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Corsi di Coaching e PNL a Milano

Chi esce da un workshop esperienziale spesso riferisce di aver sentito qualcosa funzionare. Quella sensazione è genuina, e proprio per questo merita di essere capita: l’esperienza in aula non è una prova di efficacia, e ci sono ragioni precise. Questa pagina rielabora l’annuncio di un evento del 2014: date, sedi e riferimenti commerciali sono stati […]

Psicolab — Corsi di Coaching e PNL a Milano
Chi esce da un workshop esperienziale spesso riferisce di aver sentito qualcosa funzionare. Quella sensazione è genuina, e proprio per questo merita di essere capita: l’esperienza in aula non è una prova di efficacia, e ci sono ragioni precise.
Questa pagina rielabora l’annuncio di un evento del 2014: date, sedi e riferimenti commerciali sono stati omessi. Articolo divulgativo, nessuna promozione.

Perché funziona nella stanza

Il formato esperienziale è efficace nel convincere, e la psicologia ha studiato i motivi. Nessuno di essi riguarda il metodo insegnato.

  • Le caratteristiche della domanda: chi partecipa coglie cosa ci si aspetta e tende a conformarsi. Non è compiacenza consapevole, è un effetto che si produce anche in chi vorrebbe essere obiettivo.
  • L’aspettativa: attendersi un beneficio ne produce una parte. È lo stesso meccanismo che rende necessari i gruppi di controllo negli studi clinici.
  • L’attivazione emotiva generata da musica, movimento e coinvolgimento del gruppo viene attribuita al contenuto anziché al contesto: un fenomeno noto come attribuzione errata dell’attivazione.
  • L’autoselezione: in sala c’è chi era già interessato, non un campione qualsiasi.
  • La regressione verso la media: si partecipa più spesso in un momento difficile, e i momenti difficili tendono a migliorare comunque.
  • La riduzione della dissonanza: dopo aver investito tempo (e a maggior ragione denaro) valutare negativamente l’esperienza è psicologicamente costoso.

Il risultato combinato è una sensazione di efficacia forte e sincera, che però non discrimina fra un metodo che funziona e uno che non funziona. Entrambi la produrrebbero.

Il precedente più istruttivo

Esiste una dimostrazione classica di quanto poco il senso di riconoscimento garantisca l’accuratezza.

Quando a un gruppo di persone viene consegnato lo stesso identico profilo di personalità presentato come personalizzato, la maggioranza lo giudica accurato. È l’effetto Barnum, replicato innumerevoli volte.

Ne segue il criterio: il fatto che una descrizione o una tecnica “risuoni” non è un’informazione sulla sua validità. È un’informazione su quanto è formulata in modo ampio.

Cosa distinguere

Le due pratiche proposte insieme hanno statuto diverso, e conviene non confonderle.

Il coaching, come percorso orientato a obiettivi per persone senza disturbi in corso, ha rassegne che mostrano effetti positivi di entità da piccola a moderata su raggiungimento degli obiettivi e benessere: con il limite di studi spesso metodologicamente deboli.

La PNL ha invece assunzioni caratteristiche non confermate sperimentalmente e rassegne che giudicano insufficienti le evidenze di efficacia.

Va aggiunto il punto più rilevante sul piano pratico: applicare tecniche “su se stessi e sugli altri” dopo poche ore è una prospettiva da ridimensionare. Nessuna competenza di intervento si acquisisce in un pomeriggio, e le difficoltà psicologiche vere richiedono un professionista abilitato.

Come valutare la propria esperienza

Alcune domande, poste a distanza dall’evento, aiutano più di qualsiasi impressione immediata.

Cosa è cambiato dopo due settimane, in termini osservabili da altri e non solo nella percezione. È la verifica più semplice e la più trascurata.

Quale parte era il metodo e quale il fatto di aver dedicato tempo a un obiettivo, in un gruppo, con qualcuno che ascoltava. La seconda componente è preziosa di per sé, e non richiede un modello teorico particolare.

Cosa succederebbe rimandando la decisione di quarantott’ore: se l’offerta perde valore, l’informazione riguarda l’offerta.

Qual è il costo complessivo del percorso completo, inclusi i livelli successivi.

Un’ultima considerazione, che vale come criterio di serietà: un formatore competente distingue ciò che è dimostrato da ciò che è promettente, e indirizza a un professionista sanitario quando emerge qualcosa di clinico. Chi non pone mai limiti al proprio metodo sta dicendo qualcosa di importante sul metodo.

Domande frequenti

Perche un workshop convince cosi tanto?

Per aspettativa, attivazione emotiva attribuita al contenuto, conformita alle attese del contesto e autoselezione dei partecipanti. Effetti che si producono con qualunque metodo.

Se ho sentito che funzionava, non e una prova?

No. L’effetto Barnum mostra che un profilo generico consegnato a tutti viene giudicato accurato dalla maggioranza. Il senso di riconoscimento non misura la validita.

Coaching e PNL si equivalgono?

No: il coaching ha evidenze modeste ma reali su obiettivi e benessere; la PNL ha assunzioni non confermate ed evidenze di efficacia giudicate insufficienti.

Come verificare se e servito?

Chiedendosi a due settimane di distanza cosa e cambiato in termini osservabili da altri, e quanto dipenda dal metodo anziche dall’aver dedicato tempo a un obiettivo.

L’esperienza convincente di un workshop si spiega con aspettativa, attivazione emotiva attribuita al contenuto, conformita alle attese e autoselezione: sono effetti che qualunque metodo produrrebbe, quindi non distinguono fra metodi. L’effetto Barnum mostra quanto poco valga il senso di riconoscimento. Coaching e PNL hanno statuto diverso e non vanno confusi. E la verifica utile e una sola: cosa risulta cambiato due settimane dopo, in termini osservabili da altri.
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