Una premessa da ridimensionare
Il testo originale attribuisce alla psicologia la capacità di aver previsto la direzione della società e i bisogni futuri. È un’affermazione che va ridimensionata.
La capacità predittiva su fenomeni sociali complessi è, nella ricerca, molto limitata: i confronti sistematici mostrano che le previsioni degli esperti su scenari futuri non superano di molto il caso.
La ricostruzione che attribuisce a una disciplina il merito di prodotti diventati celebri è inoltre esposta al bias del sopravvissuto: si osservano i successi e non gli innumerevoli progetti falliti fondati su premesse analoghe.
Va anche corretto il metodo implicito: chiedere alle persone cosa vorranno funziona male, perché le previsioni sui propri comportamenti futuri sono sistematicamente inaccurate. Il contributo utile arriva dall’osservazione di cosa fanno, non dalla dichiarazione di cosa desiderano.
Cosa la psicologia dà davvero al design
Il repertorio solido esiste, ed è più concreto di qualsiasi previsione.
- I vincoli percettivi: leggibilità, contrasto, organizzazione visiva. I principi gestaltici (vicinanza, somiglianza, chiusura) descrivono come si raggruppano automaticamente gli elementi.
- I limiti dell’attenzione e della memoria di lavoro: la quantità di informazione gestibile simultaneamente è ridotta, e ogni elemento aggiuntivo ha un costo.
- Le affordance e i segni che indicano come si usa un oggetto: quando un manico suggerisce di tirare una porta che va spinta, l’errore è di progetto, non della persona.
- La compatibilità fra comando ed effetto: la corrispondenza spaziale fra manopole e fuochi di un piano cottura riduce gli errori più di qualsiasi etichetta.
- La tolleranza all’errore: prevedere che gli errori avvengano e renderli reversibili, anziché assumere un utente attento.
Un punto centrale, spesso attribuito alla percezione ma di natura diversa: la bellezza influenza il giudizio di usabilità. Gli oggetti percepiti come belli vengono valutati più usabili anche quando non lo sono, il che rende necessario testare, non solo mostrare.
Sulla creatività
Il testo lamenta una saturazione che rende difficile essere innovativi. Vale la pena osservare come funziona davvero l’innovazione.
La maggior parte delle innovazioni deriva dalla ricombinazione di elementi esistenti provenienti da domini diversi, non dalla generazione di qualcosa di inedito. La somiglianza fra progetti non è quindi un sintomo di esaurimento, ma il modo ordinario in cui il campo procede.
Va aggiunto un risultato controintuitivo: i vincoli (di costo, materiale, tempo) tendono ad aumentare l’originalità delle soluzioni anziché ridurla, perché impediscono di ripiegare sulla risposta più immediata.
E va corretto un metodo diffuso: il gruppo che genera idee insieme ne produce meno, e meno originali, della somma degli stessi individui che lavorano separatamente. La sequenza efficace è generare da soli, valutare insieme.
Il confine etico
Una parte delle conoscenze psicologiche applicate al progetto riguarda l’influenza sulle decisioni, ed è opportuno nominare il limite.
Effetti come l’opzione predefinita (ciò che è preselezionato viene scelto molto più spesso) o l’ancoraggio sui prezzi sono reali e ampiamente utilizzati.
Diventano problematici quando il progetto rende deliberatamente difficile ciò che l’utente vuole fare: iscrizioni immediate e disdette laboriose, consensi preselezionati, urgenza artificiale. Sono pratiche note come schemi ingannevoli, e in Europa sono oggetto di normative specifiche.
Il criterio pratico è semplice: la stessa conoscenza può ridurre l’errore o sfruttarlo. La differenza sta nel fatto che l’esito favorisca chi usa l’oggetto o chi lo vende.
Domande frequenti
La psicologia permette di prevedere i bisogni futuri?
No: la capacita predittiva sui fenomeni sociali complessi e molto limitata. Il contributo utile viene dall’osservare cosa le persone fanno, non dal chiedere cosa vorranno.
Cosa offre concretamente al design?
Vincoli percettivi, limiti di attenzione e memoria, affordance, compatibilita fra comando ed effetto e progettazione tollerante all’errore.
Il mercato e saturo di idee simili?
La somiglianza e il modo ordinario in cui l’innovazione procede: quasi tutto nasce da ricombinazione. E i vincoli tendono ad aumentare l’originalita, non a ridurla.
Quando l’uso della psicologia diventa manipolatorio?
Quando il progetto rende deliberatamente difficile cio che l’utente vuole fare: disdette laboriose, consensi preselezionati, urgenza artificiale. In Europa sono pratiche regolate.