Che cosa descrive il costrutto
Va distinto ciò che è un tratto presente in tutti da ciò che è un disturbo.
Il narcisismo come dimensione di personalità è distribuito nella popolazione: una certa attenzione alla propria immagine e al riconoscimento è normale e in alcune misure funzionale.
Il disturbo narcisistico di personalità richiede un modello pervasivo di grandiosità, bisogno di ammirazione e ridotta empatia, con compromissione del funzionamento. La prevalenza nella popolazione è bassa: un dato che stride con la frequenza con cui il termine viene applicato.
La ricerca distingue inoltre due configurazioni. Quella grandiosa: esposizione, dominanza, senso di superiorità, ricerca attiva di ammirazione. E quella vulnerabile: ipersensibilità alla critica, ritiro, risentimento, oscillazioni fra sopravvalutazione e svalutazione di sé.
Va sottolineato che le due forme coesistono spesso nella stessa persona in momenti diversi, e che la seconda è quella meno riconosciuta, perché non corrisponde all’immagine pubblica del narcisista.
Cosa le accomuna
L’elemento centrale, secondo i modelli attuali, non è l’amore di sé ma la sua fragilità: una regolazione dell’autostima che dipende da fonti esterne e richiede alimentazione continua.
Ne deriva la reattività alle situazioni che minacciano l’immagine di sé: critica, fallimento, esclusione, e in generale ogni evento che sottragga riconoscimento.
Va aggiunto un punto che spiega molto: ciò che dall’esterno appare come eccesso di autostima è, nei modelli con più supporto, un sistema che non regge senza conferme. È il motivo per cui la reazione alla critica è sproporzionata rispetto a quanto ci si aspetterebbe da qualcuno realmente sicuro di sé.
Sull’empatia va fatta una precisazione: ciò che risulta ridotto è più spesso la componente affettiva e la motivazione ad agire, non la capacità di comprendere gli stati altrui. La comprensione può essere anche accurata, ed è ciò che rende possibile usarla strumentalmente.
Il problema dell’uso corrente
Va affrontato esplicitamente, perché riguarda l’uso stesso di articoli come questo.
Il termine viene applicato a chiunque si comporti in modo egoista, deludente o freddo. Questa estensione ha tre costi.
Rende invisibile il quadro clinico, che riguarda una minoranza e comporta sofferenza reale: inclusa quella di chi ne è portatore.
Fornisce una spiegazione totale che chiude l’analisi: una volta che l’altro è stato classificato, non c’è più nulla da capire.
E sposta il tema dalle condotte alla natura della persona. Nelle relazioni difficili ciò che conta è cosa viene fatto (isolamento, controllo, svalutazione) e quelle condotte vanno riconosciute e nominate indipendentemente da qualunque diagnosi attribuita a distanza.
Va aggiunto un elemento che circola poco: le persone con questo quadro raramente chiedono aiuto per i tratti in sé, e arrivano più spesso per depressione, ansia o crisi relazionali. È una condizione con sofferenza documentata, non solo con vittime attorno.
Cosa serve nella pratica
- Valutare comportamenti, non nature: cosa accade, con quale frequenza, con quali effetti sulla propria vita.
- Non usare la diagnosi come strumento in un conflitto, in particolare in ambito separativo, dove le attribuzioni a distanza hanno conseguenze concrete.
- Riconoscere che una relazione può essere dannosa indipendentemente da qualunque etichetta: il criterio è ciò che accade, non chi è l’altro.
- Se si è nella relazione, usare criteri concreti: quante persone si frequentano ancora, quanto si valuta in anticipo la reazione dell’altro, quanta autonomia resta.
- E se il termine si applica a sé stessi, sapere che i tratti narcisistici sono modificabili e che esistono percorsi, contrariamente a quanto si dice.
Domande frequenti
Il narcisismo e sempre un disturbo?
No: e una dimensione presente in tutti. Il disturbo richiede un modello pervasivo con compromissione del funzionamento, e ha prevalenza bassa.
Esiste un solo tipo di narcisismo?
La ricerca distingue una forma grandiosa e una vulnerabile, spesso presenti nella stessa persona. La seconda e la meno riconosciuta.
Chi ha tratti narcisistici manca di empatia?
Risulta ridotta soprattutto la componente affettiva e la motivazione ad agire, mentre la capacita di comprendere gli stati altrui puo essere accurata.
Perche l’uso comune del termine e un problema?
Perche rende invisibile il quadro clinico, chiude l’analisi e sposta l’attenzione dalle condotte concrete alla natura della persona.
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