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Resistenza al cambiamento

In psicologia, la resistenza al cambiamento indica la tendenza degli schemi mentali, delle aspettative e dei modelli di relazione a mantenersi stabili nel tempo, opponendosi alla propria revisione anche di fronte a nuove esperienze. Cosa significa resistenza al cambiamento Una prima forma di resistenza al cambiamento si costruisce nel corso dei processi di assimilazione: la […]

Psicolab — Resistenza al cambiamento
In psicologia, la resistenza al cambiamento indica la tendenza degli schemi mentali, delle aspettative e dei modelli di relazione a mantenersi stabili nel tempo, opponendosi alla propria revisione anche di fronte a nuove esperienze.

Cosa significa resistenza al cambiamento

Una prima forma di resistenza al cambiamento si costruisce nel corso dei processi di assimilazione: la rappresentazione di transazioni precedenti influenza ciò che il soggetto, fin da bambino, si aspetta dalla figura di attaccamento e, entro certi limiti, regola la percezione delle nuove esperienze con questa. Le aspettative già consolidate agiscono così come un filtro che tende a confermare sé stesso, orientando l’attenzione verso ciò che è coerente con il modello di partenza.

La resistenza al cambiamento in pratica

Modi di azione e di pensiero che un tempo erano sotto controllo consapevole tendono, con la ripetizione, a diventare abituali e automatici, e quindi meno accessibili. Il guadagno è una maggiore efficienza, perché la richiesta di attenzione si riduce; il prezzo è la perdita di una certa flessibilità. Il fatto che i modelli operativi e le aspettative individuali intervengano nelle interazioni legate all’attaccamento contribuisce a determinare una notevole stabilità del comportamento, che può risultare difficile da modificare anche quando le circostanze esterne cambiano.

Termini correlati

Assimilazione e accomodamento, Modelli Operativi Interni, figura di attaccamento, automatismi cognitivi, flessibilità psicologica.

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