Cosa significa anamnesi
Il termine deriva dal greco e rimanda all’idea di “ricordo”. Fare l’anamnesi significa ricostruire la storia della persona e del suo problema attraverso il colloquio, prima di ogni esame strumentale. Il clinico raccoglie informazioni sulle condizioni di vita, sulle abitudini quotidiane e sul modo in cui i sintomi sono comparsi e si sono modificati nel tempo. Questa ricostruzione orienta la diagnosi e definisce il quadro entro cui interpretare ciò che il paziente riferisce.
Anamnesi in pratica
Nella relazione clinica l’anamnesi non è un semplice elenco di dati: è una narrazione guidata in cui il professionista alterna domande aperte e domande mirate. Si distingue di solito tra anamnesi personale, che riguarda la storia individuale, e anamnesi familiare, relativa ai disturbi presenti nei familiari. In ambito psicologico l’attenzione si concentra sul vissuto, sulle relazioni significative e sul significato che la persona attribuisce ai propri sintomi, perché il modo in cui un problema viene raccontato è già parte dell’informazione clinica.
Termini correlati
Concetti vicini sono il colloquio clinico, la diagnosi, il decorso del disturbo e la storia clinica del paziente.
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