Cosa significa chemioaffinità
L’ipotesi della chemioaffinità spiega come i neuroni riescano a stabilire connessioni precise durante lo sviluppo del sistema nervoso. Secondo Sperry, gli assoni in crescita porterebbero specifici marcatori chimici, accoppiati ad altrettanti marcatori presenti sui bersagli da raggiungere. In questo modo ogni assone riconosce la cellula giusta a cui collegarsi, basandosi su un’affinità chimica tra la propria etichetta molecolare e quella del bersaglio. Le connessioni non si formano quindi in modo casuale, ma seguono un codice molecolare inscritto nei tessuti.
Chemioaffinità in pratica
Sperry giunse a questa ipotesi studiando la rigenerazione del nervo ottico negli anfibi: dopo la sezione e la rotazione dell’occhio, le fibre nervose ricrescevano ristabilendo le connessioni originarie, producendo però comportamenti visivi coerenti con la vecchia orientazione. Questo suggeriva che gli assoni cercassero attivamente i propri bersagli specifici, anziché ricablarsi in base all’esperienza. La chemioaffinità è oggi affiancata da altri meccanismi, ma resta un principio chiave per capire la formazione ordinata delle mappe neurali.
Termini correlati
Concetti legati sono la mappa neurale, la rappresentazione topografica, la plasticità neurale e i coni di crescita che guidano gli assoni.
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