Psicologia Clinica e Psicopatologia

Dolore durante i rapporti sessuali

Il dolore durante i rapporti sessuali è più frequente di quanto si creda, spesso non viene riferito al medico, e viene ancora liquidato come un problema di testa. È una condizione clinica con cause identificabili e trattamenti efficaci. Articolo divulgativo, non sostituisce una valutazione medica. Il dolore persistente richiede sempre un accertamento: il riferimento è […]

Dolore durante i rapporti sessuali
Il dolore durante i rapporti sessuali è più frequente di quanto si creda, spesso non viene riferito al medico, e viene ancora liquidato come un problema di testa. È una condizione clinica con cause identificabili e trattamenti efficaci.
Articolo divulgativo, non sostituisce una valutazione medica. Il dolore persistente richiede sempre un accertamento: il riferimento è il ginecologo o il medico di base. In presenza di rapporti non consensuali o di violenza: 1522.

Una premessa da correggere

Il testo originale suggerisce che un rapporto desiderato e consensuale dovrebbe essere vissuto con gioia. È una formulazione da precisare, perché produce colpa.

Il desiderio e il consenso non garantiscono l’assenza di dolore, che dipende da fattori fisiologici e clinici indipendenti dalla volontà. Provare dolore non significa non desiderare, e non è un segnale di qualcosa che non va nella relazione.

Va corretta anche l’idea implicita che il dolore sia principalmente psicologico. La distinzione fra causa organica e psicologica è oggi considerata superata: la classificazione internazionale ha unificato i quadri in un’unica categoria (il disturbo del dolore genito-pelvico e della penetrazione) proprio perché le componenti sono intrecciate e separarle non aiuta il trattamento.

Le cause possibili

Sono numerose e vanno indagate, non presunte.

  • Condizioni ginecologiche: endometriosi, infezioni, patologie della vulva, esiti di interventi o del parto.
  • Secchezza, molto frequente in fase di allattamento, in menopausa, con alcuni contraccettivi e con diversi farmaci.
  • Alterazioni del pavimento pelvico: ipertono e contrazione involontaria della muscolatura, che rendono la penetrazione dolorosa o impossibile.
  • Condizioni dermatologiche o neurologiche localizzate.
  • Fattori psicologici e relazionali: ansia anticipatoria, esperienze pregresse difficili, conflitti nella coppia.

Va segnalato il meccanismo che rende il problema autoalimentante: il dolore genera ansia anticipatoria, l’ansia aumenta la tensione muscolare e riduce l’eccitazione, e questo aumenta il dolore. È un circolo, e spiega perché anche una causa organica risolta possa lasciare il problema in essere.

Sul vaginismo, una precisazione utile: la contrazione è involontaria e non è una scelta né un rifiuto. Descriverla come resistenza psicologica è impreciso e colpevolizzante.

Cosa funziona

Il quadro terapeutico è più favorevole di quanto si creda, e generalmente multidisciplinare.

La riabilitazione del pavimento pelvico, condotta da fisioterapisti specializzati, ha evidenze consistenti, in particolare sul vaginismo e sull’ipertono.

Il trattamento della causa organica quando è presente e identificata.

Gli interventi psicologici, in particolare quelli cognitivo-comportamentali e la terapia sessuale, con evidenze su dolore e funzionamento sessuale.

Le tecniche di esposizione graduale, che agiscono esattamente sul circolo ansia-tensione-dolore.

Elementi pratici: uso di lubrificanti, modifica delle posizioni, coinvolgimento del partner nel percorso.

Va detto un dato incoraggiante: il vaginismo è fra le condizioni sessuali con i tassi di risoluzione più elevati quando trattato adeguatamente.

L’ostacolo principale

Non è clinico, è di accesso.

Il dolore sessuale è sottoriferito: molte persone non ne parlano al medico per imbarazzo, e molte lo considerano normale o inevitabile. Il ritardo medio fra comparsa e diagnosi è lungo, e alcune condizioni come l’endometriosi sono note per tempi diagnostici di anni.

Si aggiunge un fattore documentato: il dolore riferito dalle donne è sistematicamente sottostimato in ambito sanitario, con maggiore probabilità di essere attribuito a cause psicologiche rispetto a quello riferito dagli uomini.

Ne segue un’indicazione pratica: il dolore ai rapporti non è normale, non va sopportato, e se non viene preso sul serio è legittimo chiedere un secondo parere. È forse l’informazione più utile di tutto l’articolo.

Domande frequenti

Il dolore ai rapporti e un problema psicologico?

La distinzione fra causa organica e psicologica e superata: le componenti sono intrecciate, e la classificazione attuale le unifica in un’unica categoria diagnostica.

Il vaginismo e una forma di rifiuto?

No: la contrazione e involontaria e non dipende dalla volonta. Descriverla come resistenza psicologica e impreciso e colpevolizzante.

Si puo risolvere?

Nella maggior parte dei casi si, con un approccio multidisciplinare: riabilitazione del pavimento pelvico, trattamento della causa organica, interventi psicologici ed esposizione graduale.

E normale provare dolore?

No. Non va sopportato, e se non viene preso sul serio dal professionista consultato e legittimo chiedere un secondo parere.

Il dolore ai rapporti non dipende dalla volonta ne dal desiderio, e la separazione fra cause organiche e psicologiche e superata: le componenti si alimentano a vicenda in un circolo fra dolore, ansia e tensione. Le cause vanno indagate, non presunte, e il vaginismo e una contrazione involontaria, non un rifiuto. Il trattamento e multidisciplinare e i tassi di risoluzione sono buoni. L’ostacolo principale resta il non parlarne, e il non essere presi sul serio.
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