Cosa significa affidabilità
L’affidabilità si articola in alcune proprietà distinte. La stabilità richiede che il punteggio ottenuto da un bambino rimanga costante nel tempo. La consistenza interna richiede che la misura ottenuta differenzi effettivamente gli individui l’uno dall’altro rispetto al costrutto esaminato. Occorre infine che due o più persone che applicano lo strumento allo stesso bambino ottengano risultati simili.
Gli indici di affidabilità si ricavano confrontando i punteggi ottenuti in due somministrazioni diverse del test, il cosiddetto test retest; oppure tra due parti dello stesso test, con il metodo split half; oppure ancora tra due forme equivalenti dello stesso test, o tra due osservatori che effettuano la medesima rilevazione, secondo il criterio dell’accordo.
L’affidabilità in pratica: gli errori di rilevazione
Ogni rilevazione contiene una parte di errore dovuta alla procedura stessa. Nell’osservazione possono verificarsi distorsioni a carico dei soggetti osservati, dell’osservatore o dello strumento.
Le persone si comportano diversamente quando sanno di essere osservate. È l’effetto Hawthorne: accentuano i comportamenti che ritengono positivi e riducono quelli negativi. Questo fenomeno viene detto reattività dei soggetti, e un possibile correttivo consiste nella familiarizzazione, cioè nel rendere la presenza dell’osservatore abituale al punto da non essere più notata.
Il rischio maggiore è però l’effetto Rosenthal. L’osservatore si costruisce aspettative rispetto a ciò che sta per osservare, e quelle attese distorcono la sua capacità di giudizio, portandolo spesso a individuare comportamenti o atteggiamenti che in realtà non si verificano. È un errore particolarmente insidioso perché non riguarda la sincerità di chi osserva, ma la sua percezione: vede davvero ciò che si aspettava di vedere.
Termini correlati
Test retest, split half, accordo tra osservatori, effetto Hawthorne, effetto Rosenthal, validità.
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