Adeguamento delle competenze professionali del lavoratore alle esigenze del mercato del lavoro; la formazione continua si riferisce alla possibilità per un individuo di intraprendere un percorso formativo che inizi dall´apprendimento dalle conoscenze e dalle competenze di base relative a una data professione, e che prosegua dopo l´inserimento lavorativo mediante formazione sul lavoro (affiancamento, alternanza tra momenti di lavoro e momenti di formazione), stage, corsi di formazione veri e propri. Il lavoro è destinato a diventare di sempre più difficile accesso e mantenimento in mancanza di adeguate competenze per la partecipazione ai processi produttivi. Anche per le posizioni non altamente professionali sono necessarie conoscenze tecnico-scientifiche ben più consistenti che in passato, nonché un insieme di competenze comportamentali legate alla comunicazione, all’impegno proattivo rispetto ai risultati delle proprie attività, al lavoro di gruppo, alla soluzione di problemi. Gli interventi di formazione devono puntare a nuove forme di integrazione di conoscenze e competenze, ma ciò richiede un affinamento generalizzato delle logiche di definizione degli obiettivi formativi. E´ la formazione per chi è occupato, cioè per chi ha un contratto di lavoro in corso, volta allo sviluppo, al mantenimento, alla riqualificazione, all´aggiornamento e alla specializzazione delle competenze di lavoratori (anche atipici) e imprese. La formazione viene definita continua se il corso è programmato e realizzato direttamente da un´azienda per i propri dipendenti o se è proposta indirettamente da un soggetto terzo (ente di formazione, consorzio, ecc.) per i lavoratori di una o più aziende, per i lavoratori autonomi e cosiddetti atipici. In questo passaggio la formazione continua occupa posizioni di rilevanza crescente, sia per l’impresa sia per gli individui. Per l’impresa l’apprendimento è un’esigenza globale che investe ogni settore e deve essere favorito soprattutto attraverso forme organizzative che rendano possibile lo sviluppo di conoscenze e competenze. Correlativamente per gli individui e per i gruppi, come mostra l’accresciuto interesse per i vari tipi di self-learning, apprendere nuove conoscenze tecniche e gestionali si pone come esigenza quotidiana di importanza proporzionale al grado di dinamicità dell’organizzazione di appartenenza e del ruolo in essa svolto. L’apprendimento tende infatti a diventare il tessuto reale dello scambio sociale nelle organizzazioni, nonché dell’identità e del valore professionale di individui e gruppi. L’affermarsi della formazione continua, in questa prospettiva, è l’elemento più rilevante di un vasto processo di ristrutturazione del campo formativo: cresce nella società il bisogno di canali formativi di base e superiori effettivamente qualificanti sul piano culturale e professionale ma aumentano anche le necessità di spostare i confini tradizionali della formazione per soddisfare esigenze di apprendimento estese lungo tutto l’arco della vita di lavoro e connesse ai risultati e alle performances.
Spesso la formazione continua viene intesa come intervento di adeguamento professionale rivolto a lavoratori minacciati dalla disoccupazione, in cassa integrazione o in mobilità, o anche a lavoratori con professionalità obsolete a causa delle trasformazioni industriali e dell´evoluzione dei sistemi produttivi.
FORMAZIONE CONTINUA
Adeguamento delle competenze professionali del lavoratore alle esigenze del mercato del lavoro; la formazione continua si riferisce alla possibilità per un individuo di intraprendere un percorso formativo che inizi dall´apprendimento dalle conoscenze e dalle competenze di base relative a una data professione, e che prosegua dopo l´inserimento lavorativo mediante formazione sul lavoro (affiancamento, alternanza tra […]
Redazione PsicoLab
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