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Trivago sostiene Charity: Water tramite Facebook

«Un like, un dollaro donato.» La formula è stata per anni uno dei meccanismi più diffusi della beneficenza online. Vale la pena capire cosa produce davvero in chi clicca, perché gli effetti documentati non sono tutti quelli attesi. Questa pagina riprende la segnalazione di una campagna promozionale del 2011 che legava una donazione al numero […]

Psicolab — Trivago sostiene Charity: Water tramite Facebook
«Un like, un dollaro donato.» La formula è stata per anni uno dei meccanismi più diffusi della beneficenza online. Vale la pena capire cosa produce davvero in chi clicca, perché gli effetti documentati non sono tutti quelli attesi.
Questa pagina riprende la segnalazione di una campagna promozionale del 2011 che legava una donazione al numero di adesioni su un social network. L’iniziativa è conclusa da tempo; quanto segue tratta il meccanismo in termini generali.

Come funziona il meccanismo

Un’azienda si impegna a versare una cifra a un’organizzazione benefica per ogni interazione ricevuta su un canale social, entro una scadenza.

Il gesto richiesto è minimo: nessun esborso, nessun tempo, nessun impegno successivo.

La ricompensa è invece consistente sul piano psicologico: la sensazione di aver contribuito a qualcosa di importante, resa pubblica davanti alla propria rete di contatti.

È proprio questo squilibrio (costo minimo, gratificazione morale piena) che rende il meccanismo interessante da osservare.

Il termine e il dibattito

Questo tipo di adesione a costo nullo viene chiamata slacktivism, sostegno pigro.

La domanda che la ricerca si è posta è precisa: un gesto simbolico funziona da porta d’ingresso verso un impegno maggiore, oppure lo sostituisce?

La risposta dipende da una variabile identificabile, ed è il risultato più utile di tutta questa letteratura.

La variabile decisiva: chi guarda

Gli studi convergono su una distinzione netta fra gesti simbolici pubblici e privati.

Chi compie un gesto simbolico visibile agli altri (un like, una condivisione, un adesivo, un braccialetto) tende successivamente a donare o impegnarsi meno.

Chi compie un primo gesto non visibile tende invece a impegnarsi di più.

La spiegazione proposta riguarda ciò che il gesto serve a ottenere. Se soddisfa un bisogno di apparire come persona coerente con certi valori, quel bisogno risulta assolto e la spinta si esaurisce. Se il gesto è privato, agisce invece sull’immagine che si ha di sé stessi, e da lì spinge alla coerenza.

Il meccanismo della licenza morale

C’è un secondo effetto documentato che conviene conoscere, perché è controintuitivo.

Compiere un’azione moralmente positiva tende ad autorizzare un comportamento successivo meno virtuoso. Non per cinismo: perché il conto morale risulta in attivo, e il margine viene speso.

È stato osservato in ambiti diversi, dagli acquisti sostenibili alle dichiarazioni di equità. Un gesto benefico visibile e privo di costo è, per questo meccanismo, la condizione ideale.

Non significa che le campagne simboliche siano dannose. Significa che il gesto simbolico non è un anticipo di quello reale, e va contato per quello che è.

Il problema dei numeri

Le comunicazioni di questo tipo presentano di norma cifre di grande scala: milioni di persone raggiunte, migliaia di decessi quotidiani evitabili.

Sono dati reali e la loro gravità non è in discussione. Ma è documentato che funzionano male come leva per la generosità.

Il fenomeno è noto: la disponibilità a donare è massima di fronte a una persona identificabile e diminuisce all’aumentare del numero delle vittime. Già passando da una a due persone si osserva un calo.

La spiegazione è che le cifre grandi vengono elaborate in modo astratto, senza risposta emotiva, e che una scala enorme genera la sensazione che il proprio contributo sia irrilevante.

È un’informazione utile a chi comunica per organizzazioni non profit: la statistica serve a dimostrare la serietà del problema, non a muovere le persone.

Cosa resta di valido

Sarebbe un errore concludere che questi meccanismi non servano.

La donazione avviene realmente, e il beneficiario riceve fondi indipendentemente da quanto sia stato profondo il coinvolgimento di chi ha cliccato.

Inoltre la visibilità ha un effetto proprio: vedere che molte persone attorno a noi sostengono qualcosa modifica la percezione di ciò che è normale fare, e le norme percepite influenzano il comportamento più delle informazioni.

Il criterio pratico, per chi partecipa: se un gesto è gratuito, va considerato gratuito. La domanda utile da porsi subito dopo averlo compiuto è se si sarebbe disposti a fare anche qualcosa che costi, perché è in quel momento che il conto morale è appena stato messo in attivo.

Domande frequenti

I gesti simbolici online portano a un impegno maggiore?

Dipende dalla visibilità. I gesti pubblici tendono a ridurre l’impegno successivo, perché soddisfano il bisogno di apparire coerenti; quelli privati tendono ad aumentarlo, agendo sull’immagine di sé.

Cos’è la licenza morale?

La tendenza per cui un’azione virtuosa autorizza un comportamento successivo meno virtuoso: il conto morale risulta in attivo e il margine viene speso. Un gesto visibile e gratuito è la condizione ideale.

Perché le grandi cifre non muovono a donare?

Perché vengono elaborate in modo astratto, senza risposta emotiva, e una scala enorme fa percepire irrilevante il proprio contributo. La disponibilità è massima davanti a una persona identificabile.

Allora queste campagne sono inutili?

No: la donazione avviene comunque, e la visibilità modifica la percezione di cosa sia normale fare, che influisce sul comportamento più delle informazioni. Va solo contata per quello che è.

Il meccanismo «un like, una donazione» ha un costo nullo e una gratificazione morale piena, ed è questo squilibrio a renderlo istruttivo. La ricerca indica che i gesti simbolici pubblici tendono a ridurre l’impegno successivo mentre quelli privati lo aumentano, e che un’azione virtuosa può autorizzare un comportamento meno virtuoso subito dopo. Le grandi cifre, poi, muovono meno di una singola persona identificabile: servono a dimostrare la serietà del problema, non a smuovere. Resta valido che la donazione avviene e che la visibilità cambia ciò che appare normale fare.
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