Eventi

E Vissero Felici e Scontenti

«Vissero felici e contenti» è il punto in cui le storie finiscono e le relazioni cominciano. Su quello che accade dopo esiste una quantità sorprendente di dati, e alcuni contraddicono le convinzioni più diffuse. Questa pagina prende spunto dalla segnalazione di uno spettacolo benefico svoltosi a Firenze nel marzo 2012. L’evento è concluso e i […]

Psicolab — E Vissero Felici e Scontenti
«Vissero felici e contenti» è il punto in cui le storie finiscono e le relazioni cominciano. Su quello che accade dopo esiste una quantità sorprendente di dati, e alcuni contraddicono le convinzioni più diffuse.
Questa pagina prende spunto dalla segnalazione di uno spettacolo benefico svoltosi a Firenze nel marzo 2012. L’evento è concluso e i recapiti indicati non sono più validi. Quanto segue tratta il tema in termini generali e non sostituisce una consulenza professionale.

La ricerca del vero amore

Lo spettacolo giocava sull’infinita ricerca dell’amore autentico, ed è un’ottima porta d’ingresso, perché quella ricerca ha una struttura studiata.

Le persone si dividono, su un continuum, fra due convinzioni implicite sulle relazioni.

Chi ha una credenza di destino pensa che due persone siano compatibili o non lo siano, e che una relazione giusta si riconosca subito.

Chi ha una credenza di crescita pensa che la compatibilità si costruisca affrontando le difficoltà.

La differenza produce comportamenti opposti davanti allo stesso problema: la prima convinzione porta a leggere un conflitto come segnale che la persona non è quella giusta; la seconda a leggerlo come qualcosa su cui lavorare.

Le relazioni delle persone con credenze di crescita durano più a lungo e riferiscono maggiore soddisfazione dopo un conflitto. Ma la prima convinzione ha un vantaggio iniziale: rende più rapido uscire da relazioni che non funzionano.

Quello che accade all’innamoramento

La fase iniziale ha caratteristiche specifiche e transitorie: pensiero focalizzato sull’altro, attivazione elevata, idealizzazione.

Che si attenui non è un segnale negativo: è il decorso ordinario, e la sua permanenza sarebbe incompatibile con il funzionamento quotidiano.

Il punto utile è che l’attenuazione viene spesso interpretata come fine dell’amore, e questa interpretazione (più del cambiamento in sé) è associata all’insoddisfazione.

Cosa distingue le coppie che durano

Le ricerche osservative su coppie seguite nel tempo hanno prodotto risultati piuttosto stabili, alcuni controintuitivi.

  • Il numero di conflitti non distingue le coppie soddisfatte da quelle in difficoltà. Distingue il modo in cui avvengono.
  • Sono predittivi alcuni comportamenti specifici: la critica rivolta alla persona anziché al comportamento, il disprezzo (il più predittivo di tutti) la difensività e la chiusura.
  • Conta molto il rapporto fra scambi positivi e negativi nella quotidianità, più degli episodi eccezionali.
  • La risposta ai tentativi di contatto minimi (un commento, una richiesta di attenzione) pesa più delle grandi occasioni.

Il momento delle buone notizie

Un risultato meno noto e molto pratico: la reazione del partner alle notizie positive predice la soddisfazione della coppia meglio della reazione a quelle negative.

Una risposta attiva e partecipe a un successo dell’altro è associata a legami più forti; una risposta tiepida, o che sposta subito l’attenzione altrove, ha effetti maggiori di quanto la sua banalità suggerisca.

È un dato utile perché individua un comportamento facile da modificare, che di norma nessuno considera.

Sull’idealizzazione

Un ultimo elemento, che complica il quadro in modo interessante.

Vedere il partner in modo un po’ più favorevole di quanto lo vedano gli altri è associato a maggiore soddisfazione e a relazioni più durature, e, in alcuni studi, il partner tende a somigliare nel tempo all’immagine positiva che gli viene attribuita.

Il limite è però identificabile: l’idealizzazione funziona quando riguarda l’interpretazione di caratteristiche reali, non quando nega fatti.

Ed è importante segnalarlo, perché lo stesso meccanismo, applicato a comportamenti dannosi, produce la minimizzazione. Quando ciò che viene reinterpretato favorevolmente è il controllo, l’umiliazione o la violenza, non si tratta di visione positiva del partner: è un segnale di allarme, e il riferimento è il numero antiviolenza 1522.

Domande frequenti

Esiste la persona giusta?

Chi crede che la compatibilità sia data legge i conflitti come prova che l’altro non è quello giusto; chi crede che si costruisca li affronta. Le relazioni del secondo tipo durano più a lungo.

È un brutto segno se l’innamoramento si attenua?

No, è il decorso ordinario: quella fase è per sua natura transitoria. Ciò che incide sull’insoddisfazione è interpretarla come fine dell’amore.

Litigare molto è un problema?

Il numero dei conflitti non distingue le coppie soddisfatte. Contano i comportamenti: critica alla persona, disprezzo (il più predittivo) difensività e chiusura.

Cosa si può cambiare facilmente?

La reazione alle notizie positive del partner: una risposta attiva e partecipe a un suo successo predice la soddisfazione meglio della reazione ai momenti difficili.

La ricerca del vero amore ha una struttura studiata: chi crede che la compatibilità sia data legge ogni conflitto come prova di essersi sbagliato, chi crede che si costruisca lo affronta, e le seconde relazioni durano di più. L’attenuazione dell’innamoramento è normale, e a pesare è l’interpretazione che le si dà. Fra i comportamenti, il numero dei litigi non conta: contano il disprezzo, la critica alla persona e la chiusura. Il dato più utilizzabile riguarda però le buone notizie: come si accoglie un successo dell’altro predice più di come si affrontano le difficoltà.
Resta aggiornato. Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere i prossimi approfondimenti via email. Presto saremo anche sui canali social: continua a seguirci.