Psicologia Clinica e Psicopatologia

Genetica vs Epigenetica

L’epigenetica ha davvero smontato l’idea che i geni siano un destino. Ma la versione divulgativa (pensieri e credenze che comandano il DNA) dice qualcosa di diverso, e non è sostenuta. Articolo divulgativo, non sostituisce il parere medico. Nessuna condizione di salute va gestita sulla base di affermazioni sul potere del pensiero. Che cos’è davvero l’epigenetica […]

Genetica vs Epigenetica
L’epigenetica ha davvero smontato l’idea che i geni siano un destino. Ma la versione divulgativa (pensieri e credenze che comandano il DNA) dice qualcosa di diverso, e non è sostenuta.
Articolo divulgativo, non sostituisce il parere medico. Nessuna condizione di salute va gestita sulla base di affermazioni sul potere del pensiero.

Che cos’è davvero l’epigenetica

Studia le modificazioni che regolano l’espressione dei geni senza alterarne la sequenza: quali geni vengono attivati, in quali cellule, in quale momento.

I meccanismi principali sono la metilazione del DNA e le modificazioni delle proteine attorno a cui il DNA si avvolge.

La funzione fondamentale è nota e non è affatto misteriosa: è ciò che consente a cellule con lo stesso genoma di diventare neuroni, cellule epatiche o muscolari. L’epigenetica è, prima di tutto, il meccanismo dello sviluppo.

Che l’ambiente influenzi questi processi è documentato: alimentazione, esposizioni chimiche, fumo e stress cronico sono associati a modificazioni epigenetiche misurabili.

Cosa non dice

Qui vanno separate le affermazioni.

Che le credenze o i pensieri controllino l’espressione genica non è dimostrato. L’idea, molto diffusa in ambito divulgativo, deriva da testi che non hanno base nella letteratura scientifica.

Va corretto anche il dato citato nel testo originale: affermare che solo il cinque per cento dei tumori dipenda da fattori ereditari e concludere che il resto dipenda da fattori mentali è un salto logico. Il resto dipende da esposizioni ambientali, comportamenti, età e caso, il ruolo del caso nelle mutazioni durante la replicazione cellulare è documentato e spesso omesso, perché è la parte meno consolatoria.

Sull’ereditarietà transgenerazionale nell’uomo (l’idea che le esperienze di una generazione si trasmettano epigeneticamente alle successive) le evidenze sono deboli. Negli animali esistono osservazioni interessanti; nell’uomo i pochi studi disponibili non consentono di escludere spiegazioni alternative, come la trasmissione di condizioni sociali ed economiche.

Va aggiunto un elemento tecnico: nella maggior parte dei casi le marcature epigeniche vengono azzerate in due momenti dello sviluppo, il che rende la trasmissione un’eccezione da dimostrare, non la regola.

Perché la versione pop è attraente

Vale la pena capirlo, perché spiega la diffusione.

Offre controllo: se la malattia dipende da come si pensa, è evitabile. È rassicurante di fronte a un’idea di destino biologico.

Ha però un costo documentato: attribuire alla persona il decorso della propria malattia produce senso di colpa quando le cose vanno male. È lo stesso meccanismo osservato con la narrazione dell’atteggiamento positivo in oncologia, che le evidenze non sostengono.

E ha un costo collettivo: spostare l’attenzione sui fattori individuali distoglie da quelli strutturali (inquinamento, condizioni di lavoro, accesso alle cure, povertà) che pesano in modo documentato sulla salute e che non si correggono cambiando pensieri.

Cosa resta, ed è già molto

La conclusione non è pessimista, ed è utile isolarla.

Il determinismo genetico è effettivamente superato: per la stragrande maggioranza dei tratti e delle malattie comuni il quadro è poligenico e in interazione con l’ambiente, e nessun gene singolo determina un destino.

Le esposizioni ambientali contano, e alcune sono modificabili: fumo, alimentazione, attività fisica, esposizioni professionali, stress cronico.

Le condizioni sociali in cui si vive incidono sulla salute in modo consistente e misurabile.

Il margine di azione è quindi reale. Solo che si trova dove le cose si possono cambiare davvero (nei comportamenti e nelle condizioni) e non nella convinzione di poter comandare il proprio DNA con il pensiero.

Domande frequenti

Che cosa studia l’epigenetica?

Le modificazioni che regolano l’espressione dei geni senza cambiarne la sequenza. E il meccanismo che permette a cellule con lo stesso genoma di specializzarsi.

I pensieri controllano i geni?

Non e dimostrato. Che l’ambiente e i comportamenti influenzino l’espressione genica si; che lo facciano le credenze e un’affermazione senza base nella letteratura.

Le esperienze si trasmettono alle generazioni successive?

Nell’uomo le evidenze sono deboli, e le marcature epigenetiche vengono in gran parte azzerate durante lo sviluppo. Le spiegazioni alternative non sono escluse.

Il determinismo genetico e superato?

Si: per la maggior parte dei tratti e delle malattie comuni il quadro e poligenico e in interazione con l’ambiente. Ma questo non implica il controllo del pensiero sui geni.

L’epigenetica regola l’espressione dei geni ed e influenzata dall’ambiente: il determinismo genetico e effettivamente superato. Ma il salto alla versione pop (pensieri che comandano il DNA, esperienze che si trasmettono alle generazioni) non e sostenuto, e nell’uomo le marcature vengono in gran parte azzerate. Il costo di quella narrazione e il senso di colpa di chi si ammala e la distrazione dalle condizioni strutturali. Il margine di azione reale sta altrove.
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2 risposte a “Genetica vs Epigenetica”

  1. Impressionante pensare che il nostro modo di vedere il mondo e le esperienze possa influenzare le nostre cellule! 😲

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