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Corso Base di PNL a Firenze

Un corso base di PNL propone un insieme di tecniche presentate come un modello unitario. Vale la pena esaminarle una per una: alcune corrispondono a procedure con supporto empirico, altre no, e le certificazioni che le accompagnano meritano una lettura attenta. Questa pagina rielabora l’annuncio di un corso del 2014: date, sedi, riferimenti commerciali e […]

Psicolab — Corso Base di PNL a Firenze
Un corso base di PNL propone un insieme di tecniche presentate come un modello unitario. Vale la pena esaminarle una per una: alcune corrispondono a procedure con supporto empirico, altre no, e le certificazioni che le accompagnano meritano una lettura attenta.
Questa pagina rielabora l’annuncio di un corso del 2014: date, sedi, riferimenti commerciali e di prezzo sono stati omessi. Articolo divulgativo, nessuna promozione. In Italia la cura del disagio psicologico è riservata a professionisti iscritti all’albo.

Il nome e la sostanza

La denominazione richiama tre componenti: i processi neurologici, il linguaggio e gli schemi comportamentali appresi.

Sul primo termine serve una precisazione: il modello non deriva da ricerca neuroscientifica e non è stato formulato sulla base di dati sul sistema nervoso. Nacque negli anni Settanta dall’osservazione del lavoro di alcuni terapeuti considerati particolarmente efficaci, con l’obiettivo di descriverne le procedure.

Quel progetto iniziale (analizzare cosa fanno concretamente i professionisti che ottengono buoni risultati) è di per sé ragionevole, ed è oggi un filone di ricerca legittimo sui fattori comuni della psicoterapia.

Ciò che manca è la verifica: le assunzioni distintive del modello, sottoposte a controllo sperimentale, non sono state confermate, e le rassegne sull’efficacia degli interventi giudicano le evidenze insufficienti.

Tecnica per tecnica

La valutazione cambia a seconda dell’elemento considerato, ed è la parte più utile di un esame serio.

  • Il ricalco del linguaggio e della postura per costruire sintonia: la sincronizzazione fra interlocutori è un fenomeno reale e studiato, ma è tipicamente spontanea. L’imitazione deliberata, quando viene percepita, produce l’effetto opposto.
  • Il meta-modello, cioè l’insieme di domande che chiedono di specificare generalizzazioni e omissioni: corrisponde a pratiche di intervista che hanno valore autonomo, indipendentemente dalla cornice teorica.
  • Il reframing, cioè la ridefinizione del significato di una situazione: la rivalutazione cognitiva è una delle strategie di regolazione emotiva con il miglior supporto empirico. Ma non è un’invenzione della PNL: era già stabilita altrove, e continua a funzionare senza il resto del modello.
  • L’ancoraggio, l’associazione fra uno stimolo e uno stato emotivo: è condizionamento classico, un fenomeno consolidato. La sua utilità clinica nella forma proposta è però poco documentata.
  • I sistemi rappresentazionali preferiti e la lettura dei movimenti oculari: sono gli elementi più caratteristici e quelli su cui le verifiche hanno dato esito negativo.

Ne emerge un quadro riconoscibile: ciò che funziona non è specifico del modello, e ciò che è specifico del modello non ha retto alla verifica.

Sulle certificazioni

Un capitolo che merita chiarezza, perché la terminologia è facilmente fraintendibile.

Espressioni come “riconosciuto a livello internazionale” o “primo livello di specializzazione” indicano un riconoscimento interno a un’organizzazione privata, che stabilisce autonomamente i propri requisiti.

Non corrispondono a un titolo di studio, a un’abilitazione professionale né a un riconoscimento da parte di un’autorità pubblica.

Va aggiunta una notazione sulla struttura tipica di questi percorsi: sono organizzati in livelli successivi, ciascuno dei quali presuppone il precedente. È un formato che genera continuità commerciale, e chiedere in anticipo il costo dell’intero percorso è una precauzione ragionevole.

Il criterio di verifica più semplice: chiedere a cosa abilita concretamente il titolo, e chi lo riconosce oltre a chi lo rilascia.

Il rischio da conoscere

Il punto su cui vale la pena essere netti.

Una formazione di pochi fine settimana non rende in grado di affrontare ansia, depressione, trauma, disturbi alimentari o dipendenze, e proporsi in quel ruolo espone le persone a un ritardo nell’accesso a trattamenti efficaci.

Esiste inoltre un rischio specifico documentato: le tecniche che lavorano sui ricordi in assenza di formazione clinica possono contribuire alla costruzione di ricordi non corrispondenti agli eventi, vissuti come autentici.

Se l’interesse riguarda la comunicazione professionale, la conduzione di colloqui o l’efficacia relazionale, il percorso può risultare utile e piacevole. Se riguarda una difficoltà psicologica personale, il confronto corretto non è fra corsi, ma fra un corso e una consultazione con uno psicologo.

Domande frequenti

La PNL ha basi neuroscientifiche?

No: non deriva da ricerca sul sistema nervoso. Nacque dall’osservazione del lavoro di alcuni terapeuti, con l’obiettivo di descriverne le procedure.

Nessuna delle sue tecniche funziona?

Alcune corrispondono a procedure con supporto empirico, come la rivalutazione cognitiva o le domande di specificazione. Ma non sono specifiche del modello: funzionavano gia prima e senza di esso.

Cosa vale una certificazione internazionale di PNL?

E un riconoscimento interno a un’organizzazione privata: non e un titolo di studio ne un’abilitazione professionale.

Un corso base abilita ad aiutare chi sta male?

No. Pochi fine settimana non rendono in grado di trattare ansia, depressione, trauma o dipendenze, e proporsi in quel ruolo ritarda l’accesso a cure efficaci.

Esaminando il modello tecnica per tecnica emerge un quadro netto: cio che funziona (rivalutazione cognitiva, domande di specificazione, condizionamento) non e specifico della PNL e ha valore anche senza di essa, mentre gli elementi caratteristici non hanno superato la verifica. Le certificazioni internazionali sono riconoscimenti interni a enti privati, non abilitazioni, e i percorsi a livelli successivi vanno valutati per il costo complessivo. Utile per la comunicazione professionale; inadatto a una difficolta psicologica.
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