemi del personale.

Frederick W. Taylor e il management scientifico

Taylor studia il lavoro nell’industria e applica il metodo scientifico ai problemi della prestazione sul campo. Come caposquadra di un’acciaieria si trova a decidere come svolgere un lavoro: il carico ideale, la retribuzione adeguata, l’uso delle attrezzature. Da queste esigenze concrete nasce il management scientifico, un metodo per prendere tali decisioni in modo sistematico e razionale.

Lo scopo di Taylor e’ definire procedure capaci di aumentare l’efficienza e ottenere una quantita’ ottimale di lavoro in una giornata. Osserva i costi, i metodi, l’uso degli strumenti e i periodi di pausa; avvia un dipartimento dedicato alla progettazione dei programmi, all’inquadramento e alle assunzioni; registra il livello di produzione degli operai, premia con buoni chi raggiunge la quota e affianca dei formatori a chi resta indietro. Dopo tre anni documenta un dimezzamento dei costi.

Taylor non vede in tutto questo una forma di sfruttamento: interpreta il management scientifico come un modo per migliorare l’intera organizzazione, capace di garantire salari piu’ alti, prezzi piu’ bassi per i consumatori e piu’ affari per le aziende. L’impegno maggiore, per lui, sta nel dividere il lavoro tra manodopera e dirigenza, cosi’ che ciascuno possa impiegare al meglio le proprie capacita’.

Domande frequenti

Chi sono considerati i pionieri della psicologia del lavoro?

Tra le figure di riferimento a cavallo tra Ottocento e Novecento ci sono Hugo Munsterberg, James McKeen Cattell, Walter Dill Scott e Frederick W. Taylor, ciascuno attivo su un versante diverso della psicologia applicata al lavoro.

Qual e’ il contributo di Munsterberg?

Munsterberg promosse l’applicazione della psicologia al mondo degli affari, sviluppo’ ricerche sulla riuscita professionale e getto’ le basi per i primi test di selezione del personale, sostenendo il valore economico della disciplina.

Che cos’e’ il management scientifico di Taylor?

E’ un metodo per organizzare il lavoro in modo sistematico e razionale, basato sull’osservazione di costi, tempi e metodi, con l’obiettivo di aumentare l’efficienza dividendo i compiti tra manodopera e dirigenza.

Come contribui’ Scott alla pubblicita’?

Scott interpreto’ il consumatore come soggetto impressionabile e teorizzo’ l’annuncio efficace come combinazione di un comando diretto e di un incentivo immediato all’acquisto, aprendo la strada alla psicologia della pubblicita’ e della vendita.

I pionieri della psicologia del lavoro condividono un’intuizione comune: portare il rigore del metodo scientifico dentro fabbriche, uffici e mercati. Selezione del personale, test mentali, pubblicita’ e organizzazione del lavoro nascono qui, e da queste radici prende forma la moderna psicologia delle organizzazioni.
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