Quando muoversi e mangiare diventano un’ossessione
Per stare bene sono importanti sia una buona alimentazione sia l’attività fisica. Eppure, una parte crescente della popolazione tende a evitare alcuni cibi e, allo stesso tempo, a praticare attività fisica in modo eccessivo, trasformando comportamenti normali in vere e proprie ossessioni. Alla base c’è una società che attribuisce all’aspetto fisico un’importanza smisurata, quasi fosse il fulcro dell’esistenza.
Per lungo tempo i disturbi dell’alimentazione hanno riguardato soprattutto l’universo femminile. Oggi, però, anche molti uomini sono sempre più condizionati dall’apparenza e dalla propria fisicità. Accanto ai disturbi più noti è emersa così una nuova forma di sofferenza: la fissazione per l’ipertrofia muscolare, ossia l’ossessione di avere muscoli sempre più grandi. Nasce dalla falsa convinzione che un corpo “perfetto” sia la qualità più importante della persona.
Che cos’è la bigoressia
La bigoressia: dall’inglese big (grosso) unito al concetto di appetito, sul modello di “anoressia”: è un’alterata percezione della propria immagine corporea. Chi ne soffre vive una cronica insoddisfazione per il proprio aspetto, che lo porta a un’applicazione maniacale all’esercizio fisico, in particolare al body building, e all’adozione di diete squilibrate. È nota anche come “vigoressia” o “anoressia inversa”.
Descritta per la prima volta dallo psichiatra Harrison Pope, la bigoressia è a tutti gli effetti una condizione di sofferenza psicologica. La persona patisce un’insoddisfazione forte e permanente per il proprio corpo, unita alla paura costante di “perdere” i muscoli e la propria forma fisica. Alcuni comportamenti tipici sono:
- trascorrere moltissimo tempo in palestra;
- seguire allenamenti estenuanti ed esasperati;
- controllarsi continuamente allo specchio;
- sottoporsi a diete rigidissime e iperproteiche, con un controllo ossessivo del peso.
I rischi per la salute
A questi comportamenti si associa spesso l’uso e l’abuso di integratori alimentari e, nei casi più estremi, di steroidi anabolizzanti. Mentre gli integratori sono sostanze pensate per coprire il fabbisogno nutrizionale, gli steroidi sono sostanze sintetiche con effetti simili agli ormoni sessuali maschili, che aumentano la massa muscolare e riducono quella grassa. È fondamentale ricordare che l’uso di queste sostanze a scopo estetico è pericoloso e può avere conseguenze gravi sulla salute.
La bigoressia, del resto, ha effetti negativi su più fronti: può causare problemi metabolici, disturbi depressivi, cardiovascolari e del sistema nervoso. È una condizione che colpisce soprattutto gli adolescenti e i giovani adulti, in una fase della vita in cui la ricerca di una propria identità corporea è particolarmente intensa. A differenza dell’anoressia, si manifesta principalmente nei maschi.
L'”anoressia inversa” e il complesso di Adone
La definizione di “anoressia inversa” coglie una caratteristica affascinante e istruttiva. Nell’anoressia, la persona si vede grassa anche quando il suo corpo è estremamente magro; nella bigoressia accade il contrario: la persona si percepisce piccola e “debole”, anche quando è muscolosa, e in questa presunta piccolezza vede il proprio limite. In entrambi i casi, il denominatore comune è una distorsione della percezione del proprio corpo, che non corrisponde alla realtà.
Per questa sua idealizzazione della perfezione muscolare, la bigoressia è stata ribattezzata anche “complesso di Adone”, dal personaggio della mitologia greca che incarnava la bellezza maschile. Ma dietro l’immagine di forza si nasconde, in realtà, una grande fragilità: l’ossessione per il corpo è spesso il sintomo di un disagio più profondo, che riguarda l’autostima e il senso del proprio valore.
Riconoscere il disagio e chiedere aiuto
Come per tutti i disturbi dell’immagine corporea, è importante non sottovalutare i segnali e non liquidare l’eccessiva dedizione all’allenamento come semplice “passione per il fitness”. Quando la palestra e il controllo del corpo diventano il centro esclusivo della vita, a scapito delle relazioni, del benessere e della salute, può nascondersi una sofferenza reale.
La bigoressia è un disturbo serio, ma affrontabile. Riconoscerne i segnali (in sé o in una persona cara) e rivolgersi a professionisti specializzati è il passo più importante. Il percorso di cura non punta a “togliere” qualcosa, ma a ricostruire un rapporto più sereno con il proprio corpo e con il proprio valore, che non dipende dalla dimensione dei muscoli. Chiedere aiuto, in questi casi, è un segno di forza, non di debolezza.
Domande frequenti
Cos’è la bigoressia?
È un’alterata percezione della propria immagine corporea, unita a una cronica insoddisfazione per il proprio aspetto, che porta a un’applicazione maniacale all’esercizio fisico e a diete squilibrate. È nota anche come vigoressia o “anoressia inversa” e colpisce soprattutto i giovani uomini.
Perché si chiama “anoressia inversa”?
Perché il meccanismo percettivo è opposto a quello dell’anoressia: chi soffre di anoressia si vede grasso anche se è molto magro, mentre chi soffre di bigoressia si vede piccolo e “debole” anche se è muscoloso. In entrambi i casi c’è una distorsione della percezione del corpo.
Quali rischi comporta per la salute?
Può causare problemi metabolici, disturbi depressivi, cardiovascolari e del sistema nervoso. Molto pericoloso è l’abuso di integratori e, soprattutto, di steroidi anabolizzanti a scopo estetico, che possono avere conseguenze gravi sull’organismo.
Cosa fare se si sospetta una bigoressia?
Non sottovalutare i segnali e rivolgersi a professionisti specializzati. È un disturbo serio ma affrontabile: il percorso di cura aiuta a ricostruire un rapporto più sereno con il proprio corpo e con la propria autostima. Chiedere aiuto è un passo di forza.
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