Una rete che si auto-organizza
L’idea di fondo e che sistema nervoso, sistema endocrino e sistema immunitario non siano compartimenti stagni, ma parti di una stessa rete capace di auto-organizzazione. Ogni sistema parla agli altri, e nessuno funziona davvero in isolamento. Questo intreccio e oggetto di studio di una disciplina che ha preso il nome di psiconeuroendocrinoimmunologia, spesso abbreviata in PNEI: un nome lungo che dice, in fondo, una cosa sola, cioe che psiche, sistema nervoso, ormoni e difese immunitarie formano un unico circuito.
Parlare di rete non e una metafora vaga. In una rete l’informazione non viaggia lungo un’unica linea gerarchica dall’alto verso il basso, ma circola in molte direzioni contemporaneamente. Ogni nodo puo influenzare e essere influenzato dagli altri. E cio che accade nell’organismo: un pensiero puo modificare l’assetto ormonale, un ormone puo cambiare l’umore, lo stato del sistema immunitario puo riflettersi sul modo in cui ci sentiamo.
I peptidi: le parole della rete
Se il corpo e una rete che comunica con se stessa, i peptidi sono le parole che usa. I peptidi sono una vasta famiglia di molecole che comprende ormoni, neurotrasmettitori, citochine e molte altre sostanze di segnalazione. La loro caratteristica interessante e che non appartengono a un solo sistema: le stesse molecole, o molecole molto simili, si ritrovano nel cervello, nell’apparato endocrino e nelle cellule immunitarie.
Recettori ovunque
Perche un messaggero funzioni serve qualcuno che lo ascolti: i recettori. Cio che ha colpito i ricercatori e la scoperta che i recettori per queste molecole di segnalazione sono distribuiti in tutto l’organismo, non solo nel cervello. Le cellule del sistema immunitario, per esempio, possiedono recettori per sostanze che pensavamo esclusive del sistema nervoso, e i neuroni rispondono a segnali che credevamo confinati alla periferia. E come se ogni distretto del corpo fosse attrezzato per ricevere e comprendere lo stesso linguaggio molecolare.
La mente come flusso di informazione
Da qui nasce l’ipotesi piu suggestiva di questo filone: che la mente non sia localizzata soltanto nel cervello, ma coincida con il flusso di informazione che percorre l’intera rete e collega ogni cellula, organo e sistema. In questa lettura la mente e piu un processo che una cosa, piu un verbo che un sostantivo: e cio che accade quando l’informazione circola. Alcuni autori hanno spinto l’ipotesi fino a proporre che questo flusso costituisca una sorta di substrato biochimico di cio che la tradizione psicologica chiama inconscio.
Emozioni, corpo e salute
Questa prospettiva restituisce dignita scientifica a un’intuizione antica: che stati emotivi e stato del corpo siano intimamente legati. Se le emozioni si traducono in segnali chimici che raggiungono anche il sistema immunitario, allora il modo in cui viviamo, le relazioni, lo stress prolungato non sono fatti puramente mentali: hanno una controparte biologica misurabile. Non si tratta di sostenere che i pensieri guariscano le malattie, affermazione che sarebbe scorretta e priva di prove, ma di riconoscere che psiche e corpo condividono lo stesso alfabeto molecolare e si influenzano di continuo.
La ricerca in questo campo e ancora aperta e va maneggiata con prudenza, evitando sia lo scetticismo che liquida ogni legame mente-corpo, sia le semplificazioni entusiastiche che promettono guarigioni miracolose. Quel che appare solido e il quadro generale: corpo e mente non sono due mondi che ogni tanto si incontrano, ma una sola rete che, in ogni istante, parla a se stessa.
Lo stress: la rete sotto pressione
L’esempio piu studiato di come i sistemi comunichino fra loro e la risposta allo stress. Di fronte a una minaccia, il cervello attiva una catena di segnali che coinvolge l’ipotalamo, l’ipofisi e le ghiandole surrenali, l’asse spesso indicato come asse dello stress, con il rilascio di ormoni come il cortisolo. Questa reazione e utile e adattiva: prepara l’organismo ad affrontare il pericolo e poi rientra quando la minaccia e passata.
Il problema nasce quando l’attivazione diventa cronica. Uno stress prolungato mantiene alti i livelli di questi ormoni, e poiche le cellule del sistema immunitario possiedono recettori per gli stessi messaggeri, l’assetto delle difese ne risente. Ecco perche periodi di tensione intensa e continuata possono accompagnarsi a una maggiore vulnerabilita: non perche i pensieri, da soli, facciano ammalare, ma perche la rete corpo-mente traduce lo stato psicologico in segnali chimici che raggiungono ogni distretto. E la dimostrazione piu concreta dell’idea di rete: cio che accade sul versante psichico non resta confinato alla mente, ma si propaga lungo l’intero organismo.
Domande frequenti
Che cos’e la PNEI?
PNEI e l’acronimo di psiconeuroendocrinoimmunologia, la disciplina che studia le connessioni fra psiche, sistema nervoso, sistema endocrino e sistema immunitario. Il suo assunto e che questi ambiti non siano separati, ma parti di un’unica rete che comunica di continuo.
Che ruolo hanno i peptidi?
I peptidi sono i messaggeri chimici della rete: una famiglia di molecole che comprende ormoni, neurotrasmettitori e citochine. Le stesse molecole, e i loro recettori, si ritrovano nel cervello, nel sistema endocrino e nelle cellule immunitarie, permettendo ai diversi sistemi di scambiarsi informazioni con lo stesso linguaggio.
In che senso la mente sarebbe un flusso di informazione?
Secondo questa ipotesi la mente non risiede solo nel cervello, ma coincide con l’informazione che circola nell’intera rete corpo-mente collegando ogni cellula e organo. La mente diventa cosi piu un processo dinamico che un oggetto localizzato in un punto preciso.
Significa che i pensieri possono curare le malattie?
No. La prospettiva PNEI mostra che stati emotivi e stato del corpo sono legati da segnali chimici condivisi, ma questo non autorizza a dire che i pensieri guariscano le malattie. Si tratta di riconoscere un’influenza reciproca misurabile, non di attribuire alla mente poteri terapeutici diretti.
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