Psicologia Clinica e Psicopatologia

Bipolarità: fra ossesione e compulsione

Ossessioni e disturbo bipolare possono coesistere, e la loro combinazione pone problemi clinici specifici. Sono però due condizioni distinte, e la confusione fra pensieri ossessivi e pensieri accelerati porta a trattamenti sbagliati. Articolo divulgativo, non sostituisce una valutazione psichiatrica. Nessuna terapia va iniziata o modificata autonomamente. In caso di crisi: 112, Telefono Amico 02 2327 […]

Psicolab — Bipolarità: fra ossesione e compulsione
Ossessioni e disturbo bipolare possono coesistere, e la loro combinazione pone problemi clinici specifici. Sono però due condizioni distinte, e la confusione fra pensieri ossessivi e pensieri accelerati porta a trattamenti sbagliati.
Articolo divulgativo, non sostituisce una valutazione psichiatrica. Nessuna terapia va iniziata o modificata autonomamente. In caso di crisi: 112, Telefono Amico 02 2327 2327.

Due condizioni, non due facce

Va corretta una premessa del testo originale: ossessioni e compulsioni non hanno mai definito il disturbo bipolare, e non ne fanno parte per definizione.

Il disturbo ossessivo-compulsivo è caratterizzato da ossessioni (pensieri, immagini o impulsi intrusivi, ricorrenti e vissuti come indesiderati) e da compulsioni, comportamenti o atti mentali ripetitivi eseguiti per ridurre l’ansia che quei pensieri provocano.

Il disturbo bipolare è definito da episodi di alterazione dell’umore, dell’energia e dell’attività.

Va aggiunta una precisazione classificatoria: nella classificazione attuale il disturbo ossessivo-compulsivo non è più collocato fra i disturbi d’ansia, ma in un capitolo proprio con condizioni correlate.

Perché la sovrapposizione esiste

La coesistenza delle due condizioni è documentata e più frequente di quanto ci si attenderebbe per caso.

Un elemento clinico interessante è che nelle persone con entrambe le condizioni i sintomi ossessivi tendono a seguire un andamento episodico, spesso peggiorando durante le fasi depressive e attenuandosi in quelle di attivazione: un decorso diverso da quello tipicamente cronico del disturbo isolato.

Va detto che il quadro non è semplice da studiare: la distinzione fra le due condizioni si basa su valutazione clinica, e la ricerca in questo ambito è meno ampia che sui quadri puri.

Distinguere pensieri diversi

È la parte con maggiore ricaduta pratica, perché tre fenomeni vengono confusi.

L’ossessione è vissuta come estranea e indesiderata, genera ansia, e la persona cerca di resisterle o di neutralizzarla. Il contenuto è tipicamente ripetitivo e stereotipato.

Il rimuginio depressivo riguarda il passato, le proprie mancanze e le cause del malessere. Non è vissuto come estraneo, e raramente porta a rituali.

I pensieri accelerati della fase di attivazione si susseguono rapidamente, cambiano argomento, non sono ripetitivi e non generano l’ansia caratteristica dell’ossessione. Spesso sono vissuti come piacevoli o eccitanti.

Va segnalato un ulteriore elemento che genera fraintendimenti nel linguaggio comune: i pensieri intrusivi a contenuto disturbante (aggressivo, sessuale, blasfemo) sono comuni nella popolazione generale. Ciò che distingue il disturbo non è averli, ma il significato che si attribuisce loro e le strategie messe in atto per liberarsene.

Le conseguenze sul trattamento

La distinzione non è teorica.

Il trattamento di riferimento per il disturbo ossessivo-compulsivo comprende una specifica terapia comportamentale: l’esposizione con prevenzione della risposta, e determinati farmaci antidepressivi a dosaggi elevati.

Nel disturbo bipolare, però, quei farmaci in monoterapia comportano il rischio di indurre attivazione o instabilità, e le indicazioni prevedono di associarli a uno stabilizzatore dell’umore, con valutazione caso per caso.

Ne deriva che, quando le due condizioni coesistono, la sequenza di trattamento richiede una valutazione psichiatrica specifica: è uno dei casi in cui trattare bene una condizione può peggiorare l’altra.

La componente psicoterapica resta indicata in entrambe, ed è la parte che non comporta questo tipo di rischio.

Domande frequenti

Le ossessioni fanno parte del disturbo bipolare?

No: sono condizioni distinte. Possono coesistere, e la coesistenza e piu frequente del previsto, ma non definiscono il disturbo bipolare.

Come si distingue un’ossessione da un pensiero accelerato?

L’ossessione e ripetitiva, vissuta come estranea e genera ansia; i pensieri accelerati cambiano rapidamente argomento e sono spesso vissuti come piacevoli.

Avere pensieri intrusivi disturbanti e patologico?

No: sono comuni nella popolazione generale. Cio che distingue il disturbo e il significato attribuito e le strategie messe in atto per eliminarli.

Perche la distinzione conta per la cura?

Perche i farmaci indicati per il disturbo ossessivo-compulsivo, usati da soli in una persona con disturbo bipolare, possono indurre attivazione o instabilita.

Ossessioni e disturbo bipolare sono condizioni distinte che possono coesistere, e nella coesistenza i sintomi ossessivi seguono spesso un andamento episodico legato alle fasi. La distinzione clinicamente decisiva riguarda i pensieri: l’ossessione e ripetitiva e ansiogena, il rimuginio riguarda il passato, i pensieri accelerati cambiano argomento. E la ragione per cui conta e concreta: i farmaci indicati per una condizione possono destabilizzare l’altra.
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