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A maggio tornano a fiorire le iniziative psicologiche del MIP 3

Rivolgersi a uno psicologo è ancora, per molte persone, un passo che si rimanda. Non per mancanza di bisogno, ma per pregiudizi su chi ci va, incertezza su cosa accada davvero e difficoltà a fare il primo contatto. Le iniziative di informazione psicologica nascono per rimuovere esattamente questi ostacoli. Le iniziative descritte sono a carattere […]

Psicolab — A maggio tornano a fiorire le iniziative psicologiche del MIP 3
Rivolgersi a uno psicologo è ancora, per molte persone, un passo che si rimanda. Non per mancanza di bisogno, ma per pregiudizi su chi ci va, incertezza su cosa accada davvero e difficoltà a fare il primo contatto. Le iniziative di informazione psicologica nascono per rimuovere esattamente questi ostacoli.
Le iniziative descritte sono a carattere informativo e divulgativo. Per esigenze cliniche è necessario rivolgersi a professionisti sanitari abilitati e iscritti all’albo, o ai servizi territoriali competenti.

Cos’è un mese di informazione psicologica

L’idea, promossa da comunità professionali di psicologi su base volontaria, consiste nel dedicare un periodo dell’anno a iniziative diffuse su tutto il territorio.

La formula prevede due componenti:

  • la disponibilità di colloqui gratuiti per chi ne faccia richiesta, presso lo studio più vicino al luogo di residenza;
  • seminari, incontri tematici e gruppi esperienziali aperti, ospitati negli studi professionali o in spazi pubblici.

La scala è significativa: nelle edizioni consolidate hanno partecipato centinaia di professionisti in tutte le città italiane, con centinaia di iniziative gratuite.

Gli obiettivi dichiarati

Le finalità sono sette, e vale la pena leggerle perché descrivono con precisione gli ostacoli che si intende rimuovere:

  • diffondere una cultura del benessere psicologico;
  • sensibilizzare alla prevenzione del disagio psichico;
  • facilitare l’incontro con lo psicologo e con lo psicoterapeuta;
  • divulgare informazioni corrette e sfatare pregiudizi su queste figure professionali;
  • promuovere la cultura psicologica;
  • far conoscere i diversi ambiti di applicazione della psicologia;
  • fare chiarezza sulla professionalità di psicologi e psicoterapeuti.

Sono tre le barriere che questi obiettivi affrontano: informativa (non si sa cosa faccia uno psicologo), culturale (chi ci va viene giudicato), pratica (non si sa come e a chi rivolgersi).

La gratuità e l’apertura al pubblico agiscono su tutte e tre insieme: entrare in uno studio per un seminario è molto meno impegnativo che entrarci per un primo appuntamento.

I temi che ricorrono

La rassegna degli incontri offre uno spaccato interessante di ciò per cui le persone cercano aiuto.

L’ansia

Tra i temi più frequenti. Gli incontri tipici affrontano come funziona l’ansia, quali comportamenti contribuiscono a mantenerla e cosa si può fare per gestirla.

Il secondo punto è particolarmente utile: molte strategie adottate per ridurre l’ansia (evitare le situazioni temute, cercare rassicurazioni continue) la alimentano nel medio periodo. Saperlo cambia il modo di affrontarla.

La coerenza tra sentire, pensare e agire

Un tema di grande rilevanza: una parte importante del disagio personale e relazionale deriva da conflitti interni, cioè dall’incoerenza tra ciò che si sente sul piano emotivo, ciò che si pensa sul piano cognitivo e ciò che si fa sul piano comportamentale.

È una descrizione precisa di un’esperienza comune: sapere una cosa, sentirne un’altra, farne una terza.

I disturbi del comportamento alimentare

Affrontati in contesti di riflessione, ascolto e dialogo. La scelta di trattarli in incontri informativi aperti ha una funzione precisa: sono condizioni che spesso restano a lungo non riconosciute, anche da chi le vive.

Rabbia e aggressività

Gli incontri su questo tema affrontano la definizione della rabbia, le sue manifestazioni psicofisiche, la differenza tra rabbia e comportamento aggressivo (distinzione essenziale) le sue funzioni e le tecniche di gestione.

Il punto centrale è che la rabbia è un’emozione con funzioni utili, mentre l’aggressività è un comportamento: confonderle porta a reprimere la prima anziché regolare il secondo.

La coppia e la separazione

Due filoni distinti. Il primo riguarda l’integrazione tra aspetti cognitivi ed emotivi per migliorare il rapporto con sé stessi e con il partner, attraversando le fasi evolutive della coppia e le sue crisi.

Il secondo (particolarmente importante) riguarda la tutela dei figli nelle separazioni: alcuni comportamenti dei genitori in quella fase possono produrre danni rilevanti nei bambini, che hanno bisogno di poter contare sull’affetto di entrambi.

Le tecniche di rilassamento

Incontri dedicati a metodi strutturati come il training autogeno, con elementi teorici e pratici. Sono tra le proposte più accessibili, perché offrono qualcosa di immediatamente utilizzabile.

Perché il formato funziona

Tre elementi rendono efficace questo tipo di iniziativa.

Il primo è la gratuità, che rimuove l’ostacolo economico ma soprattutto quello psicologico: non si sta ancora “iniziando un percorso”, ci si sta informando.

Il secondo è la dimensione di gruppo di molti incontri: scoprire che altre persone portano difficoltà simili riduce l’idea di essere un caso isolato, spesso il primo motivo per cui si tace.

Il terzo è il patrocinio istituzionale, che accompagna solitamente queste iniziative: la presenza degli enti locali e degli ordini professionali segnala che si tratta di attività riconosciute e non di offerte improvvisate.

Come orientarsi

Per chi volesse partecipare a iniziative analoghe, alcuni criteri pratici:

  • verificare che chi propone l’incontro sia iscritto all’albo professionale;
  • preferire iniziative con patrocinio di enti pubblici o ordini professionali;
  • ricordare che un incontro informativo non è una consulenza: serve a capire se e a chi rivolgersi;
  • considerare che la prenotazione è quasi sempre necessaria, data la disponibilità limitata di posti.

Domande frequenti

A cosa serve un mese di informazione psicologica?

Ad abbattere tre barriere: informativa, perché spesso non si sa cosa faccia uno psicologo; culturale, per i pregiudizi verso chi si rivolge a un professionista; pratica, perché non si sa come e a chi rivolgersi.

Quali temi vengono affrontati più spesso?

Ansia, coerenza tra emozioni pensieri e comportamenti, disturbi del comportamento alimentare, gestione della rabbia, dinamiche di coppia e tutela dei figli nelle separazioni, tecniche di rilassamento.

Un incontro informativo equivale a una consulenza?

No: serve a comprendere un tema e a orientarsi su se e a chi rivolgersi. Per esigenze cliniche occorre un percorso con un professionista abilitato.

Perché la dimensione di gruppo è utile?

Perché scoprire che altre persone portano difficoltà simili riduce la percezione di essere un caso isolato: spesso il primo motivo per cui si evita di parlarne.

Le iniziative di informazione psicologica diffusa nascono per rimuovere tre barriere che tengono lontane le persone dai professionisti: non sapere cosa faccia uno psicologo, temere il giudizio, non sapere come rivolgersi. La formula combina colloqui gratuiti e incontri aperti, con centinaia di professionisti coinvolti su base volontaria. I temi ricorrenti offrono uno spaccato dei bisogni reali: ansia e comportamenti che la mantengono, incoerenza tra sentire pensare e agire, disturbi alimentari, distinzione tra rabbia e aggressività, dinamiche di coppia e tutela dei figli nelle separazioni, tecniche di rilassamento. Funziona perché entrare in uno studio per un seminario è molto meno impegnativo che entrarci per un appuntamento.
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