L’opera e la sua riduzione
La Mandragola è la commedia più rappresentativa del Rinascimento italiano. La versione di Alberto Lattuada la porta sullo schermo nel 1965, restituendo un testo la cui denuncia (corruzione, raggiro, interesse personale) non ha perso attualità.
Lo scenario è Firenze, 1520.
L’intreccio
Tutto comincia con una cena durante la quale Callimaco si infatua di Lucrezia, moglie di messer Nicia: un notaio gretto, imbottito di cultura pedantesca e disposto a qualunque espediente pur di ottenere un erede.
Con l’aiuto dell’amico Ligurio, del servo Siro e di fra’ Timoteo, Callimaco si finge un illustre medico e convince l’anziano marito a far bere alla moglie una pozione di mandragola.
Il meccanismo dell’inganno
La pozione, si sostiene, guarisce dalla sterilità, ma può causare la morte del primo uomo che abbia un rapporto con la donna che l’ha assunta.
Terrorizzato, Nicia acconsente che sia un estraneo a consumare quel primo rapporto: un malcapitato verrà preso per strada e fatto giacere con Lucrezia, che si oppone. Naturalmente sarà Callimaco, travestito, a essere «casualmente» scelto.
Lucrezia cede alle pressioni della madre Sostrata e di fra’ Timoteo (descritto efficacemente come una figura mossa non dalla paura ma dal denaro) e subisce quella che il testo stesso definisce una profanazione del proprio corpo.
Vale la pena essere espliciti: ciò che la commedia mette in scena come astuzia è un consenso ottenuto con la frode, reso possibile dalla complicità di tutte le figure che avrebbero dovuto proteggerla, il marito, la madre, il confessore. È questo, più della beffa, l’oggetto reale della satira di Machiavelli.
Il rovesciamento finale
Quando l’inganno le viene svelato, Lucrezia compie il gesto che dà spessore al personaggio: decide di garantirsi per sempre ciò che gli altri le hanno imposto per una notte, presentandolo come obbedienza al volere divino.
Callimaco diventa il suo amante, mentre Nicia (che aveva mostrato totale indifferenza verso le conseguenze morali del proprio gesto) finirà per crescere un figlio non suo.
Sul piano psicologico è un passaggio notevole: Lucrezia trasforma una condizione subita in una scelta, riprendendo controllo nell’unico spazio che le è concesso. Non è un lieto fine, ed è probabilmente il momento più moderno dell’opera.
Le scelte del regista
Lattuada segue la costruzione e il linguaggio del testo originale, mettendo in risalto i rinvii ai temi del Decameron incentrati sul raggiro a danno di mariti sciocchi.
Aggiunge però scene di sua invenzione, in particolare i tentativi grotteschi di Nicia per curare la sterilità della moglie: dal bagno nel pepe indiano al sasso bollente appoggiato sul ventre.
L’aggiunta non stona: rende anzi più evidente l’ingegnosità di Ligurio e la sua capacità di cogliere al volo ciò che la situazione richiede.
Le differenze rispetto al testo
Tre scarti principali rispetto alla commedia:
- il «rapimento» di Callimaco, che nel testo avviene senza intoppi, nel film passa per l’aggressione a un passante sbagliato e per l’incontro con il bargello, evitato spacciando il malcapitato per indemoniato;
- il primo incontro tra Callimaco e Ligurio, che nella commedia precede l’inizio della vicenda, nel film si colloca quasi a metà dell’opera;
- l’idea della mandragola, che nel film nasce dall’incontro del servo con un negromante entusiasta delle proprietà della pianta.
Quest’ultima invenzione, osserva l’autore, è coerente con la tendenza di Machiavelli a trarre esperienza dalla quotidianità.
Perché regge ancora
Al di là delle personalizzazioni, si coglie una sintonia tra autore e regista.
Il Machiavelli autentico resta presente tra le righe, con il suo sorriso amaro sui tempi che gli sono toccati e il bisogno di indagare i fatti per trasformarli in strumento di comprensione del potere.
È il motivo per cui l’opera continua a parlare: non descrive vizi eccezionali, ma il funzionamento ordinario di un sistema in cui ciascuno persegue il proprio interesse e la vittima è chi ha meno potere contrattuale.
Domande frequenti
Qual è la trama della Mandragola?
Callimaco, innamorato di Lucrezia, si finge medico e convince il marito di lei a somministrarle una pozione presentata come cura per la sterilità ma letale per il primo uomo che la possieda: così da farsi scegliere lui stesso come vittima designata.
In cosa la versione di Lattuada differisce dal testo?
Segue costruzione e linguaggio originali ma aggiunge scene inventate, sposta l’incontro tra Callimaco e Ligurio a metà opera e fa nascere l’idea della mandragola dall’incontro con un negromante.
Come va letta la figura di Lucrezia?
Come vittima di un inganno reso possibile dalla complicità di marito, madre e confessore. Il suo gesto finale (trasformare in scelta ciò che le è stato imposto) è il momento in cui riprende controllo nell’unico spazio concesso.
Perché l’opera resta attuale?
Perché non descrive vizi eccezionali ma il funzionamento ordinario di un sistema in cui ciascuno persegue il proprio interesse, e chi ha meno potere contrattuale ne paga il prezzo.