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Letteratura e Vita, Simbiosi perfetta

Che leggere letteratura renda più capaci di capire gli altri è una delle affermazioni più citate degli ultimi anni. È anche una di quelle che le repliche hanno indebolito, e la storia di come è accaduto è istruttiva. Articolo divulgativo. Le opere citate sono richiamate per autore e titolo, senza riproduzione di brani. Lo spunto […]

Psicolab — Letteratura e Vita, Simbiosi perfetta
Che leggere letteratura renda più capaci di capire gli altri è una delle affermazioni più citate degli ultimi anni. È anche una di quelle che le repliche hanno indebolito, e la storia di come è accaduto è istruttiva.
Articolo divulgativo. Le opere citate sono richiamate per autore e titolo, senza riproduzione di brani.

Lo spunto

«Conversazione in Sicilia» di Elio Vittorini, pubblicato fra il 1938 e il 1941, racconta il viaggio di un uomo verso il paese d’origine, in una condizione che lui stesso definisce di furori astratti: un’inquietudine senza oggetto e senza sbocco.

Attorno all’opera, e alla successiva attività di Vittorini, ruota una questione che il testo originale pone: cosa può fare la letteratura di fronte alla realtà.

È una domanda a cui, negli ultimi decenni, si è cercato di rispondere anche con misure sperimentali.

La ricerca sulla lettura

Nel 2013 uno studio ampiamente ripreso riferì che la lettura di un breve brano di narrativa letteraria (non di genere, non saggistica) migliorava immediatamente dopo la capacità di riconoscere stati mentali altrui.

Il risultato ebbe grande diffusione, perché forniva un sostegno sperimentale a una convinzione diffusa.

Le repliche successive, condotte con campioni più ampi, non hanno però confermato l’effetto. Alcune non lo hanno trovato affatto, altre lo hanno trovato molto ridotto e spiegabile con differenze preesistenti fra i partecipanti.

La lettura oggi più accreditata è correlazionale: chi legge molta narrativa tende ad avere migliori capacità di comprensione sociale, ma la direzione del rapporto non è stabilita. È plausibile che chi è più interessato agli altri legga più narrativa, oltre e più che il contrario.

Perché questa vicenda è interessante

Non riguarda solo la letteratura: è un caso esemplare di come funziona la diffusione dei risultati.

Un risultato singolo, sorprendente e gradevole viene ripreso ovunque; le repliche negative, che arrivano anni dopo, non ricevono la stessa attenzione.

Ne consegue che il pubblico continua a conoscere la versione smentita. È il motivo per cui, davanti a un’affermazione basata su un solo studio, la domanda utile non è se sia interessante ma se sia stata replicata.

Cosa la letteratura fa comunque

Ridimensionare quella promessa non lascia le mani vuote.

La lettura narrativa produce trasporto: un assorbimento nella storia che è stato misurato e che è associato a una riduzione della resistenza agli argomenti contenuti nel racconto.

Le storie modificano gli atteggiamenti più delle argomentazioni dirette, e per una ragione precisa: chi legge non si sta difendendo. È lo stesso meccanismo per cui i messaggi prescrittivi attivano resistenza mentre quelli narrativi no.

Va detto che questo è un effetto neutro rispetto al contenuto: funziona per le storie che ampliano lo sguardo e per quelle che lo restringono. È una tecnica, non una virtù.

C’è poi un secondo elemento documentato: la lettura offre parole per esperienze che altrimenti resterebbero indistinte. Disporre di un lessico per nominare uno stato interno è associato a una migliore capacità di regolarlo, e la letteratura è la fonte più ricca di quel lessico.

Il caso dei furori astratti

L’espressione di Vittorini è un esempio di questo secondo effetto.

Descrive una condizione riconoscibile (un’agitazione senza oggetto, che non si traduce in azione e non trova nome) e nominarla la rende pensabile.

È esattamente ciò che una formulazione riuscita fa: non aggiunge un’informazione, rende disponibile una distinzione.

Domande frequenti

Leggere narrativa aiuta a capire gli altri?

Il risultato sperimentale che lo affermava non è stato replicato. Resta una correlazione fra lettura e comprensione sociale, ma la direzione del rapporto non è stabilita.

Perché continuiamo a sentirlo ripetere?

Perché i risultati sorprendenti e gradevoli si diffondono molto più delle repliche negative, che arrivano dopo e non ricevono la stessa attenzione.

Cosa fa allora la narrativa?

Produce trasporto, e le storie modificano gli atteggiamenti più delle argomentazioni perché chi legge non si sta difendendo. È però un effetto neutro: funziona in entrambe le direzioni.

Qual è l’altro effetto documentato?

Fornisce parole per esperienze indistinte, e disporre di un lessico per nominare uno stato interno è associato a una migliore capacità di regolarlo.

L’affermazione che leggere letteratura migliori la comprensione degli altri poggia su uno studio molto ripreso e non replicato: resta una correlazione di direzione incerta. La vicenda è esemplare (i risultati gradevoli si diffondono, le smentite no) e suggerisce la domanda da porre davanti a un solo studio. Restano però due effetti documentati: le storie modificano gli atteggiamenti più delle argomentazioni perché non attivano difesa, e la letteratura fornisce parole per esperienze indistinte, il che aiuta a regolarle.
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