Il piano di comunicazione
Comunicare un evento di spettacolo (pensiamo a un festival musicale) impiega gli stessi mezzi usati per qualsiasi altro prodotto, che agiscono in modo integrato: immagine dell’evento, rapporti con la stampa, pubblicità, promozione, relazioni esterne, pubblicazioni e merchandising.
Tutto parte da una fase strategica che, attraverso riflessioni di marketing sulla natura del progetto, i suoi obiettivi, il target di riferimento e quello potenziale, porta alla stesura di un piano di comunicazione. I suoi due obiettivi principali sono: comunicare all’esterno il contenuto e le modalità dell’evento, per attirare pubblico e vendere biglietti; e assicurare visibilità, garantendo un ritorno d’immagine positivo per tutti i protagonisti, struttura organizzatrice, partner, sponsor, istituzioni e artisti.
La progettazione deve tenere presenti le classiche “4 P” del marketing mix: product (il prodotto, cioè lo spettacolo proposto), place (la distribuzione, i punti vendita dei biglietti), price (il prezzo) e promotion (la promozione). È su quest’ultima che si concentra la pianificazione comunicativa.
L’immagine dell’evento e i credit
Il primo passo operativo è definire l’immagine del progetto. In tutto il materiale (manifesti, brochure, comunicati, sito) vanno predisposti elementi grafici identificativi: un titolo, un logotipo creato ad hoc, un’immagine distintiva, una grafica ricorrente. Questi elementi devono essere riconoscibili, memorizzabili, coerenti e coordinati, per rendere la campagna più incisiva.
In parallelo vanno comunicati nomi e logotipi degli enti pubblici e privati coinvolti: sono i credit, da apporre su ogni materiale. Comprendono la struttura organizzatrice e i partner, gli sponsor, i patrocini e i principali artisti che, per prestigio o accordi contrattuali, devono essere citati. L’organizzazione deve procurare il materiale, stabilirne posizione, dimensioni e ordine, e farlo approvare dalle parti coinvolte.
Il piano mezzi
Serve poi definire il piano mezzi: i veicoli pubblicitari e i canali di diffusione (TV, radio, stampa, pubblicità esterna, internet), locali e nazionali. Un evento richiede in genere una comunicazione efficace soprattutto sul breve termine, poiché non si tratta di fidelizzare all’acquisto ripetuto di un prodotto di consumo, ma di riempire una sala in date precise.
Nella scelta dei mezzi si considera il grado di copertura (quanto pubblico si raggiunge), il bacino di utenza, l’azione su segmenti specifici o sulla massa, e l’uso per ripetizione (annunci continui sullo stesso mezzo) o sovrapposizione (annunci contemporanei su più mezzi). Il tutto ripartito tra una fase di lancio e una di sostegno, sempre nel rispetto del budget e dei tempi.
La pubblicità: pochi mezzi ma efficaci
Il messaggio pubblicitario deve comunicare l’evento con chiarezza e renderlo competitivo rispetto agli spettacoli concorrenti dello stesso periodo. La regola d’oro è scegliere pochi mezzi ma efficaci, per far emergere l’evento dal “rumore di fondo” delle tante manifestazioni in campagna nello stesso momento. Il messaggio (testo, slogan, grafica, immagini) va sempre plasmato sul pubblico a cui è diretto. I principali veicoli:
- Organi di stampa (quotidiani, periodici): spazi a pagamento; nei quotidiani meglio annunci brevi con descrizione, credit, prezzi e modalità d’acquisto; per i periodici, attenzione ai tempi di chiusura e alla tipologia della rivista.
- Radio: ottimo veicolo per attivare il ricordo, di massa o per segmenti, a costo minore della TV; richiede la produzione di uno spot.
- Televisione: alta capacità di contatto, ma costi elevati che la rendono spesso poco conveniente a budget.
- Pubblicità esterna: visibile in ogni momento e flessibile, ma esposta a maltempo e vandalismo; decisiva la collocazione (stazioni, metro, aeroporti, centri commerciali), in forme di affissione, pubblicità dinamica sui mezzi e impianti speciali.
- Stampati: volantini, depliant, brochure, distribuiti nei luoghi frequentati dal target (per un festival musicale, negozi di dischi e strumenti, librerie, biblioteche).
- Punti info e punti vendita: centri di informazione con espositori, display, video di presentazione.
- Nuove tecnologie: sito dedicato, mailing list, pubblicità online sui siti rivolti al target, oggi il canale in più forte espansione.
La promozione
La promozione in senso stretto mira a modificare il comportamento di specifiche fasce di pubblico potenzialmente interessate, creando un punto di contatto tra la domanda (interessi e bisogni dello spettatore) e l’offerta (lo spettacolo). Strumenti come proposte di prenotazione, informazioni su prezzi e agevolazioni servono a persuadere a partecipare.
Può rivolgersi a singoli individui (segmentati per caratteristiche geografiche, demografiche, psicografiche) o a gruppi (scuole, università, associazioni), con condizioni agevolate. Si basa su liste proprie dell’organizzazione o su elenchi forniti da società specializzate, puntando sempre alla personalizzazione del contatto: dalla promozione “pura” (solo informazioni) al direct marketing (posta, email, telefono). L’imperativo è porsi dal punto di vista di chi riceve: materiale chiaro e facilitazioni di risposta (coupon, numeri verdi).
L’ufficio stampa e le relazioni esterne
Fondamentale è il rapporto con gli organi di informazione. L’ufficio stampa coltiva relazioni con giornalisti, critici e redazioni per garantire una copertura ampia e continua, inviando materiale essenziale e aggiornato (comunicati, newsletter) con tempi ben pianificati. Organizza la conferenza stampa (un vero “evento nell’evento”) accoglie i giornalisti, programma interviste con gli artisti, gestisce foto e riprese (di norma entro i tre minuti del diritto di cronaca) e, alla fine, raccoglie la rassegna stampa per valutare l’esito comunicativo.
Le relazioni esterne (public relations), curate dal responsabile di progetto e dalla direzione, coltivano rapporti informali di stima e collaborazione con sponsor, partner, forze politiche, comunità locale e opinion leader: ciascuno con linguaggi e aspettative diverse. Cruciale la gestione degli inviti e, in presenza di autorità, di un programma cerimoniale (accoglienza, sistemazione, sicurezza), concordato con le segreterie competenti.
Edizioni e merchandising
Infine, si possono realizzare materiali aggiuntivi. Le edizioni comprendono pubblicazioni editoriali e fotografiche (dai programmi di sala fino a veri libri sulla storia della manifestazione) da preparare idealmente prima del debutto, gestendo per tempo informazioni, foto e diritti d’autore. Il merchandising (poster, cd, dvd, abbigliamento, gadget) potenzia la comunicazione e genera introiti autonomi, ma richiede l’organizzazione della vendita e una precisa politica commerciale. Un evento culturale ben comunicato, in fondo, è un progetto in cui strategia, immagine e relazioni lavorano insieme verso un unico obiettivo: incontrare il proprio pubblico.
Domande frequenti
Cos’è un piano di comunicazione per un evento?
È il quadro strategico che, partendo da analisi di marketing su obiettivi, immagine e target, definisce come comunicare l’evento. Ha due scopi: attirare pubblico e vendere biglietti, e garantire visibilità e ritorno d’immagine a organizzatori, partner, sponsor e artisti.
Quali sono le “4 P” applicate a un evento culturale?
Product (lo spettacolo proposto), place (la distribuzione e i punti vendita dei biglietti), price (il prezzo e le agevolazioni) e promotion (la promozione). Sono le leve del marketing mix da tenere sempre presenti nella progettazione e nell’attuazione dell’evento.
Perché conviene scegliere “pochi mezzi ma efficaci”?
Perché nello stesso periodo molte manifestazioni fanno pubblicità: concentrare le risorse su pochi veicoli ben scelti aiuta l’evento a emergere dal “rumore di fondo”. Disperdere il budget su troppi canali rischia invece di rendere il messaggio poco incisivo.
Qual è il ruolo dell’ufficio stampa?
Informare e promuovere l’evento attraverso i media, coltivando relazioni con giornalisti e redazioni per una copertura ampia e continua. Organizza la conferenza stampa, gestisce interviste, foto e riprese, e alla fine raccoglie la rassegna stampa per valutare l’esito comunicativo.
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