Il profilo criminale
La tecnica consiste nel dedurre caratteristiche dell’autore di un reato (età, occupazione, tratti, modalità di vita) dalle caratteristiche della scena e delle azioni.
Le verifiche empiriche hanno prodotto risultati deludenti.
Gli studi che confrontano profili redatti da esperti con quelli redatti da persone senza formazione specifica rilevano differenze modeste o nulle nell’accuratezza.
L’assunto di fondo (che caratteristiche stabili della persona si esprimano in modo coerente attraverso le scene) è in tensione con quanto sappiamo sulla variabilità situazionale del comportamento: le persone si comportano in modo meno coerente attraverso i contesti di quanto la tecnica richieda.
E le classificazioni più diffuse, come la distinzione fra autori organizzati e disorganizzati, non hanno retto alle analisi statistiche.
Perché sembra funzionare
Due meccanismi lo spiegano.
I profili contengono spesso affermazioni ambigue o ad alta base statistica (l’autore è un uomo, ha problemi relazionali, conosce la zona) che risultano confermate quasi sempre. È l’effetto per cui descrizioni generiche appaiono personalmente accurate.
E la valutazione avviene dopo l’identificazione: si rilegge il profilo alla luce del colpevole noto, e le corrispondenze risaltano mentre gli errori non vengono registrati.
Va aggiunto che un profilo errato non è neutro: può orientare le indagini su una direzione sbagliata, e ci sono casi documentati in cui è accaduto.
La grafologia
Il testo cita l’analisi della scrittura fra i contenuti formativi.
Va detto senza ambiguità: la grafologia come strumento per inferire personalità o attitudini non ha validità. È fra le tecniche più ripetutamente falsificate, con studi che non rilevano accuratezza superiore al caso.
È cosa diversa dall’esame documentale forense, che confronta scritture per stabilire se provengano dalla stessa mano: una disciplina tecnica con statuto differente, benché anch’essa oggetto di revisione critica negli ultimi anni.
Gli interrogatori
È l’ambito con le prove più solide e le conseguenze più gravi.
Le tecniche di interrogatorio accusatorie (confronto, presunzione di colpevolezza, minimizzazione della gravità, presentazione di prove inesistenti) sono associate a un rischio documentato di confessioni false.
Non è un’eventualità teorica: fra i casi di condanne poi ribaltate da prove genetiche, una quota rilevante includeva una confessione.
Il rischio è maggiore nei minori, nelle persone con disabilità intellettiva e in condizioni di privazione di sonno.
Le tecniche investigative (colloqui basati sulla raccolta del racconto, domande aperte, presentazione strategica delle informazioni) producono più informazione accurata e meno confessioni false, e sono raccomandate dalle linee guida internazionali.
Sul riconoscere la menzogna
Un ultimo punto, con dati netti.
L’accuratezza nel distinguere verità e menzogna dall’osservazione del comportamento è, nelle sintesi disponibili, di poco superiore al caso, e non migliora con l’esperienza professionale, mentre aumenta la sicurezza con cui si giudica.
I segnali comportamentali comunemente ritenuti indicativi (sguardo sfuggente, agitazione) non hanno un legame affidabile con la menzogna.
Ciò che migliora l’accuratezza è il contenuto: dettagli verificabili, coerenza con altre informazioni, capacità di raccontare in ordine inverso.
Domande frequenti
Il profilo criminale funziona?
Le verifiche rilevano accuratezza modesta e differenze scarse fra esperti e non esperti. Le classificazioni più diffuse non hanno retto alle analisi statistiche.
Perché sembra accurato?
Perché contiene affermazioni generiche o molto probabili, e perché viene riletto dopo l’identificazione: le corrispondenze risaltano, gli errori non vengono registrati.
La grafologia dice qualcosa sulla personalità?
No, ed è fra le tecniche più ripetutamente falsificate. È cosa diversa dall’esame documentale forense, che confronta scritture per attribuirle a una mano.
Si riconosce chi mente?
L’accuratezza è di poco superiore al caso e non migliora con l’esperienza, mentre aumenta la sicurezza. Ciò che aiuta è il contenuto verificabile, non il comportamento.