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IBIDeM: Io Bambina, Io Donna e Maestra

Il divario fra ragazzi e ragazze in matematica esiste in alcuni paesi, è assente in altri e in qualcuno è invertito. Questo dato, da solo, esclude la spiegazione più diffusa. Questa pagina prende spunto dalla segnalazione di un convegno svoltosi a Firenze nel 2012. L’evento è concluso e i recapiti non sono più validi. Articolo […]

Psicolab — IBIDeM: Io Bambina, Io Donna e Maestra
Il divario fra ragazzi e ragazze in matematica esiste in alcuni paesi, è assente in altri e in qualcuno è invertito. Questo dato, da solo, esclude la spiegazione più diffusa.
Questa pagina prende spunto dalla segnalazione di un convegno svoltosi a Firenze nel 2012. L’evento è concluso e i recapiti non sono più validi. Articolo divulgativo.

Cosa mostrano i confronti internazionali

Le rilevazioni comparative su larga scala offrono un test naturale: se una differenza fosse determinata biologicamente, dovrebbe essere costante fra i paesi.

Non lo è. La differenza media in matematica varia sensibilmente fra sistemi scolastici, è nulla in diversi paesi e in alcuni favorisce le ragazze.

È inoltre associata a indicatori di uguaglianza di genere della società: dove l’uguaglianza è maggiore, il divario tende a essere minore.

In lettura la differenza va nella direzione opposta ed è più ampia e costante: un dato che riceve molta meno attenzione, e che riguarda i ragazzi.

Il divario che resta

Ciò che permane in modo consistente non è il rendimento ma la scelta: la proporzione di ragazze che intraprendono percorsi scientifici e tecnologici resta molto inferiore, anche dove i risultati sono equivalenti o superiori.

Esiste anzi un fenomeno documentato: nei paesi con maggiore uguaglianza la differenza nelle iscrizioni a percorsi scientifici è talvolta più ampia. Le spiegazioni proposte riguardano la maggiore libertà di scegliere in base a preferenze già formate e la minore pressione economica a scegliere percorsi con sbocchi sicuri.

È un risultato che complica entrambe le posizioni del dibattito, e conviene riportarlo.

I meccanismi documentati

Alcuni sono misurati e in parte modificabili.

La minaccia dello stereotipo: essere consapevoli che ci si attende una prestazione inferiore dal proprio gruppo riduce il rendimento in situazione di valutazione. L’effetto è stato replicato con esiti variabili e la sua entità è discussa, ma la direzione è coerente.

Le aspettative di chi insegna: influiscono sul rendimento, e l’effetto è più forte quando sono negative. Studi su valutazioni anonime rispetto a valutazioni con nome hanno rilevato differenze sistematiche.

L’autovalutazione: a parità di risultati, le ragazze riportano minore fiducia nelle proprie capacità matematiche. È la fiducia, più del risultato, a predire la scelta del percorso.

I modelli: la presenza di figure femminili in ruoli scientifici è associata a maggiore interesse, con un effetto che dipende dalla somiglianza percepita, un professionista molto distante produce poco.

Sugli interessi

Va detto con onestà che le differenze medie negli interessi dichiarati sono ampie e compaiono presto.

Ciò che il dato non consente di stabilire è la loro origine: le preferenze si formano in un contesto che le orienta fin dai primi anni, e la loro precocità non prova che siano indipendenti dall’ambiente.

La formulazione sostenibile: le differenze negli interessi sono reali, quelle nelle capacità sono minime o nulle, e la domanda su cosa produca le prime resta aperta.

Cosa funziona

Gli interventi con riscontro sono più modesti e più specifici di quanto le campagne suggeriscano.

Le valutazioni anonime, che rimuovono l’informazione irrilevante nel momento del giudizio.

Il riscontro che attribuisce i risultati a strategie e impegno anziché a capacità naturali, che riduce la fragilità davanti alle difficoltà.

Gli interventi brevi che riducono la minaccia nelle situazioni valutative: esplicitare che il compito non misura una capacità di gruppo, o far riflettere su valori personali prima della prova.

L’esposizione a modelli simili, che è più efficace dell’esposizione a figure eccezionali.

E l’attenzione al linguaggio degli adulti: le attribuzioni fatte davanti ai bambini (chi è portato per cosa) sono raccolte e interiorizzate con notevole precisione.

Domande frequenti

Esiste un divario di genere in matematica?

Varia molto fra paesi, è nullo in diversi e in alcuni favorisce le ragazze. Questa variabilità esclude una spiegazione puramente biologica. In lettura il divario va nella direzione opposta ed è più costante.

Cosa resta stabile?

La differenza nella scelta dei percorsi scientifici, anche dove i risultati sono equivalenti. In alcuni paesi con maggiore uguaglianza la differenza nelle iscrizioni è persino più ampia.

Cosa predice la scelta del percorso?

La fiducia nelle proprie capacità più del risultato ottenuto: a parità di voti, le ragazze riportano minore fiducia in ambito matematico.

Cosa si può fare a scuola?

Valutazioni anonime, riscontri centrati su strategie e impegno anziché su capacità naturali, esposizione a modelli simili e attenzione a come gli adulti parlano di chi è portato per cosa.

Il divario in matematica varia fra paesi ed è nullo o invertito in molti: questo esclude una spiegazione biologica, mentre in lettura la differenza va nella direzione opposta e riceve meno attenzione. Ciò che resta stabile è la scelta dei percorsi, e a predirla è la fiducia nelle proprie capacità più del rendimento. Un dato complica entrambe le posizioni: dove l’uguaglianza è maggiore la differenza nelle iscrizioni scientifiche a volte cresce. Ciò che funziona è specifico, valutazioni anonime, riscontri sulle strategie, modelli simili.
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