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Lo stile Distanziante (A)

In psicologia, lo stile di attaccamento distanziante (tipo A, assimilabile all’evitante) indica un modello caratterizzato da un’immagine positiva di sé e negativa dell’altro, con alto evitamento e bassa ansia. Cosa significa stile distanziante Lo stile distanziante si fonda su un modello positivo di sé e un modello negativo dell’altro. Ne derivano bassa coerenza, svalutazione delle […]

Psicolab — Lo stile Distanziante (A)
In psicologia, lo stile di attaccamento distanziante (tipo A, assimilabile all’evitante) indica un modello caratterizzato da un’immagine positiva di sé e negativa dell’altro, con alto evitamento e bassa ansia.

Cosa significa stile distanziante

Lo stile distanziante si fonda su un modello positivo di sé e un modello negativo dell’altro. Ne derivano bassa coerenza, svalutazione delle relazioni, evitamento dell’intimità e una fiducia in sé elevata, talvolta compulsiva. La persona distanziante mostra grande sicurezza personale e sembra indifferente al giudizio altrui, pur intuendo di essere percepita come arrogante, furba, critica, seria e riservata. Il modello negativo dell’altro la porta ad apparire cinica o eccessivamente critica, mantenendo una costante distanza emotiva dalle persone che ha intorno.

Lo stile distanziante in pratica

Chi ha uno stile distanziante non è a proprio agio con gli affetti e non cerca l’intimità, evitando di offrire il supporto che gli altri gli chiedono. Sottolinea l’importanza dell’indipendenza, della libertà e dell’affermazione personale, e tende a svalutare il peso delle relazioni e a evitare i conflitti. Nella coppia risulta meno coinvolto del partner: mancano vicinanza e apertura nella comunicazione, mostra poco affetto e si sente a disagio di fronte alle richieste di sostegno o alle manifestazioni di dipendenza. Preferisce evitare i conflitti e le espressioni emotive, e con facilità si sente intrappolato o annoiato dal legame.

Termini correlati

Concetti collegati sono l’attaccamento evitante, lo stile preoccupato, lo stile timoroso-evitante e i modelli operativi interni di sé e dell’altro.

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