Su cosa è costruito un feed
I meccanismi principali sono noti e appartengono alla psicologia dell’apprendimento.
La ricompensa variabile: un esito incerto e intermittente sostiene il comportamento meglio di uno costante. È il principio più antico della psicologia sperimentale, e lo scorrimento infinito è la sua applicazione più efficiente.
L’assenza di segnali di fine: il feed senza limite elimina il punto naturale in cui si deciderebbe se continuare. La decisione di smettere richiede allora un atto attivo, mentre continuare è il comportamento di default.
L’ottimizzazione sull’engagement: i sistemi di raccomandazione sono addestrati a massimizzare interazione e tempo di permanenza, non accuratezza o benessere. Ne segue che i contenuti che suscitano reazioni intense sono avvantaggiati, e l’indignazione morale è fra i predittori documentati di diffusione.
Va aggiunto che tutto questo non richiede alcuna intenzione manipolatoria: è una conseguenza dell’obiettivo su cui il sistema viene ottimizzato.
Cosa produce, e con quale entità
Qui serve precisione, perché le affermazioni circolanti sono spesso più forti dei dati.
Sulla bolla informativa, la ricerca è più sfumata dell’immagine comune. Alcuni studi indicano che l’esposizione a contenuti diversi dai propri orientamenti è maggiore online che offline, e che la selezione operata dagli utenti pesa quanto quella dell’algoritmo. Alcuni esperimenti su larga scala che hanno modificato gli algoritmi hanno prodotto effetti limitati sulle opinioni politiche.
Sul benessere, le associazioni con l’uso dei social sono negative ma di entità piccola, e prevalentemente correlazionali. Ciò che risulta più informativo è il tipo di uso: il confronto sociale è un mediatore documentato, e l’uso passivo si associa a esiti diversi da quello attivo.
Un effetto più solido riguarda l’informazione: la percezione della frequenza degli eventi viene distorta da ciò che è più disponibile alla mente, e un ambiente che seleziona per intensità produce una stima sistematicamente sbagliata di quanto certe cose siano frequenti.
E va segnalato un dato documentato sulla diffusione: le notizie false si propagano più rapidamente di quelle vere, e questo dipende in larga parte dalla loro novità e dalle reazioni che suscitano, non solo dai sistemi automatici.
Cosa si può fare
- Introdurre attrito dove non c’è: disattivare la riproduzione automatica, rimuovere le applicazioni dalla schermata iniziale, spegnere le notifiche non personali. Agire sull’ambiente funziona meglio della forza di volontà.
- Darsi un segnale di fine esplicito, perché il feed non ne fornisce: un tempo deciso prima, non durante.
- Passare da uso passivo a uso attivo, e ridurre l’esposizione ai contenuti che innescano confronto.
- Prima di condividere qualcosa che suscita indignazione, verificare la fonte: l’intensità della reazione è precisamente il segnale che seleziona i contenuti meno affidabili.
- Ricordare che la frequenza percepita di ciò che si vede online non è la frequenza reale.
Il criterio che riassume: la domanda utile non è se il feed sia buono o cattivo, ma su cosa è ottimizzato. Un sistema costruito per massimizzare il tempo di permanenza farà esattamente quello, e sapere che è così è la principale contromisura disponibile.
Domande frequenti
Perche e difficile smettere di scorrere il feed?
Per la ricompensa variabile, che sostiene il comportamento meglio di una ricompensa costante, e per l’assenza di segnali di fine che renderebbero attiva la scelta di continuare.
Le bolle informative esistono davvero?
Il quadro e piu sfumato: la selezione operata dagli utenti pesa quanto quella algoritmica, e alcuni esperimenti su larga scala hanno mostrato effetti limitati sulle opinioni.
I social fanno male al benessere?
Le associazioni sono negative ma piccole e prevalentemente correlazionali. Conta piu il tipo di uso del tempo totale, e il confronto sociale e un mediatore documentato.
Perche le notizie false si diffondono di piu?
Perche sono piu nuove e suscitano reazioni piu intense, e l’intensita della reazione e cio su cui la diffusione seleziona.
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