I meccanismi
Sono i principi più solidi della psicologia dell’apprendimento, applicati con precisione.
La ricompensa variabile: un esito incerto e intermittente sostiene il comportamento molto più di uno costante, e produce una risposta particolarmente resistente all’estinzione. È il principio su cui l’intero settore è costruito.
Le quasi-vincite: esiti che assomigliano a una vincita senza esserlo attivano le aree della ricompensa in modo simile alle vincite reali, e aumentano la propensione a continuare. Nei prodotti elettronici la loro frequenza può essere superiore a quella attesa per caso.
Le perdite mascherate da vincite: si recupera meno di quanto si è puntato, ma con suoni e animazioni da vittoria. È un effetto documentato e va riconosciuto.
L’illusione di controllo: la possibilità di scegliere, fermare, selezionare produce la sensazione di incidere su un esito casuale. Le quote e le statistiche nelle scommesse sportive funzionano allo stesso modo, facendo apparire il risultato come questione di competenza.
E la fallacia del giocatore: credere che dopo una serie negativa la probabilità cambi. Non cambia, ed è la convinzione più costosa fra tutte.
Cosa cambia con le piattaforme digitali
Alcuni elementi sono nuovi e vanno nominati.
La disponibilità continua, senza chiusure, senza spostamenti, senza testimoni.
L’astrazione del denaro: i saldi digitali riducono la percezione della spesa rispetto al contante, ed è un effetto misurato.
Il gioco in tempo reale durante gli eventi, che comprime l’intervallo fra decisione ed esito e riduce lo spazio per fermarsi.
La personalizzazione: i sistemi possono identificare i comportamenti dei giocatori più redditizi e adattare le offerte, e le promozioni tendono a concentrarsi proprio su chi gioca di più.
E la pubblicità, la cui esposizione è associata a maggiore intenzione di giocare, in particolare nei giovani. In Italia esiste un divieto di pubblicità del gioco con vincite in denaro, il cui perimetro è oggetto di discussione.
Quando è un disturbo
Il disturbo da gioco d’azzardo è riconosciuto nei manuali diagnostici, ed è collocato insieme alle dipendenze da sostanze proprio perché ne condivide i meccanismi.
I criteri non riguardano quanto si spende. Riguardano il bisogno di puntare somme crescenti, i tentativi falliti di ridurre, l’irrequietezza quando si prova a smettere, il gioco per sfuggire a stati negativi, il rincorrere le perdite, le bugie sull’entità del coinvolgimento, e le conseguenze su relazioni, lavoro e situazione economica.
Va segnalato un dato che rende il tema urgente: il disturbo da gioco è associato a un rischio suicidario elevato, in particolare in presenza di debiti.
E va detto ciò che riguarda chi sta attorno: le persone coinvolte per ogni giocatore sono diverse, e il carico su familiari e partner è documentato, inclusa la componente economica, che spesso emerge molto tardi.
Cosa funziona
- L’autoesclusione: la possibilità di escludersi dai circuiti di gioco è uno strumento con evidenze, tanto più efficace quanto più è estesa e difficile da revocare.
- Limiti di deposito e di tempo impostati in anticipo, cioè quando non si sta giocando.
- Rendere il denaro meno astratto: separare i conti, eliminare i metodi di pagamento salvati.
- I trattamenti psicologici, in particolare quelli cognitivo-comportamentali che lavorano sulle convinzioni errate riguardo alla probabilità, hanno evidenze consistenti.
- I gruppi di auto-aiuto e i percorsi per i familiari, che sono gratuiti e disponibili.
- E affrontare i debiti con supporto competente: il debito è spesso ciò che alimenta il rincorrere le perdite, e la sua gestione fa parte del trattamento.
Domande frequenti
Perche il gioco d’azzardo crea dipendenza?
Per la ricompensa variabile, le quasi-vincite, le perdite mascherate da vincite e l’illusione di controllo: meccanismi noti e incorporati nel prodotto.
Dopo una serie di perdite aumentano le probabilita di vincere?
No: e la fallacia del giocatore. Le probabilita non cambiano, ed e la convinzione piu costosa fra tutte.
Il criterio e quanto si spende?
No: i criteri riguardano perdita di controllo, tentativi falliti di ridurre, rincorrere le perdite, bugie e conseguenze su relazioni, lavoro e situazione economica.
Cosa funziona per smettere?
Autoesclusione, limiti impostati in anticipo, trattamenti psicologici sulle convinzioni errate, gruppi di auto-aiuto e gestione competente dei debiti.
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