Cosa significa disgrafia
Il termine disgrafia descrive una difficoltà specifica nell’atto dello scrivere a mano, in cui il gesto grafico risulta lento, faticoso o poco leggibile pur in presenza di adeguate capacità intellettive. Sul piano neurologico la disgrafia può derivare da una compromissione delle vie nervose che collegano le aree del linguaggio e quelle motorie deputate al controllo della mano. In altri casi il problema riguarda la coordinazione tra la vista e la riproduzione dei segni, cioè l’integrazione tra ciò che l’occhio percepisce e il movimento necessario per tracciarlo sul foglio. La scrittura, infatti, richiede l’azione coordinata di funzioni percettive, motorie e linguistiche.
Disgrafia in pratica
Nella pratica clinica ed educativa la disgrafia si manifesta con una grafia irregolare, lettere mal formate o di dimensioni incostanti, spaziatura disordinata e affaticamento durante la scrittura. È importante distinguere la disgrafia di natura evolutiva, che riguarda l’apprendimento del gesto grafico nel bambino, dalle forme acquisite che seguono una lesione cerebrale nell’adulto. La valutazione coinvolge in genere figure come il neuropsicologo, il logopedista e il terapista, che osservano la qualità del tratto, la velocità e la postura per impostare un percorso di sostegno mirato.
Termini correlati
Concetti vicini alla disgrafia sono la disprassia, che riguarda la pianificazione del movimento, la dislessia, relativa alla lettura, e l’agrafia, forma acquisita di perdita della scrittura conseguente a danno cerebrale.
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