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La Leggenda della Verità

Le note sono sempre le stesse, ma la musica suona diversa per ciascuno di noi. È l’immagine attorno a cui ruota questo romanzo d’esordio, e la conclusione a cui arrivano i suoi due protagonisti mentre discutono su chi abbia ragione. Articolo divulgativo di presentazione letteraria. Riferito a un volume pubblicato nel 2010. La struttura Il […]

Psicolab — La Leggenda della Verità
Le note sono sempre le stesse, ma la musica suona diversa per ciascuno di noi. È l’immagine attorno a cui ruota questo romanzo d’esordio, e la conclusione a cui arrivano i suoi due protagonisti mentre discutono su chi abbia ragione.
Articolo divulgativo di presentazione letteraria. Riferito a un volume pubblicato nel 2010.

La struttura

Il romanzo adotta un dispositivo a cornice.

Da un lato ci sono due amici, Ricco e Mattya, che guardano un film commentandolo. Dall’altro c’è la vicenda che si svolge sullo schermo.

La scelta non è decorativa: consente di mostrare contemporaneamente una storia e i modi diversi in cui la stessa storia viene letta da chi la osserva.

I due osservatori

Sono costruiti come poli opposti: uno sognatore e ottimista, l’altro realista e materialista.

Seguono la trama, commentano i passaggi, discutono: con l’obiettivo dichiarato di stabilire chi possieda la verità.

È un’impostazione efficace perché il lettore assiste al confronto senza che gli venga indicato chi abbia ragione.

La vicenda

Xavier, giovane erede di una famiglia benestante, conduce un’esistenza serena finché un incidente non la interrompe.

Oltre alle conseguenze fisiche, riporta vuoti di memoria persistenti.

Viene seguito da due medici, anch’essi contrapposti: uno fuori dagli schemi, l’altro rigoroso e formale, un raddoppio della struttura duale su cui il libro è costruito.

Il viaggio

Poiché la memoria non torna, il primo medico gli suggerisce di partire: compiere un viaggio per ritrovare sé stesso.

Il tema è classico ma qui acquista una torsione specifica. Chi ha perso i ricordi non può ricostruirsi guardandosi indietro: gli resta solo il presente, e la possibilità di scoprire chi sia da come reagisce a ciò che incontra.

La domanda centrale

Che cos’è la verità?

Il testo la descrive con un ossimoro efficace: un concetto universale che racchiude la saggezza, e insieme un termine carico di significato e vuoto allo stesso tempo.

La risposta a cui i due amici arrivano è quella dell’immagine musicale: la verità sarebbe la chiave con cui interpretare il pentagramma della vita, ma le stesse note suonano diversamente per ognuno.

Cosa dice, e cosa non dice

Vale la pena precisare la portata di questa conclusione, perché è più misurata di quanto sembri.

L’immagine non afferma che ogni interpretazione valga l’altra o che i fatti non esistano: le note restano le stesse. Afferma che l’esperienza di un evento dipende anche da chi lo attraversa.

È una distinzione che la psicologia formula in termini analoghi: esiste il dato, ed esiste il significato che gli viene attribuito. Confondere i due piani porta a due errori opposti, negare i fatti, oppure presumere che un fatto imponga a tutti la stessa esperienza.

Perché la memoria è al centro

La scelta di costruire la storia attorno a un’amnesia non è casuale, ed è l’elemento più interessante dell’impianto.

Se la nostra identità si regge sui ricordi, chi li perde perde anche il criterio con cui distinguere ciò che gli appartiene da ciò che non gli appartiene.

Il protagonista si trova quindi nella condizione più radicale possibile rispetto al tema del libro: deve ricostruire una verità su di sé senza disporre delle fonti abituali.

Il che riporta la questione filosofica su un piano concreto: la domanda su cosa sia vero diventa la domanda su chi sia lui.

L’autore

Massimiliano Fantoni, nato a Firenze nel 1964, ha coltivato fin da giovane l’interesse per la musica, collaborando con artisti della scena italiana, e ha praticato il calcio ad alto livello prima di dedicarsi all’attività di famiglia come maestro fonditore artistico.

Ha collaborato con siti e radio web scrivendo di musica e attualità. Questo è il suo primo libro.

La ricorrenza dell’immagine musicale nel romanzo trova qui la sua origine.

Domande frequenti

Come è strutturato il romanzo?

Con un dispositivo a cornice: due amici guardano e commentano un film, permettendo al lettore di seguire contemporaneamente una storia e i diversi modi in cui viene interpretata.

Qual è la vicenda raccontata?

Quella di Xavier, giovane di famiglia benestante che dopo un incidente riporta vuoti di memoria persistenti e viene spinto a compiere un viaggio per ritrovare sé stesso.

Qual è la tesi sulla verità?

Che le note siano le stesse per tutti ma la musica suoni diversa per ciascuno: non che i fatti non esistano, ma che l’esperienza di un evento dipenda anche da chi lo attraversa.

Perché la perdita di memoria è centrale?

Perché chi perde i ricordi perde il criterio con cui riconoscere ciò che gli appartiene. Il protagonista deve ricostruire una verità su di sé senza le fonti abituali, e la domanda filosofica diventa concreta.

Il romanzo costruisce una struttura a specchio: due amici che discutono commentando un film, e dentro il film due medici contrapposti che seguono un giovane colpito da amnesia dopo un incidente. La conclusione a cui i protagonisti arrivano è più misurata di quanto la formula suggerisca, le note restano le stesse, ma la musica suona diversa per ciascuno: non che i fatti non esistano, ma che l’esperienza di un evento dipenda da chi lo attraversa. La scelta dell’amnesia come motore narrativo è l’elemento più riuscito, perché trasforma una questione filosofica in un problema concreto: senza ricordi, la domanda su cosa sia vero diventa la domanda su chi si è.
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