Cosa significa genitorialità
All’occhio dello psicologo, l’attesa di un figlio è un’occasione di crescita e di maturazione per entrambi i genitori. Più che di un “istinto paterno”, di cui si discute se sia mai davvero esistito, conviene parlare di funzione paterna e di funzione materna: decidere di mettere al mondo un figlio, percepirne e seguirne lo sviluppo già nell’utero significa cercare una crescita psicologica personale, capace di stabilire con lui una relazione di attaccamento mentale prima ancora che fisico.
La genitorialità in pratica
Per la donna la maternità, al di là degli eventi biologici di gravidanza, parto e allattamento, è un’esperienza psicologica fondamentale: fa nascere emozioni nuove e riattiva conflitti e fantasie dell’infanzia e dell’adolescenza, in un processo simile a quello di altri momenti cruciali dello sviluppo. Anche i fattori emotivi influenzano il decorso e l’esito della gravidanza. Il figlio che nasce realizza in parte le aspettative e le fantasie nutrite durante l’attesa e, insieme, inevitabilmente se ne discosta: accogliere questo “bambino della realtà” è il compito che d’ora in poi mette alla prova le funzioni paterna e materna.
Termini correlati
Concetti vicini alla genitorialità sono la funzione materna e la funzione paterna, l’attaccamento, la maternità come transizione psichica e la cosiddetta genitorialità interiore, cioè le rappresentazioni del figlio immaginato che ogni genitore costruisce prima della nascita.
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