Cosa significa schema di conoscenza
Uno schema è una categoria, più o meno ampia, che comprende elementi anche molto differenti ma uniti dalla proprietà che lo definisce. Lo schema “frutta” include una mela e una banana, che hanno in comune poco altro. La forza dello schema sta proprio in questa astrazione: consente di trattare come equivalenti oggetti che, presi uno per uno, sarebbero tutti nuovi.
Quando riceviamo un’informazione, gli schemi guidano la comprensione attraverso ciò che si chiama aspettativa. Ci aiutano ad archiviare i dati in una sorta di schedario già predisposto, servono ad astrarre e generalizzare, e compiono normalizzazioni: correggono anomalie e irregolarità facendo rientrare ciò che percepiamo dentro categorie note.
Gli schemi di conoscenza in pratica
Gli schemi guidano inoltre le inferenze: ci permettono di dare un senso compiuto a ciò che percepiamo, colmando le lacune con quanto l’esperienza rende plausibile. Se leggiamo che qualcuno è entrato in un ristorante e poi ha pagato, diamo per scontato che abbia mangiato, benché nessuno lo abbia detto. Infine gli schemi ci aiutano nel rievocare ricordi fuggevoli, offrendo al recupero un’impalcatura su cui appoggiarsi.
Questo potere ha un rovescio. La stessa normalizzazione che rende il mondo comprensibile può falsare il ricordo, regolarizzando dettagli che nella realtà erano irregolari e inserendo elementi mai osservati ma coerenti con lo schema. Ricordiamo, in buona misura, non ciò che è accaduto, ma ciò che il nostro schema rende sensato che sia accaduto.
Termini correlati
Aspettativa, inferenza, normalizzazione, categorizzazione, script, memoria ricostruttiva.
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