Psicologia del Lavoro e Organizzazioni

Hubert Jaoui e la Creatività Strutturata: il metodo P.A.P.S.A.

I metodi strutturati per la creatività si somigliano tutti: qualche fase di esplorazione, una di produzione, una di selezione. La domanda utile non è quale sia migliore, ma cosa li rende efficaci quando lo sono. Articolo divulgativo. La struttura ricorrente Il metodo descritto nel testo originale prevede cinque fasi: percezione della situazione, analisi, produzione di […]

Hubert Jaoui e la Creatività Strutturata: il metodo P.A.P.S.A.
I metodi strutturati per la creatività si somigliano tutti: qualche fase di esplorazione, una di produzione, una di selezione. La domanda utile non è quale sia migliore, ma cosa li rende efficaci quando lo sono.
Articolo divulgativo.

La struttura ricorrente

Il metodo descritto nel testo originale prevede cinque fasi: percezione della situazione, analisi, produzione di idee, selezione, applicazione.

Praticamente tutti i metodi strutturati condividono questo impianto, con nomi diversi. Ciò che li accomuna è più significativo di ciò che li distingue, e riguarda due principi.

Il primo: ritardare la convergenza, cioè impedire che si scelga una soluzione prima di aver esplorato il problema.

Il secondo: separare la produzione dalla valutazione, perché giudicare mentre si genera riduce sia la quantità sia l’originalità.

Perché il primo punto è decisivo

L’osservazione da cui il metodo parte (si cerca la soluzione prima di aver capito il problema) corrisponde a un dato misurato.

Gli studi sui processi di progettazione mostrano che il tempo dedicato a formulare il problema, rispetto a quello dedicato a risolverlo, distingue gli esiti migliori dai peggiori.

E la rappresentazione iniziale determina lo spazio delle soluzioni considerate: molti problemi restano insolubili finché non vengono riformulati, e diventano semplici subito dopo.

È quindi la fase su cui conviene investire, ed è quella che nella pratica viene compressa per prima.

Cosa dicono le valutazioni

Va detto con precisione.

I programmi di addestramento alla creatività mostrano effetti positivi di entità moderata sulle misure di pensiero divergente: quantità, varietà e originalità delle idee prodotte.

Ciò che risulta più efficace non è il metodo in sé ma alcune sue componenti: l’insegnamento di strategie cognitive esplicite, l’esercitazione su problemi realistici del proprio dominio, e la durata sufficiente del percorso.

Va aggiunto che la maggior parte dei metodi commerciali con un nome e un acronimo non ha valutazioni indipendenti: ciò che è stato studiato sono i principi generali, non le loro versioni proprietarie.

E resta il limite già osservato: il trasferimento ad altri ambiti è modesto, e l’effetto su compiti reali è inferiore a quello sui test.

Il punto sulla selezione

È la fase meno studiata e la più critica.

Le persone sono relativamente brave a generare idee originali e molto meno a riconoscerle: gli studi indicano che le idee più creative vengono spesso scartate a favore di quelle moderatamente nuove.

Il motivo è documentato: l’originalità genera incertezza, e l’incertezza è sgradevole. Chi valuta preferisce, a parità di qualità dichiarata, ciò che appare praticabile.

Ne segue che aggiungere idee a un processo che non ha risolto la fase di selezione non produce nulla, e che l’ostacolo alla creatività nelle organizzazioni è più spesso a valle che a monte.

Cosa fare in pratica

Le indicazioni con supporto sono poche.

Dedicare tempo esplicito alla formulazione del problema, riformulandolo in almeno tre modi.

Generare individualmente prima di riunirsi: il gruppo produce meno idee della somma dei singoli, e rende invece nella selezione e nello sviluppo.

Separare in tempi distinti produzione e valutazione, dichiarandolo.

Definire in anticipo i criteri di selezione, perché scegliere senza criteri espliciti favorisce sistematicamente le opzioni familiari.

E lavorare su problemi reali del proprio dominio, dove la competenza specifica (che è il fattore più forte) può essere usata.

Domande frequenti

I metodi strutturati funzionano?

Gli addestramenti mostrano effetti moderati sul pensiero divergente. A funzionare sono però i principi generali (strategie esplicite, problemi realistici, durata) più che le versioni proprietarie, che raramente hanno valutazioni indipendenti.

Qual è la fase più importante?

La formulazione del problema: il tempo dedicato a definirlo distingue gli esiti migliori, e la rappresentazione iniziale determina quali soluzioni verranno considerate.

Perché le idee migliori vengono scartate?

Perché l’originalità genera incertezza, che è sgradevole: chi valuta preferisce ciò che appare praticabile. L’ostacolo è più spesso nella selezione che nella generazione.

Meglio generare idee da soli o in gruppo?

Da soli nella prima fase (il gruppo produce meno della somma dei singoli) e in gruppo per selezionare e sviluppare.

I metodi strutturati condividono due principi che sono la parte utile: ritardare la convergenza e separare la produzione dalla valutazione. La fase decisiva è la formulazione del problema, ed è quella che nella pratica viene compressa per prima. Gli addestramenti hanno effetti moderati, ma a funzionare sono i principi generali più che i metodi proprietari, raramente valutati in modo indipendente. E il collo di bottiglia reale è la selezione: le idee più originali generano incertezza, e per questo vengono scartate.
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