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Natura e funzione dei MOI nell'Attaccamento

I Modelli Operativi Interni sono uno dei concetti piu importanti della teoria dell’attaccamento di John Bowlby. Sono rappresentazioni mentali che ciascuno di noi costruisce, fin dai primi anni di vita, a partire dalle relazioni con le figure di accudimento. Guidano il modo in cui percepiamo gli altri, ci facciamo aspettative sulle relazioni e reagiamo alle […]

Psicolab — Natura e funzione dei MOI nell'Attaccamento
I Modelli Operativi Interni sono uno dei concetti piu importanti della teoria dell’attaccamento di John Bowlby. Sono rappresentazioni mentali che ciascuno di noi costruisce, fin dai primi anni di vita, a partire dalle relazioni con le figure di accudimento. Guidano il modo in cui percepiamo gli altri, ci facciamo aspettative sulle relazioni e reagiamo alle situazioni, soprattutto nei momenti di ansia o di bisogno. Capire cosa sono e come funzionano aiuta a comprendere perche le esperienze affettive precoci lasciano un’impronta cosi profonda.

Cosa sono i Modelli Operativi Interni

Secondo Bowlby, gli individui, nel corso dell’interazione con il proprio ambiente, costruiscono dei Modelli Operativi Interni, indicati con la sigla MOI e noti in inglese come Internal Working Models. Si tratta di rappresentazioni del mondo fisico e sociale che ci circonda. Al loro interno rientrano in particolare i modelli di se, i modelli delle figure di accudimento e, soprattutto, il modello di se-con-l’altro, cioe la rappresentazione di come funziona la relazione tra il soggetto e chi si prende cura di lui.

Questi modelli non sono semplici fotografie della realta. Bowlby li descrive come strutture mentali che veicolano la percezione e l’interpretazione degli eventi. In altre parole, non registriamo passivamente cio che accade: filtriamo e interpretiamo le esperienze relazionali attraverso i modelli che abbiamo costruito, e sulla base di questi ci formiamo aspettative su come andranno le cose nella nostra vita di relazione.

Perche si chiamano modelli operativi

La scelta dei due termini, modello e operativo, non e casuale e aiuta a comprendere la natura di queste rappresentazioni. Esse non sono costruite dall’individuo come copie esatte del mondo reale. Sono piuttosto strutture mentali che contengono le diverse configurazioni dei fenomeni del mondo, nelle loro dimensioni spaziale, temporale e causale, e che possono essere modificate dal soggetto nel corso del tempo.

La parola modello richiama proprio l’idea di una rappresentazione interna, una sorta di mappa della realta relazionale. Il termine operativo suggerisce invece che si tratta di rappresentazioni su cui l’individuo puo mentalmente operare: puo cioe usarle attivamente per generare previsioni, simulare scenari e orientare le proprie scelte. I MOI, in questo senso, non sono depositi statici di ricordi, ma strumenti di lavoro della mente, dinamici e in linea di principio aggiornabili.

A cosa servono i MOI

La funzione principale dei Modelli Operativi Interni e consentire all’individuo di muoversi con efficacia nel mondo delle relazioni. Grazie ad essi la persona puo analizzare le diverse alternative offerte dalla realta e optare per quella ritenuta migliore. Puo inoltre reagire alle situazioni future prima ancora che queste si presentino, anticipandole mentalmente, e puo utilizzare la conoscenza degli eventi passati per affrontare quelli presenti. In definitiva, i MOI permettono di scegliere una modalita di azione ottimale in relazione agli eventi.

Prevedere il comportamento dell’altro

Una delle funzioni piu preziose dei MOI riguarda la capacita di previsione. Questi modelli permettono al bambino, e successivamente all’adulto, di prevedere il comportamento dell’altro e di guidare di conseguenza le proprie risposte. Sapere, sia pure implicitamente, cosa aspettarsi da una figura di riferimento consente di regolare in anticipo il proprio modo di agire. Questa funzione diventa particolarmente evidente e importante nelle situazioni di ansia o di bisogno, quando la persona ha necessita di sapere se puo contare sull’altro e in che modo.

Anticipare invece di reagire

Grazie ai modelli operativi, l’individuo non e costretto a reagire ogni volta come se fosse la prima. Puo attingere all’esperienza passata per orientarsi nel presente e per prepararsi a cio che potrebbe accadere. Questa capacita di anticipazione ha un evidente valore adattivo: consente di risparmiare risorse mentali, di ridurre l’incertezza e di rispondere in modo piu efficace alle richieste dell’ambiente relazionale.

MOI ed esperienze relazionali precoci

I Modelli Operativi Interni si costruiscono a partire dalle prime relazioni di accudimento e portano con se l’impronta di quelle esperienze. Un bambino che sperimenta figure di riferimento disponibili e sensibili ai suoi bisogni tendera a costruire modelli in cui l’altro e percepito come affidabile e se stesso come degno di cura e attenzione. Al contrario, esperienze di accudimento imprevedibile o poco sensibile possono dare origine a modelli caratterizzati da aspettative diverse. Sono proprio questi modelli, interiorizzati precocemente, a orientare in seguito il modo in cui la persona entra in relazione con gli altri.

Questo spiega perche la teoria dell’attaccamento attribuisca tanta importanza alle relazioni dei primi anni di vita. I MOI costituiscono il ponte attraverso cui l’esperienza affettiva precoce continua a influenzare, anche a distanza di tempo, il modo in cui percepiamo noi stessi e gli altri, ci aspettiamo determinati comportamenti e reagiamo nelle situazioni relazionali significative.

Un aspetto interessante e che i MOI tendono a operare in gran parte al di fuori della consapevolezza. Non li richiamiamo volontariamente ogni volta che entriamo in relazione: agiscono come filtri automatici che orientano attese e reazioni prima ancora che ce ne accorgiamo. Proprio per questo possono risultare tanto potenti quanto difficili da riconoscere. La loro azione silenziosa aiuta a comprendere perche certe modalita relazionali si ripropongano nella vita di una persona anche quando questa vorrebbe, a livello consapevole, comportarsi diversamente.

Modelli stabili ma non immutabili

Un aspetto fondamentale dei MOI e che, pur tendendo alla stabilita, non sono rigidamente immutabili. Proprio la loro natura operativa implica che possano essere modificati dal soggetto. Nuove esperienze relazionali, specie se ripetute e significative, possono in linea di principio contribuire a ristrutturare i modelli costruiti in precedenza. Questa possibilita di revisione ha implicazioni importanti: da un lato spiega la continuita che spesso si osserva nelle modalita relazionali di una persona, dall’altro lascia aperta la strada al cambiamento, sostenuto da relazioni diverse e correttive. I MOI, dunque, raccontano insieme la forza dell’esperienza precoce e la possibilita, mai del tutto chiusa, di riscrivere il proprio modo di stare in relazione.

Domande frequenti

Cosa sono i Modelli Operativi Interni nella teoria dell’attaccamento?

Sono rappresentazioni mentali, teorizzate da Bowlby, che l’individuo costruisce a partire dalle interazioni con l’ambiente e, in particolare, con le figure di accudimento. Comprendono i modelli di se, delle figure di accudimento e di se-con-l’altro. Guidano la percezione e l’interpretazione degli eventi e permettono di formulare previsioni e aspettative sulla propria vita relazionale.

Perche si chiamano modelli operativi?

Perche non sono copie esatte della realta, ma strutture mentali su cui l’individuo puo attivamente operare. Il termine modello richiama l’idea di una rappresentazione interna della realta relazionale, mentre operativo indica che tali rappresentazioni possono essere usate per generare previsioni e possono essere modificate dal soggetto nel corso del tempo.

A cosa servono i MOI?

Servono a orientarsi nel mondo delle relazioni. Consentono di analizzare le alternative e scegliere quella migliore, di anticipare le situazioni future, di usare l’esperienza passata per affrontare il presente e di prevedere il comportamento dell’altro guidando le proprie risposte. Questa funzione e particolarmente importante nelle situazioni di ansia o di bisogno.

I Modelli Operativi Interni si possono modificare?

Si. Pur tendendo alla stabilita, i MOI non sono immutabili: la loro stessa natura operativa implica che possano essere modificati dal soggetto. Nuove esperienze relazionali significative possono contribuire a ristrutturare i modelli costruiti in precedenza, aprendo la possibilita al cambiamento pur nel contesto di una generale continuita.

I Modelli Operativi Interni sono le rappresentazioni mentali, teorizzate da Bowlby, con cui interpretiamo le relazioni, prevediamo il comportamento degli altri e orientiamo le nostre risposte, soprattutto nei momenti di ansia o bisogno. Costruiti a partire dalle prime esperienze di accudimento, sono stabili ma non immutabili: la loro natura operativa lascia sempre aperta la possibilita di rivederli attraverso nuove relazioni significative.
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