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The Suri Cruise effect, la Tirannia dei Bambini Viziati

Breve Estratto

Tutti noi, chi più chi meno, siamo avvezzi al gossip, complici anche le vacanze estive, che invitano a indulgere in certe attività, considerate poco edificanti per il restante tempo dell’anno, tipo sfogliare riviste del settore.
Ora, diversi di noi, quindi, ultimamente, si saranno imbattuti, oltre che nelle celebrate e celeberrime nozze dell’anno, anche nei vari servizi fotografici, più, o meno, spontanei, che intercettano la famiglia di Tom Cruise e Katie Holmes, alle prese con la pupa di casa, tale Suri, bambina poco più che cinquenne, peraltro, estremamente graziosa.
Ma, c’è un ma.
Gli stessi frequentatori di riviste, infatti, avranno anche letto che la piccina è stata cresciuta da mamma e papà in un modo, quantomeno, singolare, anche per una piccola mini-diva; la bimba possiede una collezione di scarpine su misura del valore stimato di 170.000 euro, tutte Louboutin, per chi non fosse avvezzo di tacco 12, noto e costosissimo marchio francese per poche elette.
Come se non bastasse, suddette scarpine hanno il tacco, non certo 12, ma almeno 5, per almeno assomigliare alla mamma; la bimba, inoltre, risulta essere assidua frequentatrice di spa e beauty farm di lusso e non esce mai senza un filo di trucco, solo dopo aver scelto lei stessa il proprio look…certo non senza fatica, data la portata del suo guardaroba firmatissimo.
Ogni mattina si alza e fa colazione a letto, scegliendo tra una selezione di tortine e muffin freschissimi, ha una personale carta di credito, una paghetta di 1000 dollari a settimana e uno stuolo di tate; guai a dirle di no, perché pare, sempre secondo le fonti “gossippare”, che le sue sfuriate, rivolte anche contro mamma e papà, siano colossali…si narra anche di un paio di orecchini di diamanti della povera Holmes gettati senza pietà nel wc, ed ora nelle fogne newyorkesi.
Per questo motivo, e non si sa per quali altri, i genitori sono totalmente dipendenti da lei e dai suoi capricci e la soddisfano in tutto e per tutto, compreso il fatto di trasportarla ovunque tenendola in braccio, nonostante sia perfettamente in grado di camminare e piuttosto voluminosa, ormai…dico, andava bene fino a 2 anni, ma adesso?! Il tutto viene realizzato trascinandosi dietro , ovviamente, anche la bambola della piccina e la sua copertina preferita…inutile dire quali sarebbero le conseguenze del dimenticarseli a casa… .
La bambina, in ogni caso, sarà una bambina estremamente felice, se non altro…invece si pensa di no; ogni foto che la ritrae, la vede piangente, o urlante, o priva di espressione, nel migliore dei casi strafottente o con un sorriso tirato, Hollywood made…ma allora, dov’è che sbagliano gli ormai sfiniti coniugi Cruise?!
Fino ad ora, abbiamo scherzato…ma, purtroppo, senza essere lontani dalla realtà; ho volutamente citato questo esempio, iperbolico, per introdurre il nostro argomento, che, al contrario, tocca molte famiglie, italiane e non, ma, soprattutto, appartenenti non al mondo del cinema, ma alla vita di tutti i giorni.
Come mamma, e come professionista osservatrice compulsiva della realtà che mi circonda, ho avuto modo di assistere, ai giardinetti, nei centri commerciali, per la strada, a delle scene simil-Suri, a dir poco raccapriccianti, bambini urlanti che tiraneggiano i genitori, loro si, sull’orlo delle lacrime, che non li ascoltano, gridano loro epiteti molto poco cortesi e, cosa più triste di tutte, non si producono nel benchè minimo gesto di affetto nei loro riguardi.
Da mamma, in primis, ma anche da mediatore, questo ha stimolato in me diverse riflessioni, che mi riportano ai gossip carpiti durante l’estate, prima cosa, questi bambini sono ben lontani da guardaroba e scarpiere milionari, appunto.
Secondariamente, se li si osserva prodursi in queste scenate verso i genitori, si nota sul loro viso un’espressione lontana dalla collera, ma molto più simile al dispiacere e all’impotenza…ma come?! Sono bambini viziati! Che hanno da dispiacersi?! Beh, anche Suri lo è, ma viene da chiedersi, e non solo per deformazione, come mai per lei sia indispensabile muoversi solo in compagnia di non uno, ma ben due, oggetti transizionali, la coperta e la bambola.
Allo steso modo, i piccoli baby-tiranni da me osservati, generalmente si trascinano dietro camioncini o bamboline semi- distrutti, che si tengono ben stretti, quasi con disperazione.
Terza osservazione…in alcuni casi, complici le tipiche chiacchierate tra mamme al parco, ho avuto modo di constatare che i suddetti bambini vivono in belle case, quantomeno confortevoli, hanno almeno un genitore che lavora stabilmente, più spesso tutti e due, e di solito almeno una coppia di nonni a disposizione, trascorrono lunghe vacanze estive ed invernali in compagnia degli uni o degli altri. Molti hanno un animale domestico, e sono figli unici, ma , soprattutto, hanno giornate piene zeppe di impegni, scolastici, sportivi, con gli amici, la mattina escono di casa alle 8 e, se va bene, vi tornano alle 18, riuscendo, spesso, a vedere i genitori solo un paio d’ore dopo, quando, giustamente, ormai tutti sono stanchi e nervosi, per cui lo stare insieme si riduce spesso ad una veloce cena, al massimo un cartone o una favola insieme, e poi a letto, che domani si ricomincia.
Le mamme, ma a volte anche i papà, mi raccontano queste cose esasperati, sottolineando come non facciano mancare niente ai propri figli, che hanno tutto il desiderabile, e anche di più…”ma, dottoressa – mi chiedono, non appena scoprono cosa faccio nella vita – “mi spiega lei dove sbaglio?!”…
E se la chiave fosse proprio nel lasciare loro qualcosa da desiderare?! Nel trascorrere con loro un tempo di qualità, laddove, per giusti e ovvi impegni lavorativi, non possa essere di quantità?!
A nessuno, infatti, viene in mente che la continua richiesta di giocattoli e attività sempre nuovi, poi scartati in tempi brevissimi, e sostituiti con altri, possa essere il sintomo di un vuoto più profondo, di un dolore, in taluni casi.
Mi è capitato di gestire simili situazione in studio, dove, a differenza del parco, ho potuto rispondere proprio in tal senso, suscitando, spesso, lo stupore di chi mi aveva sottoposto il problema, per quanto la soluzione fosse semplice…e, come è risultato da successivi feedback, anche efficace.
Inoltre, in pochi si rendono conto che i bambini, anche piccoli, hanno bisogno di un no, detto con convinzione, motivato, e al momento giusto (Aisha Phillips docet), poiché esso stabilisca un confine di ruoli e di responsabilità, che consentono al bambino di sbagliare, sentendosi comunque tutelato, di imparare dai propri errori, di considerare che gli altri hanno loro stessi sentimenti e necessità che vanno rispettati, anche se adulti…ma, soprattutto, di vivere la leggerezza propria dei suoi anni, sapendo di non dover essere genitore di sé stesso.
Tornando ai coniugi Cruise, mi rendo conto che la vita di una star del cinema sia un po’ più caotica di noi comuni mortali, ma credo che qualche taglio alle tate, alle Louboutin e al guardaroba, e molti disegni in più fatti insieme, gelati mangiati in giardino e, perché no, qualche punizione al momento giusto, potrebbero sortire effetti insperati.
Mentre scrivo, la mia bimba grande, coetanea di Suri, mi interrompe…che faccio, le rispondo a tono, o rischio che l’ultimo regalo luccicoso del marito finisca nel wc;)?!

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