Psicologia Sociale e del Comportamento

Immagini Mentali, Creatività e Schizofrenia I

L’idea che la creatività e la follia siano imparentate attraversa secoli di cultura ed è tuttora diffusa. La ricerca offre un quadro molto più circoscritto, e ridimensionarlo serve anche a chi ha una diagnosi. Articolo divulgativo, non sostituisce una valutazione clinica. Le persone con disturbi psicotici sono piu spesso vittime che autori di violenza. Emergenze: […]

Psicolab — Immagini Mentali, Creatività e Schizofrenia I
L’idea che la creatività e la follia siano imparentate attraversa secoli di cultura ed è tuttora diffusa. La ricerca offre un quadro molto più circoscritto, e ridimensionarlo serve anche a chi ha una diagnosi.
Articolo divulgativo, non sostituisce una valutazione clinica. Le persone con disturbi psicotici sono piu spesso vittime che autori di violenza. Emergenze: 112. I servizi di salute mentale territoriali sono il riferimento.

Le immagini mentali

La capacità di rappresentarsi qualcosa in assenza dello stimolo è un processo ordinario, e i dati indicano che condivide in parte i meccanismi della percezione.

Va segnalata una variabilità individuale molto ampia e a lungo ignorata: alcune persone riferiscono immagini estremamente vivide, altre riferiscono di non produrne affatto. Quest’ultima condizione ha ricevuto attenzione solo di recente ed è associata a differenze misurabili, non a un difetto di introspezione.

Ne segue una cautela: le teorie costruite sull’immaginazione visiva come processo universale e uniforme non tengono conto di questa variabilità.

Va aggiunto il punto che riguarda il tema: la vividezza delle immagini mentali non equivale a confusione con la realtà. Le persone con immagini molto vivide sanno perfettamente che si tratta di immagini.

Il legame con la creatività

Su questo la ricerca è meno generosa di quanto il senso comune supponga.

Le associazioni fra vividezza delle immagini mentali e misure di creatività risultano deboli e incostanti, e i test di creatività disponibili misurano qualcosa di diverso dalla produzione creativa reale.

Ciò che risulta più solido riguarda il pensiero divergente, cioè la capacità di generare molte alternative, e il suo rapporto con la produzione creativa è comunque parziale: contano moltissimo competenza nel dominio, persistenza e opportunità.

Va detto ciò che le biografie fanno dimenticare: la creatività è in larga parte lavoro accumulato, e l’immagine dell’intuizione improvvisa è una ricostruzione retrospettiva.

Il legame con la schizofrenia

È la parte che richiede più precisione, perché l’affermazione circolante è dannosa.

Alcuni studi su registri di popolazione hanno riportato una maggiore frequenza di professioni creative fra i familiari di persone con diagnosi psicotiche, più che fra le persone stesse. È un dato interessante e va riportato per quello che è: un’associazione statistica di piccola entità.

Va detto con chiarezza ciò che non è sostenuto: che la schizofrenia favorisca la creatività. Il disturbo comporta compromissione cognitiva, disorganizzazione del pensiero e riduzione della motivazione, che ostacolano la produzione creativa anziché favorirla.

L’ipotesi più discussa riguarda tratti sub-clinici (pensiero insolito, apertura, ridotta inibizione dell’associazione) che potrebbero associarsi sia alla creatività sia a una vulnerabilità. È una relazione a U rovesciata: livelli intermedi si assocerebbero al vantaggio, livelli elevati al danno.

Va aggiunto il costo del mito: romanticizzare il disturbo scoraggia la richiesta di aiuto, la convinzione che curarsi significhi perdere la propria capacità creativa è documentata e produce interruzioni di trattamento.

Cosa resta utile

  • Distinguere la vividezza immaginativa dalla perdita del contatto con la realtà: sono cose diverse e la prima è ordinaria.
  • Non usare la creatività come compensazione narrativa di una diagnosi: è un modo per non nominare la sofferenza.
  • Ricordare che la produzione creativa richiede condizioni (tempo, competenza, stabilità) che il disturbo tende a togliere.
  • Sostenere l’espressione creativa come attività che ha valore in sé, senza attribuirle poteri terapeutici che non ha.
  • E diffidare delle associazioni statistiche presentate come spiegazioni: un’associazione piccola fra popolazioni non dice nulla sul singolo.

Domande frequenti

Le immagini mentali sono uguali per tutti?

No: la variabilita e ampia, e alcune persone riferiscono di non produrne affatto, con differenze misurabili e non riducibili all’introspezione.

Immagini vivide significano confusione con la realta?

No: chi ha immagini mentali molto vivide sa perfettamente che si tratta di immagini.

La schizofrenia favorisce la creativita?

No: comporta compromissione cognitiva e riduzione della motivazione, che ostacolano la produzione creativa. Le associazioni riportate riguardano soprattutto i familiari e sono piccole.

Perche il mito e dannoso?

Perche la convinzione che curarsi significhi perdere la creativita e documentata e produce interruzioni di trattamento.

Le immagini mentali variano moltissimo fra individui e la loro vividezza non implica confusione con la realta. Il legame con la creativita e piu debole di quanto si creda, e quello con la schizofrenia va ridimensionato: il disturbo ostacola la produzione creativa, e le associazioni riportate riguardano soprattutto i familiari. Romanticizzarlo scoraggia le cure, ed e un costo documentato.
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