A cura di Caterina Pistoia e Marco Tanini.
Una recente ricerca condotta da un team di scienziati dell’Università di Padova, del CNR di Padova e dell’Istituto “Mario Negri” di Milano apre nuove e promettenti prospettive per il trattamento della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA).
Lo studio, pubblicato su “Molecular Therapy Nucleic Acids” con il titolo “Restoration of myogenesis in ALS-myocytes through miR-26a-5p-mediated Smad4 inhibition and its impact on motor neuron development”, esplora un meccanismo innovativo che coinvolge le cellule staminali muscolari e i loro microRNA secreti, suggerendo strategie per rallentare la progressione di questa devastante malattia neurodegenerativa.
Un cambio di prospettiva sulla SLA
Tradizionalmente, la SLA è stata considerata una malattia che colpisce esclusivamente i motoneuroni, le cellule nervose responsabili del controllo dei muscoli volontari. Tuttavia, la ricerca moderna sta ampliando questa visione, riconoscendo che la patologia è molto più complessa e coinvolge un’interazione disfunzionale tra motoneuroni e muscoli.
Fino a poco tempo fa, si pensava che il muscolo avesse un ruolo passivo, limitandosi a ricevere gli impulsi nervosi che ne causano la contrazione. Oggi, invece, sappiamo che esiste un dialogo bidirezionale fondamentale. Il muscolo non è solo un ricevitore, ma invia attivamente segnali ai motoneuroni che ne influenzano la sopravvivenza, lo sviluppo e la funzione. Nella SLA, questo dialogo si interrompe, rendendo i motoneuroni più vulnerabili alla degenerazione.
Il ruolo chiave dei microRNA e delle cellule staminali muscolari
Al centro di questa comunicazione bidirezionale ci sono molecole complesse come i microRNA (miRNA), piccole molecole di RNA che regolano la produzione di proteine nelle cellule. Questi miRNA viaggiano tra muscolo e motoneurone all’interno di minuscole vescicole chiamate esosomi.
La nuova ricerca si concentra sul ruolo cruciale delle cellule staminali del muscolo scheletrico. In condizioni normali, queste cellule sono in uno stato di “riposo”, pronte ad attivarsi per rigenerare il tessuto muscolare in caso di danno. Nella SLA, però, il loro comportamento è alterato: non solo sono meno efficaci nella rigenerazione, ma secernono anche segnali disfunzionali che danneggiano i motoneuroni.
miRNA “buoni” e “cattivi”
Lo studio ha identificato differenze significative nei microRNA secreti dalle cellule staminali di topi sani rispetto a quelli di topi affetti da SLA. Nelle cellule malate, si è osservata la produzione di miR-134 e miR-882. Questi miRNA, attraverso un’azione autocrina (un tipo di segnalazione cellulare in cui una sostanza prodotta da una cellula agisce sulla cellula stessa), impediscono la corretta formazione di un muscolo funzionale.
Al contrario, le cellule staminali sane producono miR-26a e miR-431, che aiutano a creare un muscolo funzionale e, cosa ancora più sorprendente, migliorano il differenziamento dei motoneuroni. Questa scoperta evidenzia come il muscolo non sia solo una vittima passiva della malattia, ma possa essere una fonte attiva di molecole terapeutiche in grado di proteggere i motoneuroni.
Nuove strategie terapeutiche
Questa ricerca rivoluziona l’approccio alla SLA, spostando l’attenzione non solo sui motoneuroni, ma anche sul ruolo del muscolo e delle sue cellule staminali. La possibilità di “riprogrammare” le cellule staminali muscolari per secernere microRNA benefici, o di somministrare direttamente questi miRNA, offre una nuova e concreta strategia per rallentare la progressione della malattia.
Comprendere e, in futuro, ripristinare il corretto dialogo tra muscolo e motoneurone potrebbe offrire ai pazienti con SLA nuove speranze per migliorare la loro qualità di vita, con terapie che agiscono su bersagli finora inimmaginabili
Bibliografia
Peggion, C., Bonadio, R. S., Stella, R., Scalabrin, S., Pasetto, L., Millino, C., Camporeale, L., Pacchioni, B., Bonetto, V., Bertoli, A., Cagnin, S., & Massimino, M. L. (2025). Restoration of myogenesis in ALS-myocytes through miR-26a-5p-mediated Smad4 inhibition and its impact on motor neuron development. Molecular Therapy Nucleic Acids. [https://doi.org/10.1016/j.omtn.2025.102581](https://doi.org/10.1016/j.omtn.2025.102581)
Lascia un commento