Psicologia Clinica e Psicopatologia

Disfunzioni del pavimento pelvico: la dispareunia

Il dolore durante i rapporti sessuali è frequente, è trattabile, e viene raccontato pochissimo. La conseguenza è che molte persone convivono per anni con una condizione per cui esistono percorsi efficaci. Articolo divulgativo, non sostituisce una valutazione medica ne fornisce indicazioni terapeutiche. Un dolore persistente va sempre valutato da un medico. In presenza di violenza […]

Disfunzioni del pavimento pelvico: la dispareunia
Il dolore durante i rapporti sessuali è frequente, è trattabile, e viene raccontato pochissimo. La conseguenza è che molte persone convivono per anni con una condizione per cui esistono percorsi efficaci.
Articolo divulgativo, non sostituisce una valutazione medica ne fornisce indicazioni terapeutiche. Un dolore persistente va sempre valutato da un medico. In presenza di violenza sessuale o domestica: 1522, emergenze 112.

Come è cambiata la classificazione

Un aggiornamento importante e poco noto.

Le categorie che distinguevano il dolore ai rapporti dalla contrazione involontaria della muscolatura sono state unificate nei manuali diagnostici in un unico quadro, il disturbo del dolore genito-pelvico e della penetrazione.

La ragione è pratica: le due condizioni si presentano quasi sempre insieme ed era difficile distinguerle in modo affidabile. Il dolore produce contrazione difensiva, e la contrazione produce dolore.

Il quadro comprende quattro aspetti che possono presentarsi in combinazioni diverse: difficoltà nella penetrazione, dolore durante il rapporto o il tentativo, timore anticipatorio del dolore, e tensione della muscolatura del pavimento pelvico.

Va detto un elemento sulla prevalenza: il dolore ai rapporti è riportato da una quota consistente delle donne, con percentuali che variano molto a seconda della definizione. Non è una condizione rara.

Perché è raramente un problema solo fisico o solo psicologico

La distinzione fra causa organica e causa psicologica non regge, ed è il punto centrale.

Le cause mediche possibili sono molte: infezioni, condizioni dermatologiche, endometriosi, alterazioni ormonali fra cui quelle post-menopausali e da allattamento, esiti di interventi o del parto. Vanno cercate per prime, e una valutazione medica è sempre il primo passo.

Ma qualunque sia l’origine, si instaura un circolo: il dolore genera l’attesa del dolore, l’attesa genera tensione muscolare e riduzione della lubrificazione, e queste aumentano il dolore. Il circolo si mantiene anche quando la causa iniziale è stata risolta.

Ne segue che a distanza di tempo la domanda «è fisico o psicologico» non ha una risposta utile, e che il trattamento efficace agisce su più livelli contemporaneamente.

Va aggiunto un elemento sull’evitamento: ridurre l’intimità per timore del dolore protegge nell’immediato, impedisce la disconferma, e produce un effetto sulla relazione che diventa a sua volta parte del problema.

Cosa funziona

Il quadro terapeutico è più favorevole di quanto la scarsa informazione suggerisca.

La riabilitazione del pavimento pelvico, condotta da professionisti specificamente formati, ha evidenze su queste condizioni e agisce sulla componente muscolare.

Gli interventi psicologici centrati sul dolore hanno evidenze proprie, e agiscono sul timore anticipatorio, sull’evitamento e sulla catastrofizzazione, cioè sulle previsioni riguardo al dolore, che ne aumentano l’impatto in modo documentato.

La terapia sessuale e il coinvolgimento del partner, quando la persona lo desidera, migliorano gli esiti: la componente relazionale è parte del quadro.

Va segnalato che gli approcci combinati (medico, riabilitativo e psicologico insieme) sono quelli con i risultati migliori, e che affrontare un solo livello è la ragione più frequente di insuccesso.

Cosa serve sapere

  • Il dolore ai rapporti non è normale e non va sopportato: è il messaggio più utile, perché la sopportazione è la risposta più diffusa.
  • Il primo passo è una valutazione medica, per identificare cause trattabili.
  • Continuare nonostante il dolore peggiora il quadro, perché rinforza la risposta difensiva.
  • Il timore anticipatorio è parte del meccanismo, non un segno di scarso desiderio.
  • Cambiare professionista è legittimo se il problema viene liquidato come questione di rilassarsi.
  • E vale la precisazione sul confine: se il dolore o la mancanza di desiderio riguardano una situazione in cui non c’è libertà di dire no, il tema non è clinico ma di sicurezza, e i riferimenti sono altri.

Domande frequenti

Il dolore durante i rapporti e frequente?

Si, e riportato da una quota consistente delle donne, ma viene raccontato poco e spesso sopportato per anni.

E un problema fisico o psicologico?

Quasi sempre entrambi: qualunque sia l’origine si instaura un circolo fra dolore, attesa del dolore e tensione muscolare, che si mantiene anche quando la causa iniziale e risolta.

Conviene continuare nonostante il dolore?

No: rinforza la risposta difensiva e peggiora il quadro.

Quali trattamenti funzionano?

Gli approcci combinati (medico, riabilitazione del pavimento pelvico e intervento psicologico) hanno i risultati migliori.

Il dolore genito-pelvico e stato unificato in un unico quadro diagnostico perche dolore e contrazione difensiva si presentano insieme e si alimentano. Non e ne solo fisico ne solo psicologico: si instaura un circolo che persiste anche dopo la risoluzione della causa iniziale. Non e normale e non va sopportato, continuare peggiora, e i trattamenti combinati funzionano.
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