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Master in Criminologia e Profiling

Il profilo criminale è la tecnica investigativa più rappresentata dalla narrativa e fra le meno sostenute dalle verifiche. Vale la pena distinguere ciò che ha prove da ciò che ne ha poche, e da ciò che ne ha contro. Questa pagina prende spunto dalla segnalazione di un percorso formativo del 2013. Il corso è concluso. […]

Psicolab — Master in Criminologia e Profiling
Il profilo criminale è la tecnica investigativa più rappresentata dalla narrativa e fra le meno sostenute dalle verifiche. Vale la pena distinguere ciò che ha prove da ciò che ne ha poche, e da ciò che ne ha contro.
Questa pagina prende spunto dalla segnalazione di un percorso formativo del 2013. Il corso è concluso. Articolo divulgativo. In Italia «criminologo» e «profiler» non corrispondono a professioni ordinistiche: gli atti riservati alla psicologia richiedono l’iscrizione all’albo.

Il profilo criminale

La tecnica consiste nel dedurre caratteristiche dell’autore di un reato (età, occupazione, tratti, modalità di vita) dalle caratteristiche della scena e delle azioni.

Le verifiche empiriche hanno prodotto risultati deludenti.

Gli studi che confrontano profili redatti da esperti con quelli redatti da persone senza formazione specifica rilevano differenze modeste o nulle nell’accuratezza.

L’assunto di fondo (che caratteristiche stabili della persona si esprimano in modo coerente attraverso le scene) è in tensione con quanto sappiamo sulla variabilità situazionale del comportamento: le persone si comportano in modo meno coerente attraverso i contesti di quanto la tecnica richieda.

E le classificazioni più diffuse, come la distinzione fra autori organizzati e disorganizzati, non hanno retto alle analisi statistiche.

Perché sembra funzionare

Due meccanismi lo spiegano.

I profili contengono spesso affermazioni ambigue o ad alta base statistica (l’autore è un uomo, ha problemi relazionali, conosce la zona) che risultano confermate quasi sempre. È l’effetto per cui descrizioni generiche appaiono personalmente accurate.

E la valutazione avviene dopo l’identificazione: si rilegge il profilo alla luce del colpevole noto, e le corrispondenze risaltano mentre gli errori non vengono registrati.

Va aggiunto che un profilo errato non è neutro: può orientare le indagini su una direzione sbagliata, e ci sono casi documentati in cui è accaduto.

La grafologia

Il testo cita l’analisi della scrittura fra i contenuti formativi.

Va detto senza ambiguità: la grafologia come strumento per inferire personalità o attitudini non ha validità. È fra le tecniche più ripetutamente falsificate, con studi che non rilevano accuratezza superiore al caso.

È cosa diversa dall’esame documentale forense, che confronta scritture per stabilire se provengano dalla stessa mano: una disciplina tecnica con statuto differente, benché anch’essa oggetto di revisione critica negli ultimi anni.

Gli interrogatori

È l’ambito con le prove più solide e le conseguenze più gravi.

Le tecniche di interrogatorio accusatorie (confronto, presunzione di colpevolezza, minimizzazione della gravità, presentazione di prove inesistenti) sono associate a un rischio documentato di confessioni false.

Non è un’eventualità teorica: fra i casi di condanne poi ribaltate da prove genetiche, una quota rilevante includeva una confessione.

Il rischio è maggiore nei minori, nelle persone con disabilità intellettiva e in condizioni di privazione di sonno.

Le tecniche investigative (colloqui basati sulla raccolta del racconto, domande aperte, presentazione strategica delle informazioni) producono più informazione accurata e meno confessioni false, e sono raccomandate dalle linee guida internazionali.

Sul riconoscere la menzogna

Un ultimo punto, con dati netti.

L’accuratezza nel distinguere verità e menzogna dall’osservazione del comportamento è, nelle sintesi disponibili, di poco superiore al caso, e non migliora con l’esperienza professionale, mentre aumenta la sicurezza con cui si giudica.

I segnali comportamentali comunemente ritenuti indicativi (sguardo sfuggente, agitazione) non hanno un legame affidabile con la menzogna.

Ciò che migliora l’accuratezza è il contenuto: dettagli verificabili, coerenza con altre informazioni, capacità di raccontare in ordine inverso.

Domande frequenti

Il profilo criminale funziona?

Le verifiche rilevano accuratezza modesta e differenze scarse fra esperti e non esperti. Le classificazioni più diffuse non hanno retto alle analisi statistiche.

Perché sembra accurato?

Perché contiene affermazioni generiche o molto probabili, e perché viene riletto dopo l’identificazione: le corrispondenze risaltano, gli errori non vengono registrati.

La grafologia dice qualcosa sulla personalità?

No, ed è fra le tecniche più ripetutamente falsificate. È cosa diversa dall’esame documentale forense, che confronta scritture per attribuirle a una mano.

Si riconosce chi mente?

L’accuratezza è di poco superiore al caso e non migliora con l’esperienza, mentre aumenta la sicurezza. Ciò che aiuta è il contenuto verificabile, non il comportamento.

Il profilo criminale ha accuratezza modesta e sembra funzionare per due ragioni note: contiene affermazioni molto probabili e viene riletto dopo l’identificazione. La grafologia applicata alla personalità non ha validità, ed è cosa diversa dall’esame documentale. L’ambito con le conseguenze più gravi resta l’interrogatorio: le tecniche accusatorie producono confessioni false, e le condanne poi ribaltate lo documentano. E riconoscere la menzogna dal comportamento non funziona, mentre aumenta la sicurezza di chi giudica.
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