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Libri

Il Lato Appassionante dell’Indagine Psicoanalitica

“Psicoanalisi in giallo” è il saggio scritto da sette psicoanalisti nei panni di Colombo e Montalbano, edito da Cortina.
Che uso ha fatto Hitchcock della psicoanalisi? E, soprattutto, che uso può fare la psicoanalisi di Hitchcock?
In fondo, la domanda di base della psicoanalisi è la stessa del cinema e del romanzo poliziesco: di chi è la colpa? Dunque, il modo in cui funziona un giallo e quello in cui si dipana un’analisi sono affini e i meccanismi della detective story possono essere a pieno titolo accostati ai metodi dell’indagine psicoanalitica, come fanno, con risultati per http:\\/\\/psicolab.neta scontati, gli autori di questo libro.
Si tratta, in entrambi i casi, di una congettura in cui il colpevole non risulta facilmente identificabile. Se il commissario Montalbano o il tenente Colombo procedono guidati da ragione e scienza, sicuri del trionfo della verità, da parte sua l’analista, attento osservatore delle vicende del paziente, è mosso dalla convinzione che il suo intervento interpretativo porterà alla soluzione migliore. Insomma, un testo a più voci che guiderà il lettore in un mondo speciale, dove il modo migliore per conoscere la realtà è mettere in gioco la fantasia.
Un’idea sorprendente, un’immagine cinematografica: sette psicoanalisti che indossano l’impermeabile come Colombo o passeggiano come Montalbano fino al molo e riflettono sul rapporto tra l’indagine piscoanalitica e l’indagine poliziesca, accomunate principalmente dalla tensione a dare una risposta alla domanda “Di chi è la colpa?”.
Gli autori sono sette specialisti appartenenti alla Spi (Società psicoanalitica italiana), uniti dall’intenzione di riflettere su ruoli e metodi della professione: Giuseppe Civitarese, Maurizio Collovà, Antonino Ferro, Giovanni Foresti, Fulvio Mazzacane, Elena Molinari, Pierluigi Politi. Ognuno di loro prende a prestito personaggi di fantasia tratti dalla letteratura, dalla cinematografia e dal fumetto di genere per analizzare il racconto del paziente, con l’effetto non secondario di rendere i “casi” una lettura più comprensibile e appassionante per il lettore profano.
Dai bassifondi di Ed McBain, al tenente Colombo e all’Adamsberg di Fred Vargas, l’ottica adottata dagli autori si fonda su alcuni assunti: il fatto che il racconto del paziente possa essere letto a più livelli, e dunque possa essere analizzato con successo anche nella sua rivelatoria struttura narrativa; la figura dello psicoanalista “eroe”, investigatore che si immerge nell’indagine con tutta la sua capacità interpretativa e il suo personale metodo; infine l’epilogo, che come ogni “risoluzione del caso” non necessariamente è edificante, anzi spesso lascia zone d’ombra difficilmente sondabili.
Dalla prefazione: “Un analista consapevole di poter diventare, nel gioco delle emozioni e degli assetti relazionali che pervadono il campo, colpevole o vittima nel giro di pochi minuti. Continuamente in oscillazione tra l’investigare e l’essere investigato. Una conseguenza di tale evoluzione è che, come accade allo stile investigativo dei protagonisti del romanzo giallo, lo stile dell’analista si modella sulla sua personalità e sulle sue esperienze lavorative ed extralavorative. Si crea un inevitabile cortocircuito tra vita personale e professionale. Le varie componenti della sua personalità assumeranno una maggiore o minore rilevanza all’interno di ogni singola analisi. Questo sarà funzionale al lasciare emergere le narrazioni che urgono nella mente del paziente”.

AA.VV.
Psicoanalisi in giallo. L’analista come detective
Raffaello Cortina Editore
Un libro di 208 pp.
18,00 Euro
Staff

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