Psicologia del Lavoro e Organizzazioni

Nasce l'Associazione Diritto e Psicologia

Il diritto assume che un testimone sicuro sia attendibile. È l’assunto che la psicologia ha smentito con maggior forza, e le conseguenze pratiche sono fra le più rilevanti che questa disciplina abbia prodotto. Articolo divulgativo, non consulenza legale. Il punto di attrito Il diritto ha bisogno di stabilire cosa è accaduto; la psicologia descrive processi […]

Psicolab — Nasce l'Associazione Diritto e Psicologia
Il diritto assume che un testimone sicuro sia attendibile. È l’assunto che la psicologia ha smentito con maggior forza, e le conseguenze pratiche sono fra le più rilevanti che questa disciplina abbia prodotto.
Articolo divulgativo, non consulenza legale.

Il punto di attrito

Il diritto ha bisogno di stabilire cosa è accaduto; la psicologia descrive processi che rendono incerta quella ricostruzione.

Il caso in cui questa tensione ha prodotto più risultati è la testimonianza oculare.

Fra le condanne successivamente ribaltate da prove genetiche, l’errore di identificazione da parte di un testimone è la causa più frequente: presente nella larga maggioranza dei casi.

Non si tratta di testimoni in malafede: erano sinceri, e in molti casi certi di ciò che dichiaravano.

Cosa lo produce

I fattori sono distinti in due categorie, e la distinzione ha valore pratico.

Quelli che non si possono controllare: durata dell’osservazione, illuminazione, distanza, presenza di un’arma (che attira l’attenzione riducendo quella disponibile per il volto) e la maggiore difficoltà nel riconoscere persone di un gruppo etnico diverso dal proprio, che è un effetto ben documentato.

Quelli che si possono controllare, e sono la parte importante: come viene condotto il riconoscimento.

Le procedure che riducono l’errore

Sono note, verificate e non ovunque applicate.

Chi conduce il riconoscimento non deve sapere chi è il sospettato: altrimenti trasmette involontariamente segnali di conferma.

Va detto esplicitamente al testimone che l’autore potrebbe non essere presente: senza questa istruzione, si tende a scegliere la persona che somiglia di più.

I distrattori devono essere plausibili rispetto alla descrizione fornita, altrimenti la scelta è guidata per esclusione.

E va raccolta la sicurezza dichiarata subito dopo il riconoscimento, prima di qualunque riscontro.

Il punto sulla sicurezza

È il risultato più utile e il più controintuitivo.

La sicurezza di un testimone, misurata al momento del primo riconoscimento e in condizioni corrette, è informativa sull’accuratezza.

La stessa sicurezza espressa in aula, mesi o anni dopo, non lo è: nel frattempo è aumentata per effetto delle conferme ricevute, delle ripetizioni e del contatto con altre informazioni.

Ed è precisamente quella, la sicurezza tardiva, che i giudizi tendono a considerare, mentre la prima spesso non viene registrata.

Altri contributi

Il rapporto fra le due discipline ha prodotto altri risultati consolidati.

Sulla memoria: il ricordo è ricostruttivo, le informazioni successive vi si integrano, e la ripetizione di un racconto ne aumenta la coerenza senza aumentarne l’accuratezza.

Sull’ascolto dei minori: domande aperte, un solo colloquio registrato, nessuna ripetizione, con protocolli specifici.

Sulle confessioni: le tecniche accusatorie producono confessioni false, in misura maggiore nei minori e nelle persone vulnerabili.

Sulle decisioni giudiziarie: sono soggette agli stessi effetti di ancoraggio e di presentazione documentati altrove, e l’esperienza professionale li riduce meno di quanto ci si aspetti.

Il limite da rispettare

Un punto già formulato altrove e che vale la pena ripetere.

La psicologia può descrivere funzionamenti e probabilità. Non può stabilire se un fatto sia accaduto.

Nessun profilo psicologico dimostra che una persona abbia subito o commesso qualcosa, e le conclusioni su questo spettano al giudice, con altri elementi.

È un limite che protegge la disciplina oltre che il processo: l’utilità di ciò che può dire dipende dal non dire ciò che non può.

Domande frequenti

Quanto è affidabile un testimone oculare?

Meno di quanto si supponga: l’errore di identificazione è la causa più frequente fra le condanne ribaltate da prove genetiche, e i testimoni erano sinceri.

Cosa riduce l’errore?

Chi conduce il riconoscimento non deve sapere chi è il sospettato, va detto che l’autore potrebbe non essere presente, i distrattori devono essere plausibili e la sicurezza va raccolta subito.

La sicurezza del testimone conta?

Quella espressa al primo riconoscimento e in condizioni corrette sì. Quella espressa in aula molto dopo no: nel frattempo è cresciuta per effetto delle conferme ricevute.

Un profilo psicologico può provare un fatto?

No. La psicologia descrive funzionamenti e probabilità; stabilire cosa sia accaduto spetta al giudice con altri elementi.

Il contributo più solido della psicologia al diritto riguarda la testimonianza: l’errore di identificazione è la prima causa fra le condanne ribaltate, e i testimoni erano sinceri e sicuri. Le procedure che riducono l’errore sono note, chi conduce non deve sapere, va detto che l’autore può non esserci, la sicurezza va registrata subito. Il punto decisivo è proprio quest’ultimo: la sicurezza iniziale è informativa, quella espressa in aula non lo è. E resta il limite: la psicologia non stabilisce i fatti.
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