Cosa significa Depersonalizzazione
La depersonalizzazione è l’esperienza di sentirsi estranei a se stessi, sul piano psichico e su quello corporeo. La persona può percepire i propri pensieri, le emozioni o il proprio corpo come distanti, irreali o appartenenti a qualcun altro, come se osservasse la propria vita dall’esterno.
Elemento centrale di questo vissuto e la perdita o l’alterazione del contatto con il reale. Non si tratta di una convinzione falsa, come nel delirio, ma di un’alterazione del modo in cui la realtà e il sé vengono percepiti. La persona resta consapevole che qualcosa è cambiato nel proprio modo di sentire, e proprio questa consapevolezza può generare disagio e ansia.
Depersonalizzazione in pratica
La depersonalizzazione è un elemento fondamentale nella diagnosi di alcuni quadri clinici, tra cui il disturbo di depersonalizzazione, il disturbo di panico e la schizofrenia. In questi contesti il vissuto può essere intenso, ricorrente e fonte di sofferenza significativa.
Va però ricordato che la depersonalizzazione può anche costituire una reazione momentanea a particolari condizioni di stress psicofisico. Episodi transitori di distacco da sé possono comparire in situazioni di forte stanchezza, paura o sovraccarico emotivo, senza indicare necessariamente un disturbo. La differenza riguarda soprattutto la durata, la frequenza è l’impatto sul funzionamento quotidiano della persona.
Termini correlati
La depersonalizzazione si collega strettamente alla derealizzazione, in cui è il mondo esterno a sembrare irreale. È utile metterla in relazione con concetti come dissociazione, disturbo di panico e ansia, all’interno dei quali può presentarsi come sintomo.
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