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Psicoterapia e psicodinamica con l’Analisi Transazionale: un’Esperienza

L’analisi transazionale è nota soprattutto per il vocabolario che ha diffuso: stati dell’Io, copione, giochi relazionali. Meno noto è che nasce come sviluppo in senso relazionale della teoria psicoanalitica, e che il suo obiettivo dichiarato era rendere comprensibili alle persone i concetti che le riguardavano. Articolo divulgativo su un volume del 2010 destinato a professionisti. […]

Psicolab — Psicoterapia e psicodinamica con l’Analisi Transazionale: un’Esperienza
L’analisi transazionale è nota soprattutto per il vocabolario che ha diffuso: stati dell’Io, copione, giochi relazionali. Meno noto è che nasce come sviluppo in senso relazionale della teoria psicoanalitica, e che il suo obiettivo dichiarato era rendere comprensibili alle persone i concetti che le riguardavano.
Articolo divulgativo su un volume del 2010 destinato a professionisti. La psicoterapia è di competenza esclusiva di psicoterapeuti abilitati; questo testo non fornisce indicazioni cliniche. Per una difficoltà psicologica il riferimento è uno psicologo o il medico di base.

Di cosa si tratta

L’analisi transazionale è una teoria psicologica con basi empiriche e fenomenologiche, elaborata da Eric Berne negli anni Cinquanta.

Può essere considerata contemporaneamente:

  • una teoria della personalità;
  • una teoria dello sviluppo;
  • una teoria della comunicazione e delle relazioni.

Viene descritta come un’evoluzione in senso relazionale della teoria freudiana, con influenze anche dall’approccio centrato sulla persona di Carl Rogers.

Cosa significa «relazionale»

Vale la pena esplicitarlo, perché è il punto di distinzione.

Il baricentro si sposta da ciò che avviene dentro l’individuo a ciò che avviene tra le persone: l’unità di analisi diventa lo scambio (la transazione) anziché il conflitto interno.

Ne deriva un vantaggio pratico: gli scambi sono osservabili. Si può notare chi parla in quale posizione, come l’altro risponde, quale sequenza si ripete. È materiale verificabile insieme alla persona, e non solo ricostruito.

L’impostazione del volume

Il libro riconduce l’analisi transazionale alla sua matrice psicodinamica originaria, e lo fa attraverso la descrizione della pratica quotidiana di una terapeuta di lunga esperienza.

L’esame procede per casi, coprendo gli strumenti clinici della terapia di gruppo di impostazione berniana e le tecniche di intervento: comprese le operazioni terapeutiche e l’analisi dei sogni.

Cosa non viene trascurato

Merita attenzione l’inclusione di due elementi che nei manuali tendono a essere dati per scontati: l’allestimento del setting e la conduzione del colloquio.

Non sono premesse tecniche. Il setting (spazio, tempi, regole, frequenza) è ciò che rende possibile tutto il resto: definisce un contesto prevedibile in cui l’imprevedibile può emergere.

E la conduzione del colloquio è la competenza su cui poggia qualunque tecnica successiva: una domanda mal posta non produce un dato meno utile, produce un dato diverso.

La struttura del percorso

L’indice del volume ricostruisce l’intero arco del lavoro clinico, e la sequenza è istruttiva:

  • la definizione del ruolo professionale;
  • il setting e il colloquio;
  • il trattamento contrattuale;
  • le tecniche di base;
  • transfert, alleanza e relazione;
  • le fasi del processo;
  • la terapia del copione;
  • il lavoro di gruppo e l’uso dei sogni;
  • la conclusione del percorso.

Il trattamento contrattuale

È l’elemento più caratteristico di questo approccio e merita una spiegazione.

Il contratto è un accordo esplicito tra terapeuta e persona su cosa si intende ottenere dal percorso. Non è una formalità: rende dichiarato ciò che altrimenti resterebbe implicito, e soprattutto rende verificabile se si sta procedendo.

Ha inoltre una conseguenza sul rapporto di potere: se l’obiettivo è concordato anziché stabilito da chi conduce, la persona resta titolare del proprio percorso.

È coerente con l’impostazione complessiva di Berne, che aveva scelto deliberatamente un vocabolario accessibile (Genitore, Adulto, Bambino) perché le persone potessero comprendere i concetti che le riguardavano.

Il copione

L’altro concetto centrale indica un piano di vita costruito precocemente, sulla base delle esperienze e dei messaggi ricevuti, che continua a orientare le scelte senza essere consapevole.

Il lavoro terapeutico consiste nel renderlo riconoscibile, perché ciò che si riconosce può essere messo in discussione, mentre ciò che opera in silenzio si limita a ripetersi.

Una nota sull’ultimo capitolo

La chiusura del volume riguarda l’analisi transazionale come strumento per un’«ecologia dei rapporti sociali».

L’estensione oltre l’ambito clinico è tipica di questo approccio, che ha trovato applicazione anche in ambito educativo e organizzativo.

Va però tenuta ferma una distinzione: usare un vocabolario per leggere le proprie interazioni quotidiane è un conto, condurre un percorso terapeutico è un altro, e richiede formazione e abilitazione specifiche.

Domande frequenti

Cos’è l’analisi transazionale?

Una teoria elaborata da Eric Berne negli anni Cinquanta, che funziona insieme come teoria della personalità, dello sviluppo e della comunicazione. È considerata un’evoluzione in senso relazionale della teoria psicoanalitica.

Cosa significa che sposta il baricentro sulla relazione?

Che l’unità di analisi diventa lo scambio tra le persone anziché il conflitto interno. Il vantaggio è che gli scambi sono osservabili e verificabili insieme alla persona, non solo ricostruiti.

Cos’è il trattamento contrattuale?

Un accordo esplicito su cosa si intende ottenere dal percorso. Rende dichiarato ciò che resterebbe implicito, consente di verificare l’andamento e mantiene la persona titolare del proprio percorso.

Cos’è il copione?

Un piano di vita costruito precocemente sulla base delle esperienze e dei messaggi ricevuti, che continua a orientare le scelte senza essere consapevole. Il lavoro consiste nel renderlo riconoscibile.

L’analisi transazionale sposta l’unità di analisi dal conflitto interno allo scambio tra persone, con un vantaggio concreto: le transazioni sono osservabili e verificabili insieme a chi le compie. Il volume ne ripercorre la pratica clinica includendo elementi spesso dati per scontati, il setting, che definisce un contesto prevedibile entro cui l’imprevedibile può emergere, e la conduzione del colloquio. L’elemento più caratteristico resta il trattamento contrattuale: un accordo esplicito sugli obiettivi che rende verificabile l’andamento e mantiene la persona titolare del proprio percorso, coerentemente con la scelta di Berne di adottare un vocabolario comprensibile a chi ne è oggetto.
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